Il BLEVE del Borgo: analisi dell'incendio sulla A14 a Borgo Panigale

07/02/2019

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Stavolta è successo, è reale. Uno scenario da film catastrofico: una autocisterna carica di GPL che impatta, ad una velocità assurda, un camion incolonnato che trasporta solventi in contenitori di polietilene.

L’urto è devastante, l’incendio immediato. Come non bastasse, l’incidente avviene in un raccordo che collega le due autostrade forse più trafficate del Paese, un raccordo che corre affiancato a quella che è conosciuta come la tangenziale, ma che in realtà, lì, è una secante: un nastro di asfalto largo 70 metri che incontra pezzi di città, a destra come a sinistra.

In una manciata di minuti, a tempo di record, il violento incendio porta la cisterna al collasso, liberando istantaneamente il gas liquefatto in essa contenuto. L’esplosione è catastrofica, danneggia gli edifici circostanti fino ad una distanza di 200 metri e spezza il ponte autostradale sul quale l’autocisterna si trova, le travi e l’impalcato si schiantano sulla strada sottostante.

La strage, prevedibile, è solo sfiorata perché è agosto, i lavoratori delle aziende che si affacciano sull’autostrada e che non sono chiuse per ferie, sono in pausa pranzo e comunque fuori fa troppo caldo per andarsene in giro.

I pochi minuti che passano, dal momento dell’incidente allo scoppio sono, seppur un tempo brevissimo, comunque sufficiente a sciogliere l’incolonnamento che ha causato il violento tamponamento; il denso fumo nero che inizialmente sale in colonna e si rende visibile in tutta la città, improvvisamente si abbassa sul manto stradale e inibisce quel traffico che, imprudentemente, nonostante la gravità della situazione, continuava a fluire, alimentato dalle molteplici direttrici del traffico.

Le persone presenti sul ponte a livello dell’incidente si allontanano, quel tanto che risulterà loro bastare per sopravvivere, quelle accorse nelle strade del quartiere sottostante, non essendo disturbate dal fumo, invece, si avvicinano. Le salverà la dinamica ascendente dell’evento: la sfera di fuoco che si produce sulla strada sopraelevata, si solleva in una manciata di secondi allontanandosi da loro. Il feroce calore prodotto dall’irraggiamento decresce istantaneamente, un attimo prima di provocare ulteriori vittime.

Quanto avviene a Borgo Panigale è una semplice esplosione fisica, il cedimento meccanico di un contenitore sotto pressione che viene fortemente surriscaldato, in modo accidentale; una grande pentola a pressione, fortemente danneggiata, messa sul fuoco, un fuoco che però, stavolta, è troppo potente. Infatti, quando all’interno di un contenitore in pressione, sottoposto a forte surriscaldamento, è presente anche la fase liquida del gas, può verificarsi, a seguito del cedimento del serbatoio, il BLEVE, ovvero l’esplosione del vapore sviluppato dall’ebollizione del liquido.

Nel caso specifico del GPL, in caso di innesco immediato,  il BLEVE è seguito da un fireball.  Il volume sferico di gas vaporizzato si incendia, mentre l’intera massa si solleva per effetto della riduzione di densità indotta dal  surriscaldamento.

La nube ha una elevatissima concentrazione di gas e brucia solo nella corteccia, dove il GPL viene a contatto con l’aria. L’irraggiamento è formidabile, l’evoluzione del fenomeno inarrestabile.

In generale, la successiva formazione di un fireball ha conseguenze più gravi sulle persone rispetto a quelle del BLEVE.

Ai fini della comprensione del fenomeno, si può valutare, in maniera speditiva, e con equazioni piuttosto semplici, l’intensità della radiazione ricevuta da un bersaglio, nell’ipotesi che esso assorba tutta l’energia incidente. Se tale stima è riferita alla radiazione ricevuta durante tutto il fireball, per quanto riguarda la determinazione degli effetti sulle persone esposte, si deve osservare che, mentre per i fenomeni termici di lunga durata quali gli incendi, che vengono considerati stazionari, solitamente si assumono soglie di irraggiamento indipendenti dal tempo di esposizione, per quanto riguarda il fireball, fenomeno considerato variabile, si deve invece tener conto oltre che dell’intensità, certamente formidabile, anche della durata, essendo questa solitamente piuttosto breve.

Se i danni maggiori alle persone sono determinati dalla radiazione termica (thermal radiation), i danni strutturali al ponte dell’autostrada e agli edifici prospicienti sono stati causati dall’onda di pressione (blast wave).

L’onda d’urto generata dall’esplosione ha inoltre provocato la formazione di diverse masse dotate di energia cinetica, dette proiettili, che sono state rinvenute anche a duecento metri di distanza dal luogo dell’evento.

In particolare si è trattato di frammenti primari, ovvero provenienti dalla  frammentazione dell’involucro in cui si è prodotta l’esplosione confinata.

Tamponamento fra camion pesanti, pool fire da solventi, BLEVE del GPL con blast wave e proiettili, fireball con thermal radiation, crollo del ponte dell’autostrada, conseguenti incendi diffusi, danni strutturali agli edifici, 2 vittime, oltre 150 ustionati, ricerca di eventuali dispersi sotto le macerie, assistenza alla popolazione … non è stato un lunedì come tanti a Borgo Panigale, quel  06 agosto 2018.

In allegato l'analisi completa.

A cura di Dott. Ing. Vasco Vanzini
Comando Prov.le VV.F. Bologna

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