I Geometri mobilitati chiedono la revisione del sistema contributivo

06/02/2019

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Dimissioni del Consiglio di Amministrazione della Cassa Geometri, revisione del sistema elettorale e manifestazione contro il sistema previdenziale dei geometri e a difesa della categoria.

È quanto ha informato la Federazione Nazionale dei Geometri e Geometri laureati mobilitati (Geomobilitati) in una lettera inviata ai vertici della Cassa dei Geometri, del Consiglio Nazionale dei Geometri e G.L., ai Presidenti ed ai Consiglieri dei Collegi provinciali, a tutti i Geometri e ai Ministeri Vigilanti (Giustizia, Lavoro ed Economia).

Una lettera che prende la sua posizione considerando le seguenti criticità:

  • Ultra decennale crisi economica del settore delle costruzioni che non accenna a diminuire;
  • Calo demografico della categoria;
  • Crescente spesa per l’erogazione delle pensioni;
  • Patrimonio insufficiente rispetto ai parametri attuariali richiesti nel piano di sostenibilità cinquantennale già al 31/12/2014;
  • Travaso del patrimonio immobiliare in fondi chiusi;
  • Investimenti mobiliari oltre il confine;
  • Costi di amministrazione lievitati del +33% nell’ultimo biennio;
  • Prospettive pensionistiche deprimenti a fronte di 40 anni di contribuzione, per molti inferiori a quelle sociali rivalutate ultimamente dal governo in carica;
  • Situazione di cassa fuori controllo;
  • Mancata trasparenza nella gestione del patrimonio, nell’affidamento degli incarichi professionali, delle assunzioni e degli appalti.

Criticità che secondo i Geomobilitati avrebbe determinato la situazione fallimentare della categoria. "In nome dell’autonomia, attraverso misure vessatorie - affermano i Geometri mobilitati - l’intera categoria è stata costretta a far fronte alle esigenze di cassa con ripetuti e gravosi aumenti contributivi: +100% nell’ultimo decennio, ben al disopra di ogni parametro sostenibile e nonostante il perdurare della crisi e senza eguale raffronto in nessuna altra cassa previdenziale sia pubblica che privata. Gli aumenti si distaccano di un +70% rispetto a INARCASSA ed un +130% rispetto a EPPI, ovvero delle casse professionali previdenziali della nostra diretta concorrenza, con le quali categorie è sempre più difficile essere competitivi a causa della eccessiva e penalizzante richiesta contributiva. Tali condizioni hanno determinato la chiusura di molti studi tecnici, la forte percentuale di morosità contributiva e fiscale e tutto questo ha minato la serenità professionale ed  economica delle famiglie degli iscritti, anche tra i veterani solidamente presenti sul territorio".

Per tale motivo, la Federazione ha auspicato "le dimissioni del CdA in carica per comprovata inadeguatezza amministrativa e, visto e considerato che attraverso vari refusi elettorali amministra l’Ente da oltre 10 anni, in tal senso dovrà esser rivisto URGENTEMENTE IL SISTEMA ELETTORALE che dovrà garantire maggiore trasparenza nei confronti della base, di cui il CNG in insediamento si dovrà fare carico. Solo attraverso questa radicale misura si potrà avviare una seria ristrutturazione dell’Ente e qualora non fosse sufficiente aprire una trattativa con i ministeri competenti al fine di decretare il passaggio al sistema pubblico dell’INPS dove le garanzie saranno quelle offerte dallo Stato Italiano ed i rischi settoriali e generazionali saranno mediati con le altre categorie e non con i risparmi degli iscritti come avvenuto sino ad oggi".

Oltre a questa richiesta, i Geomobilitati hanno anticipato la data di una manifestazione che si terrà a Roma il 26 febbraio 2019.

In allegato la lettera inviata e le informazioni in merito alla manifestazione.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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