AAA Cercasi Ingegneri ICT: 65 mila proposte di lavoro nel settore digitale e solo 2.5 mila laureati

15/04/2019

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In Italia e Spagna la domanda di ingegneri ICT è superiore all'offerta di lavoro. Solo in Italia ci sarebbe bisogno di circa 12.8 mila laureati nel settore informatico a fronte dei 2.5 mila del 2018. Negli ultimi tre anni sono stati circa 65 mila le vacancy nel digitale Questi i dati emersi stamane durante il convegno organizzato stamane dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma con la collaborazione dell'associazione italiana Fitce AICT e dall'Associazione spagnola Fitce e la partecipazione del "COE" Colegio Oficial de Ingenieros de Telecomunicación, dell'IEE "Instituto de la Ingeniería de España".

Il vuoto formativo è significativo in tutta Europa. Oltre la mancanza di ingegneri, si registra che il 44% dei cittadini europei non ha una cultura di “basic digital skills”. Il 37% degli impiegati non ha sufficienti competenze digitali per svolgere il proprio lavoro. Mentre, al contrario, il mercato richiede sempre più: “Data scientist”, “Cyber Security Specialist”, “User Experience Disegner”, “Head ofi Digital”, “Content Specialist”.

Le skills degli ingegneri del futuro non dovranno essere solamente tecniche, ma interdisciplinari con il business e il management. Si dovranno creare delle “e-skills” riguardanti cybersecurity, cloud computing, blockchain, IoT. Queste si affiancheranno a soft skills quali flessibilità, capacità di ragionamento. Non dovrà mancare la formazione continua, la così detta “lifelong learning”, che dovrebbe occupare un tempo medio stimato di complessivi 100 giorni all'anno.

Abbiamo organizzato questo convegno in collaborazione con i nostri parner spagnoli, perché sono convinta, che sia necessario ribaltare anni e anni di concezione del mercato. I professionisti devono passare a un modello collaborativo. E' indispensabile studiare a livello europeo, come sta avvenendo oggi qui tra Italia e Spagna, le possibili sinergie in certi segmenti produttivi, come quello dell'Ingegneria Informatica e delle telecomunicazioni. I professionisti e gli Ordini professionali che li rappresentano devono favorire lo sviluppo di una visione globale di un sistema-città, e poi a salire un sistema-provincia, un sistema-regione, un sistema-Paese e in fine un sistema- Europa”, ha affermato Carla Cappiello, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

Come ha sottolineato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, presente all'evento, si deve creare una massa critica verso questi argomenti. Chi deve guidare la “Digital Transformation” non possono essere solo giuristi e gli economisti, ma anche e soprattutto gli ingegneri, che hanno una visione molto chiara anche di quanto le tecnologie possano influenzare realmente la vita dei cittadini, garantendo loro sicurezza, rispetto dell'ambiente e salute.

Solo le sinergie tra Ordini professionali e associazioni europee possono essere da sprone per l'Europa a che metta come priorità nella sua agenda lo sviluppo qualificato, costante di competenze digitali.

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