Istat e Indici prezzi al consumo marzo 2018: +0,3% rispetto mese precedente

18/04/2019

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Marzo 2019; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di marzo 2019 ha avuto un aumento dello 0,3% attestandosi, con la nuova base 2015, sul valore 102,80 con un lieve aumento rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile, al lordo dei tabacchi è stata del +0,30% e quella annua del +1,00%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Marzo 2019 ed il 14 Aprile 2019, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2018 del +0,668830.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di marzo 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1,0% su base annua (come a febbraio), confermando la stima preliminare.

La stabilità dell’inflazione è la sintesi di dinamiche contrapposte: da una parte l’accelerazione dei Beni energetici non regolamentati (da +0,8% a +3,3%), dall’altra il rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +3,7% a +1,9%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +0,5%) e dei Tabacchi (da +4,5% a +4,0%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +0,4%, mentre quella al netto dei soli beni energetici decelera lievemente da +0,7% a +0,6%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,6%), dei Tabacchi e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,3% per entrambi), solo in parte bilanciata dal calo dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,6%).

L’inflazione è stabile per i beni e per i servizi (rispettivamente a +1,3% e a +0,7%); pertanto rispetto al mese precedente il differenziale inflazionistico, negativo tra servizi e beni, si conferma a -0,6 punti percentuali.

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,4% per l’indice generale e pari a zero per la componente di fondo.

Dinamiche divergenti si registrano per i prezzi dei prodotti di largo consumo: quelli dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona decelerano da +1,6% a +1,1%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rimangono stabili a +1,5%, registrando in entrambi i casi un’inflazione più alta di quella complessiva.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta del 2,3% su base mensile (per effetto della fine dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto) e dell’1,1% in termini tendenziali (stabile rispetto al mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% rispetto a marzo 2018.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +600% e l'indice biennale al +1,125%
L'Istat spiega che, nel mese di marzo 2019, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abitazione, acqua, energia  (+3,7%), Bevande alcoliche e tabacchi (+3,3%), Altri beni e servizi (+1,8%), Trasporti, (+1,2%), Alimentari e bevande analcoliche (+1,1%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,9%), Salute (+0,3%), Istruzione, Abbigliameno e calzature, Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,1% per tutte e tre).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitolo

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni, (-7,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Beni energetici (+5,5%), Tabacchi (+4,0%), Servizi vari (+1,5%), Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Beni alimentari (+1,2%), Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), Servizi relativi all'abitazione (+0,5%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi elativi alle comunicazioni (-5,1%), Altri beni (-0,1%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bari (+1,7%), Bolzano (+1,6%), Brescia e Trieste (+1,5 per entrambe)  Bologna, Genova, Messina e Modena (+1,4% per tutte e quattro), Reggio Emilia e Torino (+1,3% per tutte e due), Livorno (+1,2%), Aosta, Catania, Catanzaro, Parma e Verona (+1,1% per tutte e cinque), Napoli (+1,0%), Palermo, Ravenna e Reggio Calabria (+0,9% per tutte e tre), Milano, Roma Trento e Venezia (+0,9 per tutte e quattro), Padova (+0,7%), Cagliari e Potenza (+0,6% per tutte e due), Ancona e Firenze (0,5%per tutte e due), Perugia (+0,4%),

I prossimi indici saranno pubblicati il 16 maggio 2019.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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