Sblocca Cantieri e Codice dei contratti: il pensiero di Cantone non interessa alle Commissioni?

16/05/2019

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Prosegue oggi in Commissioni riunite VIII (Lavori pubblici, comunicazioni) e XIII (Territorio, ambiente, beni ambientali), in sede referente, l'esame del disegno di legge (ddl n. 1248) di conversione del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dei contratti pubblici e gli interventi infrastrutturali” (c.d. Sblocca Cantieri).

Dopo la seduta di oggi delle Commissioni riunite e la sospensione nella settimana dal 20 al 26 maggio per le elezioni europee, il provvedimento tornerà all'ordine del giorno dell'Assemblea martedì 28 maggio alle 16,30.

Tutti gli emendamenti presentati (quasi 1200 dei quali oltre 730 relativi agli articoli 1 e 2 che introducono modifiche al Codice dei contratti pubblici) dovrebbero essere esitati entro martedì 21 maggio e sembra che sia la giornata di oggi che quella di domani (ma probabilmente anche quelle del 20 e 21 maggio), dopo una variazione dell’Ordine del giorno, saranno dedicate interamente al loro esame.

Come abbiamo avuto modo già di rilevare in un precedente articolo (leggi articolo) il maggior numero di emendamenti riguarda la lettera f) dell’articolo 1 relativo alle modifiche introdotte all’articolo 36 del Codice dei contratti rubricato “Contratti sotto soglia”.

Ricordiamo che con le modifiche, in atto introdotte dal vigente testo del decreto-legge n. 32/2019, i contratti sotto soglia sono così regolati:

  • gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro sono effettuati mediante affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici;
  • gli affidamenti di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 200.000 euro per i lavori, o alle soglie comunitarie per le forniture e i servizi, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, e, per i servizi e le forniture di almeno cinque operatori economici individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti;
  • per i lavori di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alle soglie comunitarie mediante procedura aperta così come definita all’articolo 60 del Codice dei contratti pubblici.

C’è da aggiungere, poi, che con l’inserimento nell’articolo 36 del comma 9.bis le stazioni appaltanti possono procedere all’aggiudicazione dei contratti sotto soglia comunitaria sulla base del criterio del minor prezzo ma potrebbero procedere anche, previa motivazione, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Si tratta, com’è comprensibile, di un dietro-front su quanto stabilito dal Codice dei contratti e contro tale dietro-front si è schierato in maniera abbastanza chiara il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone che alla trasmissione “Piazza Pulita del 9 maggio scorso” (minuto 49:50) ha detto testualmente “Si perde di vista la regola e, fra l’altro, non è detto affatto che si sbloccano i cantieri. Questo tema dello sblocco dei cantieri è un continuo che viene ripetuto diciamo a distanza ormai ciclica; poi non si sblocca nulla” aggiungendo, anche, che “Fra l’altro questo decreto sblocca cantieri che è un decreto diciamo in cui ci sono una serie di cose che destano perplessità finisce per sbloccare solo gli appalti fino 200.000 euro che non si erano mai bloccati; cioè da mano libera su appalti che hanno sempre funzionato”.

Relativamente, poi, al fatto di non essere stato ascoltato nell’ambito delle audizione propedeutiche alla conversione in legge del Decreto Sblocca Cantieri il Presidente Cantone ha riferito di essere stato invitato il giovedì precedente all’audizione fissata per lunedì 6 maggio alle ore 9:00 e che ad una sua risposta negativa per il fatto di avere già precedenti impegni non gli hanno dato un’altra possibilità forse non ritenendo interessante ascoltare il suo punto di vista, confermando quanto da noi intuito (leggi articolo).

A cura di arch. Paolo Oreto

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