Istat e Indici prezzi al consumo maggio 2018: +0,3% rispetto mese precedente

17/06/2019

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Maggio 2019; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di aprile 2019  ha registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente confermando, con la nuova base 2015, il valore 103,00 identico a quello del mese precedente.
La variazione mensile, al lordo dei tabacchi è stata del +0,00% e quella annua del +0,80%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Maggio 2019 ed il 14 Giugno 2019, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2018 del +1,065744.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di maggio 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenti dello 0,8% su base annua (era +1,1% ad aprile); la stima preliminare era +0,9%.

La decelerazione è principalmente dovuta alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% di aprile a +1,6%), dei Beni energetici non regolamentati (da +3,7% a +2,4%) e, in misura minore, dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,6% a +1,0%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano entrambe di due decimi di punto, rispettivamente da +0,6% a +0,4% e da +0,7% a +0,5%

La variazione congiunturale nulla dell’indice generale è la sintesi di dinamiche opposte: da un lato la crescita dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (+1,8%) e dei Beni energetici non regolamentati (+0,8%), dall’altro il calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,9%) e dei Servizi relativi alle comunicazioni (-0,5%).

L’inflazione decelera sia per i beni (da +0,9% a +0,8%) sia, in misura più ampia, per i servizi (da +1,3% a +0,8%); pertanto rispetto al mese di aprile il differenziale inflazionistico è nullo (da +0,4 del mese precedente).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% per l’indice generale e +0,3% per la componente di fondo.

Per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona l’inflazione rimane al di sotto di quella generale, stabile a +0,3%, mentre per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto la crescita dei prezzi, in lieve rallentamento da +1,1% a +1,0%, torna al di sopra di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,9% in termini tendenziali (da +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,7% rispetto a maggio 2018.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +525% e l'indice biennale al +1,200%
L'Istat spiega che, nel mese di maggio 2019, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abitazione, acqua, energia  (+3,3%), Bevande alcoliche e tabacchi (+2,1%), Trasporti, (+1,8%), Altri beni e servizi (+1,5%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%), Salute (+0,5%), Alimentari e bevande analcoliche (+0,4%), Abbigliameno e calzature (+0,3%), Istruzione (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni, (-9,4%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Beni energetici (+4,4%), Tabacchi (+2,9%), Servizi relativi ai trasporti (+1,8%), Servizi vari (+1,6%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), Beni alimentari (+0,4%),  Servizi relativi all'abitazione (+0,6%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi elativi alle comunicazioni (-7,2%), Altri beni (-0,3%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bari (+1,6%), Bolzano, Genova e Modena (+1,5% per tutte e tre), Brescia (+1,3%), Catania, Messina e Reggio Emilia (+1,2 per tutte e tre), Torino e Trento (+1,0% per tutte e due), Ravenna e Venezia (+0,9% per tutte e due), Milano, Parma Trieste e Verona (+0,8 per tutte e quattro), Napoli (+0,7%), Aosta, Catanzaro, Livorno, Palermo e   (+1,2% per tutte e Roma (0,6% per tutte e cinque), Bologna, Cagliari, Padova e Potena (+0,5% per tutte e quattro), Reggio Calabria (0,4%), Ancona (+0,3%), Perugia (+0,2%), Firenze e (0,1%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 16 luglio 2019.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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