Fondo di Garanzia per potenziare le infrastrutture idriche: Pubblicato il DPCM

23/07/2019

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 19 luglio 2019 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2019 recante “Individuazione degli interventi prioritari e dei criteri di utilizzo del Fondo di garanzia delle opere idriche”.

Il Provvedimento, atteso da lungo tempo, che è determinante per la realizzazione delle opere necessarie a contrastare i frequenti fenomeni di siccità che interessano vaste aree del territorio nazionale.

Il Fondo è finalizzato al potenziamento delle infrastrutture idriche e al superamento di deficit infrastrutturali attraverso la realizzazione dei seguenti interventi:

  • a) interventi previsti nel Piano nazionale idrico;
  • b) interventi non ancora finanziati e avviati che si qualifichino come necessari all’adeguamento delle infrastrutture idriche ai parametri di qualità tecnica fissati Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), con priorità per gli interventi già pianificati e immediatamente cantierabili;
  • c) interventi riguardanti piccole dighe, non inseriti nel Piano nazionale di cui alla lettera a) e che ricadono in una delle tipologie di cui alla lettera b) e già dotati di proprio finanziamento.

Il decreto crea uno specifico fondo di garanzia istituito presso Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che supporterà, oltre agli investimenti per le infrastrutture del servizio idrico integrato, come le reti acquedottistiche o gli impianti fognari e di depurazione, anche quelli riguardanti le dighe, con priorità per quelle destinate all’uso potabile e plurimo. Sono contemplati pure gli interventi previsti dal Piano nazionale nel settore idrico, sia della sezione “invasi” – già adottato lo scorso 17 aprile 2019 - sia degli acquedotti, di prossima adozione.

La garanzia dello Stato è prevista anche per quelle opere destinate all’uso potabile che, pur non ricadendo nel Piano, rispondono ai criteri previsti dal decreto; quindi pure quelle non ancora finanziate e avviate, ma necessarie all’adeguamento delle infrastrutture idriche ai parametri di qualità tecnica fissati da Arera.

Sarà infatti la stessa autorità a definire le modalità di accesso al fondo e, insieme ai Ministeri coinvolti nel processo (ovvero i Ministeri dell’Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Ambiente e Sviluppo economico), a valutare il rischio delle proposte da ammettere al beneficio del credito.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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