Regioni Puglia e Abruzzo: Con la soddisfazione di Fondazione Inarcassa approvate 3 leggi sull’equo compenso

19/08/2019

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Sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 76 dell’8 luglio 2019 sono state pubblicate due leggi per la tutela delle prestazioni professionali rese alle Pubbliche amministrazioni e ai privati.

Nel dettaglio sono state pubblicate:

  • la legge 5 luglio 2019, n. 30 recante “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”;
  • la legge 5 luglio 2019, n. 32 recante “Norme in materia di equo compenso nell’esercizio delle professioni regolamentate”.

Nella legge n. 30 della Regione Puglia è precisato che nelle ipotesi in cui le istanze autorizzative o le istanze per la realizzazione di interventi urbanistici ed edilizi presentate da privati o da imprese sono accompagnate da elaborati redatti da professionisti, le istanze medesime devono essere corredate dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente ma, anche, che l’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze a intervento diretto, acquisisce la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali attestante il pagamento da parte del committente dei correlati compensi calcolati in conformità alle tariffe professionali vigenti.

Nella legge n. 32 della Regione Puglia è precisato che nell’ambito delle procedure di acquisizione dei servizi professionali, la Regione Puglia garantisce che:

  • a) i compensi siano determinati nel rispetto del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 convertito dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172 ovvero in conformità dei parametri fissati dai decreti ministeriali relativi alle diverse professioni, ai fini della liquidazione dei compensi da parte degli organi giurisdizionali;
  • b) nella predisposizione degli atti delle procedure concorsuali di individuazione del contraente, i compensi, come determinati alla lettera a), siano utilizzati quale criterio o base di riferimento per determinare l’importo a base di gara;
  • c) non possano essere richieste al professionista prestazioni ulteriori rispetto a quelle considerate ai fini della determinazione dell’importo a base di gara;
  • d) i criteri di valutazione delle offerte siano rispettosi del rapporto tra le prestazioni professionali da effettuare e il compenso pattuito;
  • e) nella predisposizione dei contratti non vengano inserite clausole “vessatorie” così come definite dall’articolo 13-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

Sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo n. 118 del 10 luglio 2019 è stata pubblicata la legge 4 luglio 2019, n. 15 recante “Disposizioni in materia di tutela delle prestazioni professionali e di equo compenso” in cui è precisato che la presentazione di istanza autorizzativa, di istanza di intervento diretto o di istanza di deposito prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali è corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera o dalle lettere di affidamento dell’incarico sottoscritte dal committente e che l’amministrazione, al momento della ricezione della documentazione attestante la fine lavori o comunque alla conclusione dell’iter oggetto di precedenti atti autorizzativi rilasciati o di istanze ad intervento diretto precedentemente pervenute, acquisisce la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del professionista o dei professionisti incaricati attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente-

 “Fondazione Inarcassa accoglie con grande soddisfazione la mancata impugnativa da parte della Presidenza del Consiglio delle leggi in materia di equo compenso adottate dalle regioni Puglia e Abruzzo”. Così ha dichiarato il Presidente Egidio Comodo, a seguito della riunione del Consiglio dei Ministri, che su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Erika Stefani ha esaminato circa quaranta leggi regionali e delle Province autonome.

“Siamo però fermi nel ribadire che l’equo compenso è un principio che deve trovare al più presto accoglienza anche da parte della legislazione nazionale, un obiettivo a cui dobbiamo giungere a tutela dei professionisti italiani e per il quale Fondazione Inarcassa si sta impegnando quotidianamente, lavorando a stretto contatto con il parlamento”. Ha aggiunto il Presidente.

“Ancora una volta, è il virtuosismo delle regioni che ci fan ben sperare affinchè questo tema diventi centrale nell’agenda dell’esecutivo. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che anche le Marche sono al lavoro per definire una legge che assicuri compensi proporzionati alla quantità e qualità delle prestazioni effettuate dai professionisti”. Ha concluso Comodo.

Sono numerose le iniziative a livello locale per la tutela del lavoro professionale con l’approvazione di diversi leggi da parte delle regioni, ultime in ordine di tempo Lazio, Puglia e Abruzzo. Inoltre, è recente la presentazione del disegno di legge sul tema da parte del senatore del M5S Agostino Santillo che mira alla tutela della professione tecnica nelle attività con la committenza privata.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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