Legge di Bilancio 2020: tutte le principali misure per il settore e la Bozza in pdf

04/11/2019

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Dopo la pubblicazione in Gazzetta del Decreto-Legge 26 ottobre 2019, n. 124 recante "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili" (c.d. Decreto Fiscale), è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, salvo intese, la prima bozza del disegno di legge di Bilancio per il 2020, il cui testo ufficiale deve ancora essere presentato ai due rami del Parlamento per la discussione che porterà alla definitiva versione di quella che sarà la prossima manovra finanziaria.

In base alla bozza circolata nei giorni scorsi, è già possibile fare un bilancio della direzione che vorrà prendere il Governo Conte-Bis. Vediamo di seguito quali sono gli articoli della manovra e le principali misure approvate per il rilancio del settore.

Fondo investimenti delle Amministrazioni centrali

È prevista l'istituzione di un fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, anche in riferimento all’economia circolare, alla decarbonizzazione dell’economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale, e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, ad elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali. Tale fondo avrà una dotazione di:

  • 750 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 1120 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 1350 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 1500 milioni di euro per l'anno 2023;
  • 1576 milioni di euro per l'anno 2024;
  • 1772 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2032;
  • 1.800 milioni di euro per ciascuno degli anni 2033 e 2034.

Fondo investimenti enti territoriali

In questo caso è previsto un fondo destinato al rilancio degli investimenti degli enti territoriali per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale del Paese, in particolare, nei settori di spesa dell’edilizia pubblica, inclusa manutenzione e sicurezza, nonché degli asili nido e delle altre infrastrutture sociali, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Per questo è prevista una dotazione di:

  • 735 milioni di euro per l'anno 2020;
  • 1.078 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 1.670 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 2.300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2032.

In alternativa, dopo un confronto con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) è stata prevista una dotazione in favore dei Comuni tra 1.001 e 20.000 abitanti per investimenti di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade. Per questi è stato previsto per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 un fondo di 400 milioni di euro annui da ripartire:

  • ai comuni con popolazione tra 1.001 e 2.000 abitanti nella misura di 50.000 euro ciascuno;
  • ai comuni con popolazione tra 2.001 e 5.000 abitanti nella misura di 70.000 euro ciascuno;
  • ai comuni con popolazione tra 5.001 e 10.000 abitanti nella misura di 80.000 euro ciascuno;
  • ai comuni con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti nella misura di 120.000 euro ciascuno.

A tal fine è stato anche previsto un fondo per la progettazione. Al fine di favorire gli investimenti, sono assegnati ai comuni, per spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, contributi soggetti a rendicontazione nel limite di 85 milioni di euro per l’anno 2020, di 128 milioni di euro nell’anno 2021, di 170 milioni di euro per l’anno 2022 e di 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034.

Edilizia sanitaria

La nuova legge di stabilità prevede anche investimenti in edilizia sanitaria con una dotazione complessiva di 30 miliardi di euro necessari ai fini del programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico.

Detrazioni fiscali

Ecobonus
Come di consueto, nonostante da anni si parli di stabilizzazione, viene prevista la proroga al 31 dicembre 2020 per le detrazioni fiscali previste dal decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 per gli interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici

Sport bonus
Viene confermata anche per il 2020 la disciplina del credito d'imposta per le erogazioni liberali per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

Bonus facciate
Viene previsto un nuovo bonus per le spese sostenute nell’anno 2020 relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici (c.d. Bonus facciate). In particolare, la nuova legge di stabilità prevede una detrazione del 90% senza limiti massimi di spesa.

Programma innovativo nazionale per la rinascita urbana

Viene promosso per il decennio 2020-2030 il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare” che ha lo scopo di concorrere alla riduzione del disagio abitativo con particolare riferimento alle periferie e di favorire lo scambio tra le varie realtà regionali. Tale programma è finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio - economico, a incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, nonché a migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini, in un’ottica di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e secondo i principi e gli indirizzi adottati dall’Unione europea.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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