Finco e ANACI a difesa delle PMI: 'Nel Decreto Fiscale troppe misure nocive'

25/11/2019

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Finco e ANACI a difesa delle PMI: 'Nel Decreto Fiscale troppe misure nocive'

Le PMI continuano a non avere vita facile. All’interno del Decreto Fiscale, ora in fase di discussione in Parlamento, sono presenti provvedimenti che, se approvati, rischierebbero di compromettere la loro crescita”.

Queste le parole di Carla Tomasi, Presidente Finco, in riferimento alle norme contenute all'interno del decreto fiscale. “Tutti sono per le PMI, ma poi vengono varati provvedimenti tendenti ad affossarle - rincara la presidente Tomasi - Solo nell’ultimo periodo ne abbiamo, tra gli altri, visti quattro, che gravano su tale mondo in particolare sotto il profilo finanziario, sui quali auspichiamo un rapido e deciso cambio di marcia“.

Nel Decreto Fiscale - aggiunge Francesco Burrelli, Presidente ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) e Vice presidente Finco - è previsto che in tutti i casi in cui un committente affidi ad un’impresa l’esecuzione di un’opera, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori impiegati in quell’appalto sia effettuato direttamente dal committente stesso, a cui l’appaltatore o subappaltatore deve anticipare le somme. Tale norma ostacola e aggrava inutilmente l’esecuzione degli appalti, aumentando la complicazione burocratica nella gestione amministrativa. Si chiede nuovamente alle imprese di sottrarre la propria liquidità, senza, come detto, poter utilizzare la compensazione con i rispettivi crediti fiscali. Ma c’è di più, questa assurda misura graverebbe – se non eliminata – su tutto il mondo della casa e del condominio, costringendo, solo per citare un aspetto, all’apertura di un conto corrente dedicato per ogni operazione: l’impresa appaltatrice e subappaltatrice sono così tenute al versamento almeno 5 giorni prima del termine fissato per le ritenute fiscali”.

La Presidente Finco Tomasi entra nel dettaglio parlando di due norme:

  • quella contenuta nel comma 3 dell’articolo 3 del Decreto fiscale in discussione (Decreto-Legge 26 ottobre 2019, n. 124 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili”) che prevede che i contribuenti possano utilizzare i crediti maturati nel 2019 non più da gennaio dell’anno successivo, ma dal mese di maggio (ma in realtà, nei fatti, per via dei software di compilazione, non prima dell’estate). "Se è vero che tale differimento comporta vantaggi per l’Erario - afferma la Tomasi - dall’altro è assolutamente inaccettabile che ancora una volta le piccole imprese vengano caricate di oneri finanziari e debbano fungere, oltre che da sostituti di imposta, anche da finanziarie. Il tema si presenta poi particolarmente oneroso per il settore dell’involucro edilizio (infissi, schermature solari etc.) già gravato dalla ritenuta d’acconto dell’8% sui bonifici effettuati in sede di interventi di riqualificazione energetica. Onde evitare gravissimi danni – anche occupazionali – ad un settore industriale del Paese che funziona e che garantisce ritorni in loco, richiediamo che venga approvato un emendamento soppressivo dell’art.3, comma 3, del Decreto in questione".
  • lo sconto in fattura previsto dall’art.10 del Decreto Crescita, ora Legge n. 58/2019, sul quale si è espressa recentemente l'AGCM e che secondo la Presidente Tomasi danneggerebbe "fortemente la condizione di parità sul mercato tra piccole imprese e grandi utilities, che è stato introdotto senza alcuna seria analisi di impatto della regolamentazione e che è stato per ben due volte, sotto diversi profili, stigmatizzato dall’Antitrust".

Infine, la Presidente FINCO chiede l'eliminazione o il ripristino al 4% della ritenuta sul bonifico in caso di riqualificazione energetica "tenuto conto che, con l’introduzione della fatturazione elettronica, il ruolo di contrasto all’evasione della misura viene meno, restando solo quello di sottrarre liquidità e risorse in particolare alle PMI, di cui si tessono in tutte le occasioni lodi salvo vessarle con provvedimenti che minano in concreto la libertà di esercizio d’impresa, che dovrebbe essere, sia detto per inciso, costituzionalmente garantita. In tutto questo – conclude Carla Tomasiun’unica misura positiva, ancorché da capire bene nei dettagli, negli ambiti di applicazione e di armonizzazione con precedenti bonus, costituita dal bonus facciate al 90%”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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