Codice dei contratti: Il testo coordinato con le modifiche introdotte sino ad oggi

22/01/2020

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Codice dei contratti: Il testo coordinato con le modifiche introdotte sino ad oggi

Speriamo che l’impasse relativa alla predisposizione del Regolamento di attuazione previsto all’articolo 216, comma 27-octies venga superata e che il nuovo Regolamento veda la luce al più presto; nelle more, non possiamo non rilevare la singolare introduzione di un Regolamento così importante nell’articolo 216 del Codice rubricatoDisposizioni transitorie e di coordinamento” e come siano già trascorsi quasi 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge 18 aprile 2019 (cosiddetto “sblocca cantieri”) senza che sia stata predisposta una seria bozza del citato Regolamento che avrebbe dovuto vedere la luce entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto-legge stesso.

Noi non possiamo fare altro, nel frattempo, che rilevare il mutamento (si, proprio il mutamento) del Codice dei contratti che, in quasi 4 anni dall’entrata in vigore è stato trasformato perché, tra l'altro:

  • ha subito correzioni, modifiche ed integrazioni da un avviso di rettifica monstre (167 correzioni) e da 12 provvedimenti legislativi dei quali 2 abbastanza pesanti che hanno introdotto oltre 500 modifiche in quasi tutti gli articoli del Codice;
  • ha perso per strada alcuni importanti pezzi quali la cancellazione dell’appalto integrato, la riduzione delle stazioni appaltanti ed il ritorno dell’aggiudicazione con il prezzo più basso;
  • ha sospeso, fino al 31 dicembre 2020, 3 disposizioni che hanno costituito la colonna portante della riforma del 2016 e, nel dettaglio:
    • l'art. 37, comma 4, che fa ritornare la concezione di stazioni appaltanti “diffuse”;
    • l’art. 59, comma 1, quarto periodo, con la quale viene sospeso il divieto dell’appalto integrato;
    • l’art. 77, comma 3, con l’effetto di sospendere l’obbligo di ricorrere all’albo unico dei commissari di gara gestito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (la cui entrata in vigore era stata più volte sospesa dall’ANAC).

Proprio le ultime correzioni introdotte dallo decreto “sblocca cantieri” sono state la principale causa delle dimissioni del Presidente Raffaele Cantone che alla presentazione della Relazione annuale sull'attività svolta dall'Autorità nel 2018, in cui non si è potuto fare a meno di parlare dell'applicazione del D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti pubblici) e delle modifiche in corso di definizione con la conversione in legge del Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 (c.d. Decreto Sblocca Cantieri) ha dichiarato, testualmente "Non credo di sbagliare nel dire che quanto accaduto su quel testo non ha molti precedenti nella storia del nostro Paese: adottato con grandi auspici e senza nemmeno particolari contrarietà, da un giorno all’altro è diventato figlio di nessuno e soprattutto si è trasformato nella causa di gran parte dei problemi del settore e non solo. È innegabile che da quell’articolato sono derivate delle criticità, ma ciò è dovuto soprattutto al fatto che è stato attuato solo in parte, mentre i suoi aspetti più qualificanti (la riduzione delle stazioni appaltanti, i commissari di gara estratti a sorte, il rating d’impresa) sono rimasti sulla carta".

Tra l’altro mentre siamo, ancora oggi, in attesa del Regolamento di attuazione del nuovo Codice dei contratti non si ha più alcuna notizia del disegno di legge n. 1162 presentato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, comunicato alla Presidenza del Senato della Repubblica il 22 marzo 2019, recante “Delega al Governo per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l’integrazione della normativa in materia di contratti pubblici” e, precedentemente, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta n. 48 del 28 febbraio 2019.

In questo momento mentre siamo in attesa di novità in riferimento sia al nuovo Regolamento che al Disegno di legge delega, non possiamo far altro che offrire ai nostri lettori il testo del Codice dei contratti nella versione più attuale coordinato con le modifiche introdotte sia dall’Avviso di rettifica che dei seguenti 12 provvedimenti:

  1. legge 11 dicembre 2016, n. 232;
  2. decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 convertito dalle legge 27 febbraio 2017, n. 19;
  3. decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 recante;
  4. decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96
  5. legge 27 dicembre 2017, n. 205;
  6. decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12;
  7. decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14;
  8. decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 convertito dalla legge 14 giugno 2019 n. 55;
  9. decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58;
  10. legge 3 maggio 2019, n. 37;
  11. legge 19 giugno 2019, n. 56;
  12. decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 convertito dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157.

A cura di arch. Paolo Oreto

 

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