Emergenza Coronavirus Covid-19: Federarchitetti chiede a Inarcassa ulteriori misure

25/03/2020

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Emergenza Coronavirus Covid-19: Federarchitetti chiede a Inarcassa ulteriori misure

La pubblicazione in Gazzetta del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 ha messo in piedi una serie di misure economiche a tutela del lavoro, con la quale è stato riservato a liberi professionisti e partite IVA iscritte alle Casse previdenziali private (architetti, ingegneri, geometri, geologi, medici, giornalisti,...) solo un "Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19" da 300 milioni di euro, rimandando ogni misura specifica alle relative casse di previdenza.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Federarchitetti indirizzata al Presidente e al Consiglio di Amministrazione di INARCASSA, con la quale sono chieste ulteriori misure assistenziali per gli iscritti all'Ente di previdenza degli architetti ed ingegneri liberi professionisti, oltre a quelle emanate dal Consiglio di Amministrazione del 13 marzo e con determina d'urgenza del Presidente Santoro del 18 marzo 2020.

Maggiore sostegno per Architetti e Ingegneri

Considerata l'attuale emergenza sanitaria,che ha costretto la maggior parte degli iscritti a restare a casa in virtù delle Ordinanze del DPCM e di quelle emanate dai Presidenti di diverse Regioni, nonché dagli insufficienti provvedimenti indicati dal Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020, vi è la necessità di un'azione mirata al sostegno all'attività degli architetti ed ingegneri liberi professionisti che consenta, in questo particolare momento, la sopravvivenza degli studi, soprattutto di piccole dimensioni già in difficoltà in regime ordinario, e la ripartenza delle attività non appena terminata l'emergenza.

Richieste ulteriori misure a sostegno

Di seguito le priorità di intervento, raccolte dagli iscritti di Federarchitetti, che possono essere da integrazione o di ulteriore sostegno alle misure assistenziali che saranno a breve deliberate dal Consiglio di Amministrazione Inarcassa in attuazione della determina del Presidente del 18 marzo 2020:

  1. erogazione di un bonus di € 600 mensile, fino alla cessata emergenza, per tutti gli iscritti o, in subordine, per coloro che lo scorso anno non hanno raggiunto il reddito di € 16.137,93 corrispondente all'importo dell'applicazione del 14,5 % del contributo soggettivo minimo 2019;
  2. erogazione di un bonus di € 600 mensili per ogni nucleo familiare che abbia in carico figli di età non superiore a 12 anni, fatto salvo i figli o conviventi con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'art. 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (considerato la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e delle altre attività di assistenza domiciliare di cui al DPCM 4 marzo 2020);
  3. erogazione di un bonus di € 600 mensili per genitore separato/a o vedovo/a che abbia in carico figli di età non superiore a 12 anni, fatto salvo i figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'art. 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (considerato la sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado e delle altre attività di assistenza domiciliare di cui al DPCM 4 marzo 2020);
  4. erogazione di un bonus, pari al fitto mensile di locazione dello studio, sostenuto dall'iscritto per tutto il periodo di vigenza dell'emergenza;
  5. annullamento del pagamento del contributo minimo soggettivo ed integrativo per l'anno 2020 (la misura non ha particolari conseguenze economiche per la finanza dell'Ente poiché posticipa al 31 dicembre 2021 il pagamento dell'importo dovuto dall'iscritto in base al reddito dichiarato nel corrente anno 2020);
  6. deroga alla regolarità contributiva al fine di accelerare il pagamento delle parcelle dei liberi professionisti per le prestazioni rese per gli enti pubblici e privati, o, in subordine, per trattenere, da parte di INARCASSA, il 50 % della prestazione resa dal professionista all'Ente pubblico o privato a scomputo dei contributi dovuti dallo stesso.
  7. per gli iscritti morosi, considerare gli importi finora versati a scomputo prioritario dei contributi dovuti e non per il pagamento prioritario delle sanzioni ed interessi da essi dovuti;
  8. per gli iscritti morosi, che hanno raggiunto i limiti o in possesso dei requisiti previsti per l'erogazione della pensione di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, di inabilità, di reversibilità, erogazione del rateo mensile dovuto calcolato sui contributi interamente versati, dando la facoltà di regolarizzare la propria posizione contributiva attraverso un piano di ammortamento da trattenere sull'importo del rateo di pensione;
  9. per gli iscritti morosi estendere la polizza sanitaria generale per l'anno 2020;
  10. per gli iscritti ai quali è stata revocata INARCARD possibilità di riottenere la stessa. L'iniziativa, per l'istituto di credito tesoriere, può essere garantita attraverso il Fondo di Garanzia all'uopo costituito con provvedimento del Consiglio di Amministrazione del 13 marzo u.s..

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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