Superbonus 110% e professionisti: quando un'attività professionale diventa una organizzazione no-profit

19/11/2020

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Superbonus 110% e professionisti: quando un'attività professionale diventa una organizzazione no-profit

Con l'introduzione delle detrazioni fiscali del 110% (c.d. Superbonus) si è creata una fremente aspettativa tra gli operatori tecnici, le imprese e i cittadini.

I decreti attuativi e le conversioni definitive in legge hanno in parte affinato i contenuti del disposto normativo originario e hanno "quasi del tutto" reso cantierabile gli interventi; l'espressione "quasi del tutto" è credo doverosa in quanto restano ancora da chiarire importanti dubbi e la strada degli interpelli ad ENEA e all'Agenzia delle Entrate non può essere l'unica soluzione.

Superbonus 110%: importante il lavoro di ENEA e Agenzia delle Entrate

In effetti un plauso va fatto alle Istituzioni e agli Enti appena indicati, sia per lo sforzo considerevole nel mettere in piedi i necessari strumenti, sia per l'impegno di riscontro formale ai numerosi chiarimenti, resi del resto necessari da alcune lacune o imprecisioni normative.

Del resto la disciplina è assai ampia (anzi tra le più ampie) in quanto tocca aspetti amministrativi-vincolistici sul piano urbanistico e fiscale, e affonda le sue radici in un contesto normativo tecnico enorme, in parte obsoleto, ma in genere conosciuto a fondo solo da operatori maturi o che si sono strutturati attraverso più professionalità settoriali.

In altri termini la materia è difficile, molto.

Superbonus 110% e detrazioni fiscali: rinnovare e coordinare la normativa in un Testo Unico

Si avverte l'esigenza di rinnovare le leggi e le norme coordinandole e svernandole: servirebbe un nuovo testo unico in particolare del settore impiantistico civile e del settore amministrativo, in grado di toccare i tempi dell'energetica, della sicurezza, dell'ambiente e dell'urbanistica; il testo "Ristrutturare senza soldi?" (da me scritto) non ha certo questa pretesa ma può aiutare ad avere una bussola verso cosa cercare e dove approfondire, anche perché a ben riflettere non mancano lacune e contraddizioni già nella normativa.

Di recente FAQ delle Istituzioni, webinar di alto livello, interpelli, ... hanno sciolto alcuni dubbi, ma hanno anche aperto ulteriori criticità e rimescolato le carte, sia per esigenze plausibilmente amministrativo-economiche, sia proprio per gli incastri multidisciplinari della normativa e delle prassi consolidate che già sussistono.

Superbonus 110%: il lavoro dei Professionisti

In questo grande magma di attività si immergono anche i Professionisti, quelli con la "P", ottimi conoscitori esperti di particolari aspetti; alcuni hanno capito che devono lavorare in cordata, altri si sono in qualche modo strutturati. La professionalità più ricercata e - ahimè - più rara è il termotecnico, il Tecnico in grado di verificare il famigerato doppio salto di classe necessario ma non sufficiente per accedere al superbonus.

Per quale motivo è diventato tanto importante? Perché ha esperienza vera nel contesto impiantistico-energetico e, a volte, è davvero molto ferrato anche nel settore delle costruzioni civili, nelle soluzioni materiche e nei dettagli realizzativi.

E poi nessuno vuole sbagliare, anche perché il Legislatore ha capito e una buona volta ha chiarito che le verifiche devono essere svolte con serietà e depositando documentazione robusta.

Altrettanto fondamentale (e forse ancora di più) l'esperto di urbanistica e di conformità tecnico-amministrativa, in grado di individuare "a colpo d'occhio" visti i tempi stretti i vizi e le difformità.

Superbonus 110%: il lavoro preliminare dei professionisti

Che grande ruolo quindi per tali Professionisti e che occasione di lavoro! Ma qualcosa non convince......chi li paga, quando, quanto e soprattutto perché pagarli se poi non si fa nulla?

Facciamo un esempio di un intervento in un condominio per il quale si vuole attivare la procedura. In linea di principio:

  • si farà almeno un sopralluogo;
  • si verificherà a campione qualche appartamento;
  • si visioneranno i prospetti, i tetti, qualche pertinenza e molto probabilmente la centrale termica e alcuni impianti.

Si potrebbe rendere opportuno qualche saggio e qualche rilievo speditivo-qualitativo con termocamera.

Sul fronte amministrativo si cercherà si sbirciare la documentazione degli spazi privati, cercare di sondare tramite l'Amministratore lo stato legittimo delle U.I. superando le ataviche diffidenze e (quasi scontate?) omissioni.

Poi parte il calcolo energetico (mi auguro che sia la regola) - con dovizia di ore di lavoro per implementare le stratigrafie dello stato di fatto, e dello stato futuro, cercando di ottenere il difficile equilibrio tra verifiche D.M. 26/06/2015, Requisiti tecnici in regime di superbonus, vincoli architettonici e di spesa.

Giorni di lavoro, rilievi e poi....? Una relazione semi-definitiva che valuta:

  • la fattibilità tecnica dell'intervento con allegato APE pre e post intervento;
  • la fattibilità economica dell'intervento con allegato computo metrico;
  • la fattibilità amministrativa dell'intervento con proposte di tempi e descrizione di iter procedurali.

Lo vogliamo chiamare studio di pre-fattibilità? Per me è un progetto "preliminare", con qualche sfumatura di "definitivo".

Superbonus 110% e progetto preliminare: chi lo paga?

Chi lo paga? A quanto pare quasi nessuno. I più accorti (e non scaltri!) lo gestiranno sotto la forma di cauzione come anticipo sui lavori, e magari creando una proposta di esclusiva qualora si voglia procedere. I più sprovveduti (e la quasi totalità) come obolo necessario ad allinearsi al fiume di rassegnati professionisti che si autogiustificano allo specchio dicendosi "è la prassi, poi tanto arriva qualcuno che lo fa gratis!".

Ecco ancora la parola "gratis" che torna con prepotenza, come se ad "investire" (e non dico "spendere") ci sia vergogna.

Se una cosa è gratuita in genere viene resa o superficialmente o con malizia; in altri casi invocando le ormai poche energie di un plotone di tecnici rassegnati a questo ulteriore ricatto.

Lo studio di fattibilità è una tappa seria che condiziona la stessa opera e può indurre ad errore (quando non si coglie un intervento fattibile, o quando si crea false aspettative nella committenza); tale studio è anche un servizio che consente di verificare una condizione sullo stato legittimo o energetico di un fabbricato. Ma se in Italia qualcuno paga ormai è uno sfigato, perché tanto di soldi non se ne hanno più; e se anche il Governo mette in piedi - con tutti i limiti - una poderosa attività a costo minimo e (in certi casi) persino nullo per il cittadino, comunque si deve sottostare a questo galateo del "tutto gratis".

Ad occhio credo che tale sia l'approccio prevalente e dilagante, e mi spiace per i tecnici che lo avvallano buttando ancora una volte il cuore oltre l'ostacolo. Mi spiace per gli Ordini professionali che non mi pare stiano gestendo questo aspetto in violazione al decoro professionale (e che va ben oltre l'abolizione dei minimi tariffari). Mi spiace per il verosimile indebolimento di efficacia di una misura che potrebbe tendere ad opere standardizzate e blande.

Spero di sbagliarmi e di stare esagerando.

Ma se in definitiva un movimento anti-crisi sta partendo, chi sta pagando in prima linea il biglietto per il viaggio è il Professionista; spero quindi che nel giro di qualche mese si riconosca che tale strada assorbe energie e tempo non più disponibili dopo l'epocale dramma che tutti stiamo vivendo, e che si torni a riflettere sul fatto che GRATIS è un'utopia, e che non si può pensare di pretendere anche questo sacrificio dai Tecnici che costituiscono il presupposto che giustifica le stesse attività.

Con il testo che ho scritto - che certamente può essere migliorato e ampliato - ho cercato quindi di supportare il Tecnico nel focalizzare in fretta cosa potrebbe sfuggire dal Suo controllo. Ho cercato quindi di accompagnare e ridurre il carico di lavoro individuando aspetti delicati e critici. Mi auguro di esserci riuscito.

E adesso buon lavoro a tutti!!!

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A cura di Ing. Valerio Di Stefano
Autore di Ristrutturare senza soldi?

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