Coronavirus Covid-19: Riapertura dello sci il 18 gennaio

Firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza l’Ordinanza 2 gennaio 2021 con cui viene differita la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio 2021

03/01/2021
Coronavirus Covid-19: Riapertura dello sci il 18 gennaio

È stata firmata ieri dal Ministro della Salute Roberto Speranza l’Ordinanza 2 gennaio 2021 con cui viene differita la riapertura degli impianti sciistici al 18 gennaio 2021. Nei giorni scorsi le regioni e le province autonome avevano chiesto attraverso lettera del presidente della conferenza, Stefano Bonaccini, un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Cts.

Art. 1, co. 9, lettera oo) dPCM 3 dicembre 2020

Ricordiamo che la lettera oo) dell’articolo 1, comma 9 del d.P.C.M. 3 dicembre 2020 prevedeva la riapertura degli impianti sciistici agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

Le linee guida

Le Regioni e le Province autonome avevano predisposto le lineee guida previste alla citata letera oo) e le avevano approvate nella seduta della Conferenza del 23 novembre 2020 e la citata “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali” era costituita dai seguenti 10 paragrafi:

  1. Premessa
  2. Valutazione dei rischi Covid-19
  3. Formazione del personale e individuazione del referente COVID
  4. Aerazione e sanificazione
  5. Rapporti tra le persone
  6. Sorveglianza COVID
  7. Gestione dei casi di Covid-19 tra i clienti
  8. Gestione dei casi di Covid-19 tra il personale
  9. Gestione dei lavoratori fragili
  10. Materiali e protezioni per lo staff

Comitato tecnico scientifico

Le linee guida venivano esaminate dal Comitato tecnico scientifico che nella seduta del 24 dicembre 2020 che  indicava alcune carenze tra le quali segnaliamo:

  • la necessità che per cabinovie e funivie la capienza venga ridotta del 50% con obbligo di mascherina;
  • la necessità di gestire l'afflusso tramite la prenotazione degli skipass, che deve tenere conto anche delle quote stagionali e settimanali,

non ritenendo le linee guida meritevoli di approvazione.

Tra l’altro il Cts precisa anche che “Nell’ottica della prossima riapertura degli impianti, che dovrà comunque essere preceduta da una propedeutica rivalutazione della situazione epidemiologica, deve necessariamente essere messo in evidenza che le misure proposte possono trovare applicazione solo nel caso in cui l’andamento epidemiologico a livello di Regione o Provincia Autonoma sia compatibile con la classificazione del rischio nella cd. zona gialla".

In merito al problema della capienza ridotta il Cts aggiungeva che "Una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici (in particolare cabinovie e funivie) presentano caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale (autobus, filobus, tram e metropolitane) rappresentando pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta in base alla classificazione del livello di rischio di contagio da Covid-19. Deve pertanto prevedersi un’efficace riorganizzazione del sistema degli impianti di risalita da affiancare a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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