Ance ed Oice: Alcune critiche alla legge di stabilità 2015

Dall’Ance e dall’Oice alcune critiche alla legge di stabilità 2015. L’Oice (Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindust...

05/11/2014
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Dall’Ance e dall’Oice alcune critiche alla legge di stabilità 2015.
L’Oice (Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria che riunisce 435 società, con più di 10.000 addetti e un fatturato verso committenti pubblici e privati pari a 1,4 miliardi), in un comunicato stampa di ieri, precisa che è necessario agevolare sia le fusioni e le aggregazioni fra imprese che rendono servizi professionali, E’ il presidente OICE, Ing. Patrizia Lotti, ad entrare nel merito delle misure proposte dal Governo: “Abbiamo preso atto che nel disegno di legge vi sono molte positive norme a favore delle imprese che pertanto sono di particolare interesse anche per le società di ingegneria e di architettura. Sono senz’altro condivisibili gli interventi sull’IRAP e sulle assunzioni che anche Confindustria ha valutato positivamente. Riteniamo però che Governo e Parlamento possano migliorare il testo su molti aspetti perché il nostro settore, anche per reggere il confronto con la competizione internazionale, deve essere maggiormente rafforzato nelle dimensioni e nella capacità di innovare i propri processi produttivi”.

Due sono i terreni sui quali l’OICE ritiene necessario supportare le organizzazioni imprenditoriali che operano nel settore: “Nel corso di questi venti anni la normativa ha consentito la costituzione di numerose società - ci dice Inarcassa che sono più di seimila quelle a loro iscritte a fini contributivi - che operano, in Italia e all’estero, nel settore privato e pubblico, e ne ha anche favorito l’aggregazione attraverso forme consortili stabili. Quanto fatto finora è però largamente insufficiente e il gap con i nostri concorrenti stranieri si è andato sempre più ampliando. La dimensione delle nostre strutture è infatti largamente inidonea a reggere il confronto con i competitors stranieri; si pensi che fra le prime cento società di ingegneria europee per dimensione, non ce n’è neanche una italiana. Bisogna quindi rapidamente invertire rotta e favorire la crescita delle nostre strutture anche prevedendo incentivi e sgravi fiscali che favoriscano processi di aggregazione e fusione, nonché meccanismi agevolativi per le reti di impresa. Si tratta dei primi e urgenti interventi che potrebbero consentire alle nostre imprese di aggredire con maggiore efficacia il mercato internazionale, dove peraltro le nostre società maturano ormai il 40% del loro fatturato globale”.

Un secondo punto sul quale l’OICE concentra la sua attenzione è quello dei processi: “La legge di stabilità - dice Patrizia Lotti - prevede opportuni meccanismi di agevolazione della ricerca e dello sviluppo, riconoscendo un sensibile credito di imposta. Tutto ciò va nella direzione giusta, ma vorremmo che tali misure fossero effettivamente applicabili anche all’adeguamento dei processi di elaborazione dei progetti rispetto ai quali la sfida che ci giunge dall’Europa e dal resto del mondo è quella di un rapido aggiornamento delle nostre metodologie. Mi riferisco in particolare al BIM (Building Information Modelling), obbligatorio in diversi paesi europei e ormai standard usuale nella progettazione di molti interventi a livello internazionale. Occorre quindi chiarire espressamente che anche gli investimenti che le nostre imprese stanno sostenendo per adeguarsi a questa metodologia siano ricompresi nel credito di imposta. Sarebbe un vero delitto non accompagnare le nostre imprese in questo percorso ormai non eludibile, rischiando di renderle meno competitive a livello internazionale in un momento così delicato per il nostro mercato interno”.

Sul tema della legge si stabilità 2015 è intervenuta, anche, l'ANCE nel corso dell’audizione, nella seduta congiunta del 4 novembre, presso le Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato, nell’ambito dell’esame dei documenti di manovra economica 2015- 2017, ed in particolare, del disegno di legge recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”. Con riferimento ai contenuti del provvedimento, il Presidente Paolo Buzzetti ha rilevato, tra l’altro:
  • la riduzione degli stanziamenti nel 2015 per nuove infrastrutture di circa l’11% in termini reali rispetto al 2014, pari a circa 1,4 miliardi di euro in meno. Dal 2008 ad oggi, le risorse disponibili per opere pubbliche risultano diminuite del 45%;
  • la mancata previsione di finanziamenti per alcuni programmi di opere diffuse sul territorio, come le opere segnalate dai Comuni e il Piano dei 6.000 campanili, che, secondo le indicazioni del Ministero delle Infrastrutture sarebbero dovute diventare strutturali e, quindi, essere finanziate annualmente nell’ambito della Legge di Stabilità;
  • la mancanza di nuovi stanziamenti per il pagamento dei debiti di parte capitale della Pubblica Amministrazione. Ai 3-4 miliardi di euro di debiti arretrati di parte capitale, si aggiungono i ritardi di pagamento di spese in conto capitale accumulati nei primi 10 mesi del 2014, per un totale complessivo stimato di circa 10 miliardi di euro;
  • il raddoppio, dal 4% all’8%, della ritenuta sui bonifici di pagamento delle spese agevolate con le detrazioni per il recupero e la riqualificazione degli edifici ha come unico effetto quello di ridurre la liquidità delle imprese, senza migliorare in alcun modo l’efficacia dello strumento di contrasto all’evasione;
  • la disposizione che prevede la possibilità di aumentare, a decorrere dal 1° gennaio 2016, sia l’aliquota IVA ridotta del 10% che quella ordinaria del 22% desta preoccupazione. L’innalzamento dell’aliquota ridotta del 10% colpirebbe il mercato immobiliare;
  • la necessità di avviare un confronto con tutti gli attori coinvolti sul processo di revisione della fiscalità immobiliare, affinché si giunga, in modo concertato, ad un sistema di tassazione immobiliare unico, semplificato e stabile nel tempo, con ovvia esclusione dell’ “invenduto” delle imprese edili.

Il documento integrale predisposto dall'ANCE è allegato alla presente notizia.

A cura di Gabriele Bivona

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