Casa Italia: Per il CNI un errore non includere professionisti

In occasione di un dibattito nell’ambito del Made Expo, il Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Gianni Massa ha dato vita ad un vi...

13/03/2017
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Casa Italia: Per il CNI un errore non includere professionisti

In occasione di un dibattito nell’ambito del Made Expo, il Vice Presidente Vicario del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Gianni Massa ha dato vita ad un vivace dibattito con il Prof. Giovanni Azzone (Project manager Casa Italia), lamentando l’esclusione dei rappresentanti dei professionisti.

Tra gli aspetti critici di Casa Italia - ha detto Massa - c’è proprio l’assenza dei rappresentanti delle professioni. E’ sbagliato perché i professionisti sono quelli che agiscono sul campo e, grazie a questo, sono in grado di suggerire idee e consentire al progetto di realizzarle”.

Un altro punto critico - ha proseguito - è rappresentato dal Fascicolo del fabbricato. A questo proposito persiste un serio problema di comunicazione. Questo strumento, infatti, viene percepito come un inutile aggravio burocratico e, in ultima istanza, una ulteriore tassa. E’ necessario che chi ha responsabilità si impegni a costruire una narrazione diversa, spiegando alla cittadinanza che la conoscenza ha un valore, che il Fascicolo del fabbricato non è l’ennesimo ‘pezzo di carta’ ma uno strumento utile per il Paese e per la sua messa in sicurezza

Il Prof. Azzone ha affermato di trovare ragionevoli questi rilievi, pur ribadendo le ragioni sue e del Governo in merito al Casa Italia. Il dibattito, vivace ma corretto, ha vissuto un terzo interessante momento quando è stato nuovamente affrontato il tema dell’emergenza della ricostruzione. Il riferimento, in particolare, è andato ai progetti sperimentali che saranno oggetto di richiesta di finanziamento, anche se il rappresentante del Governo non è stato in grado di chiarire quando questi saranno pronti.

Ricordiamo che il progetto Casa Italia è un complesso sistema di infrastrutture, lanciato dal Governo, che, oltre alla messa in sicurezza degli edifici privati, dovrebbe riguardare interventi su scuole, bonifiche, banda larga, dissesto idrogeologico, impianti sportivi e riqualificazione delle periferie. Un piano ventennale che dovrebbe impegnare risorse per circa 50 miliardi di euro.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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