Demolizione Edifici Abusivi: un Convegno ad Ischia tra Politici e Magistrati sul decreto Falanga

Il problema degli abusi edilizi è una questione di straordinario interesse, soprattutto in Campania, dove sono mescolati risvolti speculativi con infiltrazio...

15/06/2017
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Demolizione Edifici Abusivi: un Convegno ad Ischia tra Politici e Magistrati sul decreto Falanga

Il problema degli abusi edilizi è una questione di straordinario interesse, soprattutto in Campania, dove sono mescolati risvolti speculativi con infiltrazioni della malavita organizzata, e risvolti di natura sociale riferiti a stati di necessità. Recentemente è stata approvata in Parlamento, su iniziativa del senatore Falanga, una legge che disciplina la priorità degli abbattimenti. Da ciò, ne è seguito il convegno di Ischia tra avvocati e politici “Abbattimenti tra abusi speculativi e abusi di necessità”.

Il convegno

Folto pubblico all’albergo Regina Isabella di Lacco Ameno ad Ischia il 10 giugno scorso, per il convegno “Abbattimenti tra abusi speculativi e abusi di necessità”. Giornata dedicata alla proposta di legge del senatore Ciro Falanga, approvata dal Senato (Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi) mirante a stabilire i criteri di gradualità nell’esecuzione degli abbattimenti degli immobili abusivi. Un interessante incontro, pieno di spunti, a cui hanno partecipato politici e magistrati, interessati alle “demolizioni edifici abusivi”.

Il terzo condono

Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno di Ischia, ad inizio dei lavori, lamentando l’ingiustizia della mancata applicazione del “terzo condono” nella regione Campania, ha auspicato che la legge Falanga, possa essere «l’inizio di una fase positiva che porti a una seria iniziativa legislativa a favore di migliaia di cittadini finora discriminati».

“Abusivismo” e “Necessità”

Per l’avvocato Francesco Cellammare, presidente dell’Assoforense «il decreto Falanga, rappresenta un punto di svolta verso una legge che riconosce finalmente il diritto costituzional alla propria abitazione. La distinzione tra la speculazione edilizia e necessità abitativa – ha proseguito  Cellammare -  è fondamentale; e speriamo che quanto prima il legislatore riconosca la differenza tra speculazione e necessità».

IL Decreto secondo Molinaro.

«L’hanno chiamata “legge bloccaruspe”, “cavallo di troia”, “condono mascherato”, ma non è così», ha commentato l’avvocato Bruno Molinaro, riguardo il provvedimento legislativo. "È una legge che nella complessa materia regolamenta i poteri sanzionatori dal punto di vista amministrativo; aspetto poco considerato dalla stampa, dagli ambientalisti e dagli stessi critici. L’interrogativo è semmai – dice Molinari - se le demolizioni valgono come provvedimenti inseriti nel registro esecuzioni sanzioni amministrative (R.E.S.A), finanziate dalla Cassa depositi e prestiti, e come sentenze passate in giudicato. Per me, credo – dice Molinaro –  che il decreto Falanga possa farsi appartenere a tali casi, in quanto incidono sul sanzionatorio e sul penale". L’ordine di demolizione del Ddl, ha sottolineato Molinaro, dovrebbe riguardare le tre seguenti fattispecie di abuso edilizio:

  • la prima, riguarda gli immobili abusivi costruiti su aree demaniali, o soggette a vincolo oppure di impatto ambientale.
  • la seconda, gli immobili che per qualunque motivo costituiscono un pericolo per la pubblica e privata incolumità.
  • la terza è quella costituita dagli immobili realizzati da soggetti appartenenti alla criminalità.

E, su queste – ha sottolineato Molinaro - il procuratore dovrà dare la priorità: di regola agli immobili in corso di costruzione, non ultimati alla data della sentenza di condanna di primo grado, p non abitate.

Sulla querelle, riguardo il diritto costituzionale all’abitazione, Molinaro, ha citato la Corte europea per i diritti umani (Cedu) che ha esplicitamente riconosciuto l’inviolabilità del diritto alla propria abitazione. L’interesse punitivo dello Stato – ha detto Molinaro - va coniugato a tale diritto, come sancito dalla Cedu. E la legge Falanga recepisce meritoriamente tale orientamento. Per Siracusa, già dal 2008 – ha ricordato Falanga - era stato adottato un protocollo d’intesa, seguito poi da altre città, in cui fu già stabilito un tale principio per le demolizioni, ben prima che questo principio venisse sancito.

Riguardo un’altra critica sul Ddl, secondo cui tale legge favorirebbe gli avvocati per l’aumento dei contenziosi, Molinaro, ha sostenuto che non è vero, replicando che  «nessun avvocato coscienzioso consiglierà mai al cliente di completare l’edificio in via di costruzione, visto il dato normativo».

Riguardo ai poteri che la legge conferisce al Prefetto – Molinaro ha poi aggiunto -  che «In tale ottica essa è più restrittiva di quanto stabilì la terza sezione della Cassazione nel ’99, adesso, decorsi nove mesi sarà il Prefetto a procedere, e in ciò non verrà meno l’azione dei Comuni». E, sugli stanziamenti dei fondi per la demolizione, ritenuti pochi - Molinari ha replicato - che  «Non è così. Perché ai 10 milioni annui previsti dalla legge vanno ad aggiungersi i 50 milioni già previsti dal fondo di rotazione della legge del 2003».

Scontro Falanga – De Chiara

Serrato il confronto tra il dottor Aldo De Chiara e il senatore Ciro Falanga, ispiratore della legge sulla priorità ormai prossima all’approvazione definitiva in Parlamento, al quale gli sono stati contestati i parametri utilizzati per definire l’abuso “di necessità” basati sui metri quadri dell’immobile piuttosto che sulla storia individuale degli abusivi. Secondo ciò, il giudice Alberto Capuano, monocratico presso la sezione ischitana del Tribunale, che segue casi di abusivismo in tribunale, la legge andava perlomeno scritta in modo migliore, per evitare di creare tali nuove incertezze interpretative.

A cura di Salvo Sbacchis

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