L'occasione fa l'uomo ladro: abrogare il codice degli appalti e recepire le direttive europee?

Gli ultimi nuovi scandali, le dimissioni del Ministro Lupi e il tam-tam che si è susseguito nei giorni scorsi, mi ha fatto riflettere su alcuni punti che vor...

25/03/2015
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L'occasione fa l'uomo ladro: abrogare il codice degli appalti e recepire le direttive europee?
Gli ultimi nuovi scandali, le dimissioni del Ministro Lupi e il tam-tam che si è susseguito nei giorni scorsi, mi ha fatto riflettere su alcuni punti che vorrei condividere con voi e a cui mi piacerebbe ricevere un vostro commento.

Con la legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443) viene definita la delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive. E' in vigore, quindi, da quasi 14 anni ed è di qualche giorno fa il IX Rapporto sull'attuazione che contiene gli esiti del monitoraggio sul Programma delle infrastrutture strategiche (PIS) per l'VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici).

Il IX Rapporto è stato predisposto dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con l'Autorità nazionale anticorruzione ed è stato presentato nella seduta dell'VIII Commissione dell'11 marzo 2015 con dati aggiornati al 31 dicembre 2014.
I dati relativi alle singole opere e le schede delle opere deliberate dal CIPE sono consultabili attraverso il sistema SILOS (Sistema informativo legge opere strategiche)

Esaminando il rapporto e, in particolare il paragrafo 3.2.2 (Costi, finanziamenti e fabbisogni residui), al fine di verificare l'effettiva variazione dei costi per le singole opere, vengono considerate soltanto quelle chiaramente identificabili e che sono rimaste tali nel corso degli anni e per l'intero periodo considerato 2004-2014: si tratta di 97 opere il cui importo complessivo il 30 aprile 2004 ammontava a 65,227 milioni mentre al 31 dicembre 2014 il costo delle stesse opere ammonta a 91.516 milioni con un incremento del 40% circa.

In pratica dal 2006 ad oggi la legge obiettivo è stata gestita dalla "Struttura tecnica di missione" di cui all'articolo 163, comma 3 del Codice dei contratti con la precisazione che l'articolo in argomento è inserito nel Capo IV (Parte II - Titolo III) del Codice dei contratti rubricato "Lavori inerenti a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi"; nel citato comma 3 viene precisato che per le attività relative al Capo IV del Codice dei contratti il Ministero può (e non deve) avvalersi di una struttura tecnica di missione composta da dipendenti nei limiti dell'organico approvato e dirigenti delle pubbliche amministrazioni, da tecnici individuati dalle regioni o province autonome territorialmente coinvolte, nonché, sulla base di specifici incarichi professionali o rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, da progettisti ed esperti nella gestione di lavori pubblici e privati e di procedure amministrative".

Sulla struttura tecnica di missione di è fatto nei giorni scorsi un gran parlare nell'inchiesta "Grandi Opere". Rileggendo con attenzione il testo della conferenza stampa (leggi notizia) relativa all'indagine, mi sono soffermato sul passo in cui si afferma "In ipotesi di accusa la direzione dei lavori di queste grandi opere veniva molto spesso, quasi sempre, affidata all'ingegnere Perotti Stefano in virtù di un accordo che noi riteniamo di natura illecita che vedeva poi trasferire attraverso una società dallo stesso di fatto controllata affidare consulenze retribuite allo stesso ingegnere Incalza.

La risposta che mi sono dato è quella classica che "l'occasione fa l'uomo ladro" nel senso che l'occasione è quella generata dall'articolo 176 del Codice dei contratti rubricato "Affidamento a contraente generale" in cui la libertà del contraente generale è infinita e tra le tante libertà è possibile rilevare anche quella relativa alla direzione dei lavori.
In pratica applicando la legge il contraente generale può decidere a chi affidare la direzione dei lavori e nella fattispecie sembra che diversi contraenti generali abbiano affidato all'ing. Stefano Perotti responsabile di una società di ingegneria svariati incarichi di direzione dei lavori tra i quali quelli relativi:
  • al nuovo terminal del porto di Olbia
  • al centro direzionale ENI di San Donato milanese
  • all'autostrada libica Ras Ejdyer-Emssad
  • alla linea ferroviaria alta velocità Milano-Verona (tratta Brescia-Verona)
  • al nodo TAV di Firenze per il sottoattraversamento della città
  • alla linea ferroviaria alta velocità Firenze-Bologna
  • alla linea ferroviaria alta velocità Genova-Milano terzo valico di Giovi
  • all'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre
  • all'autostrada Reggiolo Rolo-Ferrara
  • al palazzo Italia di Expo 2015

In pratica il contraente generale della grande opera poteva decidere a suo piacimento e senza alcuna gara l'affidamento dei servizi di architettura e di ingegneria relativi alla progettazione esecutiva ed alla direzione dei lavori ed in molti casi è stato scelto l'ing. Stefano Perotti nel rispetto della norma contenuta nell'articolo 176 del Codice dei contratti.

Il problema continua ad essere, dunque, quello relativo al codice dei contratti che dovrebbe essere, immediatamente e senza ulteriori attese, modificato e forse il sistema più rapido sarebbe quello di abrogarlo e di rendere immediatamente applicabili le nuove direttive europee.

Tutto il resto tra cui il rolex, il posto di lavoro, il viaggio, i problemi relativi ai sottosegretari indagati sono solo un ricco contorno che fa parlare i giornali, mettere in onda trasmissioni, spingere a dimissioni mentre resta il problema della "struttura di missione" e della nomina del nuovo Ministro delle infrastrutture ma non mi sembra che i passi fatti sino ad ora, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, possano essere definiti trasparenti.

Qui mi fermo lasciando a voi la possibilità di leggere nelle oltre 300 pagine del rapporto ciò che più vi può interessare.

A cura di Gianluca Oreto - -