Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: prosegue la riorganizzazione

Dopo la registrazione delle nomine dei dirigenti generali di prima fascia da parte della Corte dei Conti, sono stati avviati i procedimenti di nomina dei dir...

06/03/2015
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Dopo la registrazione delle nomine dei dirigenti generali di prima fascia da parte della Corte dei Conti, sono stati avviati i procedimenti di nomina dei dirigenti di seconda e terza fascia nelle nuove sedi, istituite a seguito della Riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo entrata in vigore lo scorso 11 dicembre 2014.

Per quanto è noto dalle fonti sindacali (e quindi parzialmente non ufficiali) sono stati individuati circa il 75% dei dirigenti cha andranno ad occupare i ruoli di Segretario Generale (sembrerebbero ancora incerte solo le nomine relative alla Basilicata-Calabria-Friuli e Sardegna), che nel futuro opereranno al posto delle Direzioni Regionali quali stazioni appaltanti regionali.

Tra i nuovi Direttori dei Poli Museali sarebbero stati individuati 12 dei 17 dirigenti che occuperanno i posti vacanti. Nella nuova organizzazione, in effetti, tali figure si occuperanno della valorizzazione e gestione di un patrimonio estesissimo, frammentato ed anche logisticamente faticosamente accorpabile, a cui andrà assegnata, estrapolandola dagli organici esistenti, una significativa parte del personale del Ministero.

Ben definito sembra invece il quadro delle nomine dei Soprintendenti Belle Arti e Paesaggio, (dove le incertezze riguarderebbero solo le nomine del Piemonte, di Parma, del Friuli, di Cagliari, di Sassari, de L'Aquila e di Lecce) e Archeologici (dove incerte sembrano solo le nomine del Friuli e dell'Abruzzo).

Completamente decisi anche i quadri delle nomine dei Soprintendenti Archivistici e Biblioteche.
Inutile riferire che il metodo di assegnazione, piuttosto formale e poco concertato tra i vertici ed i quadri intermedi del Ministero, determina un certo disagio tra i comandati nelle nuove sedi.

Il nuovo corso del Ministero ha infatti il pregio di aprire una nuova stagione nel modo di concepire la gestione dei Beni Culturali, mentre ha chiaramente il difetto di non avere definito come saranno portate avanti nel dettaglio le gravose attività di tutela assegnate ai funzionari in un momento di carenza di finanziamenti sia per le spese ordinarie e funzionamento degli uffici sia per la manutenzione dei monumenti e dei siti.

Poiché la nuova operatività si determinerà solo dopo che saranno stati ratificati i passaggi di consegna dai vecchi ai nuovi responsabili, e dopo che i vari funzionari saranno stati confermati o assegnati alle nuove strutture organizzative individuate dalla nuova pianificazione, ci si deve purtroppo attendere un periodo transitorio di funzionamento ancora lungo e quindi un crescente disagio del personale.

Il tutto perché il quadro legislativo assegna al Ministero, e quindi ai suoi funzionari, enormi responsabilità in tema di tutela e valorizzazione di uno dei patrimoni più vasti del mondo intero di beni archeologici, artistici e archivistici, responsabilità che non possono essere fronteggiate senza interventi pubblici mirati e continuativi.