Osservatorio Ance: motori spenti per le costruzioni che non agganciano la ripresa

Nel 2017 il settore delle costruzioni non è riuscito ad agganciare la ripresa con investimenti di appena lo 0,2%, del tutto trascurabili per parlare di effet...

21/07/2017
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Osservatorio Ance: motori spenti per le costruzioni che non agganciano la ripresa

Nel 2017 il settore delle costruzioni non è riuscito ad agganciare la ripresa con investimenti di appena lo 0,2%, del tutto trascurabili per parlare di effettiva risalita se si pensa che secondo la Banca d'Italia il prodotto interno lordo si attesterà all'1,4%.

È quanto emerge da dall'Osservatorio Congiunturale sull'Industria delle Costruzioni a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE). "Una situazione di stallo - afferma il Presidente dei costruttori Giuliano Campana - in cui versa il settore delle costruzioni in controtendenza con l’andamento dell’economia in generale che ha costretto a rivedere al ribasso le stime per gli investimenti. La crescita che quest’anno avevamo previsto dello 0,8% si ferma a un misero 0,2%".

Meglio dovrebbe andare nel 2018 in cui si sentiranno gli effetti delle misure contenute nelle Legge di Bilancio 2017 sui livelli produttivi del settore, in caso di superamento delle criticità riscontrate negli ultimi mesi. In questo contesto la previsione dell’Ance per il 2018 è di un aumento dell’1,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni su base annua.

La stima per il 2017

La stima per l’anno in corso degli investimenti in costruzioni - secondo l’Osservatorio Ance - è pari a un +0,2%. Un aumento del tutto trascurabile per parlare di effettiva risalita delle costruzioni. Mentre altri organismi nazionali stimano un rialzo del Pil del 2017, con un +1,4% per Banca Italia e un +1,3% per Confindustria, il settore delle costruzioni col suo 0,2% non riesce ad agganciare la ripresa. I dati della situazione delle costruzioni sono quelli presentati dall'Osservatorio Congiunturale sull'industria delle costruzioni (Luglio 2017) curato dal Centro Studi dell’Ance e presentato a Roma dall'Associazione dei costruttori edili.

Questi alcuni dei numeri contenuti nel Report dell’Osservatorio Congiunturale sulle Costruzioni

  • -1,5% calo degli gli investimenti per nuove abitazioni
  • +0,2% aumento dello degli investimenti su opere pubbliche
  • +0,5% aumento dello degli investimenti in riqualificazione
  • +40% aumento del settore trainante della riqualificazione

Opere Pubbliche

Per il 2018 la stima prevista per il comparto delle opere pubbliche è in crescita del 4% degli investimenti. Condizione indispensabile per raggiungere tale risultato, però, secondo l’Ance, è il superamento delle difficoltà burocratiche legate alla trasformazione in cantieri delle risorse economiche disponibili.

Compravendite

Il 2016 è stato il terzo anno consecutivo in cui è stata rilevata una crescita rispetto al 2015 del +18,4% di compravendite. E il primo trimestre del 2017 sta confermando il trend positivo di questo settore trainante dell’economia con un +8,6%. La previsione stimata delle compravendite per la fine del 2017 è di 550 mila unità immobiliari.

Permessi di costruire

Per la prima volta si è registrato nel 2016 un lieve aumento dei permessi con un +5% rispetto al 2015, attestandosi a quota 52.000 domande. Livello, però che continua a essere tra i più bassi dal 1935, facendo registrare un negativo di un -83% rispetto al picco registrato nel 2005.

Il parere dell’Ance

La mancata ripresa del settore delle costruzioni del 2017 - dichiara Edoardo Bianchi, vicepresidente Ance - è certamente figlia del blocco delle opere pubbliche al quale assistiamo ormai da oltre un anno, in un quadro normativo in perpetuo movimento e un processo decisionale farraginoso e inefficiente, tali da creare la tempesta perfetta: le risorse stanziate, circa 100 miliardi negli ultimi mesi, pari all’importo di 2/3 manovre economiche, rimangono incagliate nei mille rivoli della macchina amministrativa e non si traducono in lavori. D’altronde i dati della spesa pubblica lo dimostrano chiaramente: solo il 2% del Pil è dedicato agli investimenti in costruzioni. Un Paese che non investe nel proprio futuro non può realmente tornare a crescere in modo solido e duraturo".

A cura di Salvo Sbacchis

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