Procura di Firenze e ROS: Inchiesta su appalti di grandi opere e TAV

Dopo le punte dell’iceberg venute fuori con i due scandali di Expo e del Mose dei mesi di maggio e giugno 2014 che hanno contribuito a far sopprimere l’Autor...

17/03/2015
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Dopo le punte dell’iceberg venute fuori con i due scandali di Expo e del Mose dei mesi di maggio e giugno 2014 che hanno contribuito a far sopprimere l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ed a trasferire i compiti e le funzioni all’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), sembra che ieri sia apparso l’iceberg nella sua interezza.
A seguito di un’inchiesta della Procura di Firenze sugli appalti per l’Alta velocità sono stati arrestati per corruzione, corruzione per induzione indebita, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ed altri reati contro la Pubblica amministrazione l’ex super dirigente del Ministero dei lavori pubblici Ettore Incalza e gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo unitamente a Sandro Pacella, collaboratore di Incalza.

Ecco il testo di parte della conferenza stampa relativa all’”Indagine Sistema” in cui il P.M. spiega il meccanismo dell’ultimo scandalo: “ Tenterò di spiegare quello che è stato, in ipotesi di accusa, il meccanismo corruttivo accertato nel senso che i nostri principali indagati che sono l’ingegnere Perotti Stefano e l’ingegnere Ercole Incalza (il secondo sapete era a capo della Struttura tecnica di missione e da molti anni gestiva/si interessava della direzione della struttura del Ministero dei Lavori pubblici relativa alle grandi opere).
In ipotesi di accusa la direzione dei lavori di queste grandi opere veniva molto spesso, quasi sempre, affidata all’ingegnere Perotti Stefano in virtù di un accordo che noi riteniamo di natura illecita che vedeva poi trasferire attraveso una società dallo stesso di fatto controllata affidare consulenze retribuite allo stesso ingegnere Incalza.
Sono stati arrestati, anche, due stretti collaboratori dell’uno e dell’altro che svolgevano in ipotesi di accusa un ruolo diciamo, anche, importante di raccordo e di relazione.
Alla base di tutto ci sono le previsioni normative che regolano l’affidamento di questi lavori al general contractor che prevede, anche, che il general contractor, lo dice la legge, si occupi di tutta l’esecuzione dell’opera compresa la direzione dei lavori.
La direzione dei lavori doveva, però, in alcuni casi/in molti casi, passare dal gradimento della struttura ministeriale per intenderci dall’Incalza e così le imprese preferivano, molto spesso, ripeto, nominare lo stesso ingegnere Perotti o società a lui riconducibili a questo compito.
Questo (dice il Gip anche nell’Ordinanza) ha comportato, in alcuni casi, anche, diciamo un’approvazione abbastanza non contrastata perché capite si realizza un sistema controllore-controllato, probabilmente, non perfetto diciamo e, quindi, un’approvazione abbastanza non contrastata di varianti che poi comportavano la lievitazione dei costi.
”.

Con questa nuova inchiesta chiamata “Indagine Sistema”, condotta dal Raggruppamento operativo speciale (ROS dei Carabinieri e dalla Procura dell Repubblica di Firenze, sembra che la corruzione sia diventata sistema su una serie di appalti relativi alle grandi opere relative:

  • alla linea ferroviaria alta velocità Milano-Verona
  • al nodo TAV di Firenze
  • alla tratta ferroviaria alta velocità Firenze-Bologna
  • alla tratta ferroviaria alta velocità Genova-Milano
  • all’autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre
  • all’autostrada regionale Cispadana
  • all’Hub portuale di Trieste
  • all’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria
  • all’autostrada libica RAS EJDYER-EMSSAD

 


Sembra che le indagini abbiano documentato gli stretti rapporti tra l'ing. Ettore Incalza e l’ing. Stefano Perotti responsabile di una società di ingegneria a cui sono stati affidati svariati incarichi di direzione dei lavori tra i quali quelli relativi:

 

  • alla molatura delle rotaie
  • al nuovo terminal del porto di Olbia
  • all'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria
  • al centro direzionale ENI di San Donato miLANESE
  • all'autostrada libica RAS EJDYER-EMSSAD
  • alla linea ferroviaria alta velocità Milano-Verona (tratta Brescia-Verona)
  • al nodo TAV di Firenze per il sottoattraversamento della città
  • alla linea ferroviaria alta velocità Firenze-Bologna
  • alla linea ferroviaria alta velocità Genova-Milano terzo valico di Giovi
  • all'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre
  • all'autostrada Reggiolo Rolo-Ferrara
  • al palazzo Italia di Expo 2015

Ricordo che sulla pianificazione infrastrutturale nazionale è competente la “Struttura tecnica di missione” con a capo sino al 31/12/2014 l’ing. Ercole Incalza e che nel corso di una itercettazione telefonica il ministro Maurizio Lupi, parlando con Incalza della proposta di soppressione di tale struttura o di passaggio della stessa sotto la direzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri arriva a minacciare una crisi di Governo dicendo testualmente “Vado io, guarda. Siccome su questa cosa, te lo dico già, però io non voglio… Cioè vorrei che tu dicessi a chi lavora con te che sennò vanno a cagare! Cazzo! Ho capito! Ma non possono dire altre robe! Su questa roba ci sarò io lì e ti garantisco che se viene abolita la Struttura tecnica di missione non c’è più il governo! L’hai capito non l’hanno capito?”.
Oltre ai 4 arrestati, anche 50 indagati tra i quali non figura il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ma nell’ordinanza di custodia cautelare il gip di Firenze scrive “Effettivamente Stefano Perotti ha procurato degli incarichi di lavoro a Luca Lupi”. Ma il legame tra alcuni personaggi dell’inchiesta e la famiglia Lupi non finisce agli incarichi ed, infatti il gip scrive “Va segnalato il regalo fatto dai coniugi Perotti al figlio del ministro Lupi in occasione della sua laurea: trattasi di un orologio Rolex del valore di 10.350 euro che Stefano Perotti fa pervenire a Luca Lupi tramite Franco Cavallo”.
A nome del governo parla dell’inchiesta il sottosegretario Graziano Delrio nel corso della trasmissione Otto e mezzo di ieri sera che dice "Lupi ha già fornito delle spiegazioni sul figlio, siamo a inizio inchiesta ed è prematuro trarre elementi di colpevolezza per il ministro e il governo o di eventuali dimissioni. La responsabilità penale delle persone è individuale. Non c'è un sistema Ncd che proteggeva Incalza. Se saranno accertati i fatti, sono gravissimi, dobbiamo andare fino in fondo, nessun tentennamento, ma si fa fatica a parlare di responsabilità politiche senza nessun politico indagato".