Ripresa e Appalti Pubblici: le proposte del Tavolo unitario della filiera delle costruzioni

Nonostante il "grande sforzo" degli ultimi due Governi nel mettere a punto un Piano infrastrutturale, i cantieri non aprono e l'occupazione nel settore dell'...

13/04/2017
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Ripresa e Appalti Pubblici: le proposte del Tavolo unitario della filiera delle costruzioni

Nonostante il "grande sforzo" degli ultimi due Governi nel mettere a punto un Piano infrastrutturale, i cantieri non aprono e l'occupazione nel settore dell'edilizia continua a calare con un -4,4% anche per il 2016.

Lo ha messo in luce il Tavolo unitario della filiera delle costruzioni nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma il 12 aprile 2017 che ha analizzato le ultime novità in materia di investimenti per le infrastrutture e di riforma degli appalti, a cui hanno partecipato i Presidenti e i responsabili di tutte le sigle aderenti al Tavolo unitario: Anaepa Confartigianato, Ance, Casartigiani, Claai, Cna Costruzioni, Confapi Aniem, Alleanza delle cooperative italiane, Oice.

Dopo aver messo in luce i punti di forza del Piano infrastrutturale contenuto nel DEF, tra cui l'aumento delle risorse statali e maggiore stabilità finanziaria su un orizzonte di medio periodo per temi strategici (scuole, rischio idrogeologico, Anas e Ferrovie), il definitivo superamento del Patto di stabilità per sbloccare gli investimenti negli enti locali e il fondo Investimenti da 47,5 miliardi nel periodo 2017-2032, è stato evidenziato come i cantieri stentino ad aprire ma soprattutto:

  • gli investimenti in lavori pubblici nel 2016 segnano un -4,5%, rispetto a una previsione di +2% contenuta nel Def dello scorso anno;
  • nonostante il superamento del Patto di stabilità interno, gli investimenti in conto capitale dei Comuni si sono ridotti nel 2016 del 15,4% (Fonte: Corte dei Conti);
  • nel 2016 i bandi sono diminuiti del 2,4% in numero e del 17,1% in valore. Pesa soprattutto il calo dei Comuni, i cui bandi sono crollati del 9,3% in numero e del 35% in valore.

Inoltre, secondo l’Istat, nel 2016 l’occupazione nel settore edile si è ridotta di un altro -4,4%.

Nonostante la recente riforma con la recente pubblicazione del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 che ha completamente cambiato l'apparato normativo del settore, per la riapertura dei cantieri il Tavolo unitario ha avanzato la necessità di una nuova riforma degli appalti pubblici che miri a:

  • semplificazione e trasparenza;
  • sviluppo e crescita;
  • equità, qualità e correttezza;
  • migliore standard prestazioni;
  • proporzionalità,

ovvero gli obiettivi che si era prefissata l'attuale riforma ma che necessità di diverse decine di provvedimenti attuativi per verificarne il reale risultato.

Nel dettaglio le proposte riguardano:

SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA
Esclusione automatica offerte anomale «metodo antiturbativa»
: da utilizzare per gare fino alla soglia comunitaria. Fino a quando, infatti, non sarà portata a compimento la qualificazione delle stazioni appaltanti, e diverranno operativi gli albi dei commissari di gara presso l’Anac, nonché la progettazione in Bim, questo metodo è l’unica strada per una gestione trasparente ed efficiente delle risorse.

EQUITÀ
Concessioni senza gara: E’ necessario confermare, per le concessioni non affidate con procedure ad evidenza pubblica, la regola che impone che almeno l’80% di tali lavori venga esternalizzato dai concessionari. Si tratta di una soluzione di compromesso rispetto alla norma europea che impone il 100% dalla quale non ci si può discostare.

SVILUPPO E CRESCITA:
Modalità utilizzo subappalto:
il subappalto è in tutta Europa una modalità organizzativa liberamente scelta dall’impresa. E’ necessario quindi prevedere il diritto dell’appaltatore di subappaltare i lavori, eliminando la facoltà per le stazioni appaltanti di consentirlo o meno.

QUALITÀ
Sorteggio dei soggetti alle procedure negoziate:
la qualità di un’impresa nelle procedure fino a un milione di euro non si può affidare a un sorteggio. Occorre inoltre valorizzare le imprese del territorio.

CORRETTEZZA
Ritardati pagamenti:
Porre fine alla prassi iniqua che scarica sull’intera filiera, grandi piccoli e medi, l’onere di anticipare i corrispettivi dovuti. Prevedere inoltre che, verificato il corretto adempimento dei lavori subappaltati, l’abusivo mancato rispetto dei termini di pagamento previsti dalla normativa Ue possa consentire alla stazione appaltante di pagare direttamente per le prestazioni eseguite in subappalto.

MIGLIOR STANDARD PRESTAZIONI
Appalto integrato:
Mantenuto l’obbligo generale di appaltare i lavori su progetto esecutivo, è opportuno individuare i casi limitati di deroga per evitare di dar luogo a interpretazioni diverse. E’ necessario quindi specificare che deve trattarsi di lavori complessi in cui le componenti innovative e tecnologiche siano di importo superiore al 70% del totale e che l’urgenza deve essere limitata a calamità naturali.

PROPORZIONALITÀ
Accesso al mercato:
Ampliare la possibilità di accesso al mercato pubblico per il sistema delle micro e piccole imprese innalzando a 258mila euro la soglia di lavori per i quali è obbligatorio dimostrare la qualificazione SOA.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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