Accesso agli atti e segreti industriali: il TAR sulla tutela del know-how
La sentenza n. 14307/2025 chiarisce quando il know-how può davvero limitare l’accesso difensivo e quali verifiche l’Amministrazione è tenuta a svolgere
Quando un operatore economico chiede l’accesso integrale alla documentazione di gara, quali limiti può porre l’Amministrazione? La riservatezza commerciale è davvero un argine insuperabile? E cosa succede se il controinteressato si oppone, ma senza spiegare concretamente quali segreti industriali verrebbero compromessi?
A sciogliere questi nodi è intervenuto il TAR Lazio con la sentenza del 18 luglio 2025, n. 14307, che restituisce all’accesso difensivo la sua funzione originaria: consentire a chi partecipa a una procedura competitiva di comprendere come si è formata la decisione amministrativa, senza barriere ingiustificate.
Accesso agli atti e tutela del know-how: il TAR sui limiti all’ostensione
Nel caso in esame, un operatore economico aveva partecipato a una procedura complessa per l’accesso a contratti di filiera e alle agevolazioni correlate.
Non essendo stato ammesso tra i beneficiari, aveva chiesto all’Amministrazione competente l’accesso integrale alle istanze di riesame presentate da tutti gli altri proponenti, ai verbali della Commissione, alle griglie valutative e all’intera istruttoria che aveva condotto alla revisione dei punteggi.
L’Amministrazione aveva prima opposto un silenzio-diniego e poi, con un successivo provvedimento, aveva accolto solo parzialmente la richiesta, limitandosi a fornire pochi documenti, tenendo conto anche del fatto che uno dei controinteressati aveva dichiarato la propria opposizione, invocando genericamente motivi di riservatezza commerciale.
L’operatore escluso ha quindi impugnato il diniego davanti al TAR, sostenendo di avere un interesse concreto a comprendere perché alcuni punteggi fossero stati rivisti e quali criteri fossero stati applicati.
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