Affidamenti diretti, proroga e principio di rotazione: interviene il MIT
Il MIT (parere n. 3677/2025) chiarisce quando la proroga è legittima negli affidamenti diretti sotto soglia e come va calcolato il valore complessivo del contratto.
Un affidamento diretto può includere una proroga senza violare il D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti)? La clausola di proroga può essere prevista anche negli affidamenti sottosoglia, o si rischia di aggirare il principio di rotazione? E soprattutto: come deve essere calcolato il valore dell’appalto per verificare la legittimità della proroga?
Affidamenti diretti, proroga e principio di rotazione: il parere del MIT
Ha risposto a queste domande il Supporto Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che, con il parere n. 3677 del 2 ottobre 2025, ha affrontato un caso pratico oltre che frequente: un affidamento diretto di lavori di manutenzione di durata biennale, per il quale la stazione appaltante intendeva prevedere la facoltà di proroga per ulteriori dodici mesi, mantenendo l’importo complessivo – su trentasei mesi – al di sotto dei 150.000 euro.
Il dubbio nasce dalla possibile interferenza tra la proroga contrattuale e il principio di rotazione, nonché dal corretto calcolo del valore dell’appalto ai fini della soglia dell’art. 50, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 36/2023.
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