Appalti, 1.035 Comuni aggregati in 47 Stazioni Uniche Appaltanti delle Province

13/04/2016

Sono 47 le Stazioni Uniche Appaltanti delle Province già operative e a tutti gli effetti funzionanti, a cui sono aggregati 1.035 Comuni.

Lo ha comunicato l'Unione delle Province d'Italia (Upi) in un report sullo stato di attuazione della Stazione Unica Appaltante nei 76 Enti di Area Vasta riformati dalla Legge 56/14, che ha consegnato all’ANAC e ha inviato al Governo.

La dimostrazione tangibile – ha sottolineato il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza - che, malgrado le pesanti difficoltà economiche e le criticità che hanno attraversato gli Enti alle prese con la riorganizzazione e la ristrutturazione interna, i Sindaci alla guida delle Province hanno tenuto ben salda la rotta, cogliendo a pieno lo spirito fortemente innovativo della Legge 56/14. Una riforma – sottolinea Variati - che ci chiedeva di traghettare le vecchie Province verso una nuova missione istituzionale: di essere l’ente in grado di assistere e sostenere i Comuni, soprattutto i più piccoli, per efficientare le procedure e rendere la pubblica amministrazione più moderna, efficace e trasparente su tutto il territorio, anche lontano dalle grandi aree urbane”.

Dall'indagine dell'Upi è emerso che delle 76 province italiane, in ben 47 sono operative le Stazioni Uniche Appaltanti a cui hanno aderito 1.035 Comuni, di dimensione piccola o medio piccola.
Si tratta di strutture stabili e organizzate per le esigenze specifiche, quali la progettazione tecnica, di cui gli Enti di Area Vasta sono dotati; uffici che nel 65% dei casi hanno definito una modulistica standard e unitaria a garanzia della trasparenza e della massima efficienza e che stanno sperimentando, attraverso il sostegno di Upi, la condivisione di esperienze e know. I servizi offerti ai Comuni, quasi esclusivamente a titolo gratuito, accompagnano gli enti lungo tutta il processo della gara di appalto, dalle fasi preparatorie antecedenti alla gara (predisposizione dei capitolati ecc.) alla redazione dei documenti tecnici necessari fino all’assistenza legale anche nei contenziosi.

Una esperienzaha concluso Variati - che non può e non deve essere dispersa, e che ci auguriamo venga piuttosto valorizzata nella fase di attuazione della delega appalti, quando dovranno essere disegnate le nuove Stazioni Uniche Appaltanti, sia rispetto all’ambito territoriale che in quanto ai requisiti tecnici organizzativi delle strutture”.

Il Questionario UPI

L’indagine è stata realizzata attraverso un sistema informatico di questionari diretti ai dirigenti tecnici dei singoli Enti, disegna un quadro che conferma e attesta l'impegno dei Comuni. Il questionario è stato inviato dall’UPI alle 76 Province delle Regioni a statuto ordinario e hanno risposto il 100% del totale. Dal questionario è emerso che 47 Province su 76 (il 62% del totale) hanno formalmente costituito una Stazione Unica Appaltante (SUA). Tra le restanti Province (29), 17 hanno comunque avviato attività propedeutiche alla sua costituzione. Nelle 47 Province, su un totale di 3507 comuni, hanno aderito in convenzione alla Stazione Unica Appaltante 1035 Comuni, pari al 30% del totale.

Le Regioni in cui il livello di adesione dei Comuni raggiunge percentuali più significative, sopra il 40%, sono, nell’ordine, Umbria (47%), Lombardia (44%), Veneto (43%), Emilia Romagna (42%).

I servizi offerti

Le 47 Province con Stazione Unica Appaltante forniscono i servizi in modo diversificato:

  • assistenza giuridico/amministrativa limitata alla fase di gara;
  • assistenza giuridico/amministrativa estesa anche alle fasi preparatorie antecedenti alla gara (predisposizione dei capitolati ecc.);
  • assistenza tecnico e/o redazione dei documenti tecnici necessari alla gara;
  • assistenza legale generalizzata e specifica per eventuali contenziosi.

I servizi citati vengono offerti ed erogati dalle Province secondo tre modalità:

  • a titolo totalmente gratuito;
  • con previsione del pagamento del solo rimborso spese;
  • in convenzione a titolo oneroso, che comunque non garantisce la copertura dell’intero costo del servizio.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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