Architetti e Ingegneri: ogni progetto di rilancio non può prescindere dalle loro mani

di Danilo Maniscalco - 05/05/2015

Expo Milano 2015, ma anche Citylife, Porta Nuova, le periferie in restyling, la darsena, l'acqua, il nuovo verde. Una città metropolitana ingessata dalla sobrietà del tratto di design milanese Otto-Novecentesco in perenne movimento. Un movimento organico, sensuale nelle architetture palaziali di Zaha Hadid e nei cantieri di Daniel Libeskind, puntuale, convincente e capace di sostantivare con vitalità di stupore il concetto di biosostenibilità nel grattacielo di Boeri e poi i tanti e diversi padiglioni di Expo che vincono non perché possano o meno piacerti ma perché se hai un minimo di onestà intellettuale (qualità assai poco diffusa) non puoi non ammettere e rimanere ammirato di ciò che architetti, Ingegneri ed designer sono capaci di creare quando il mecenate è il padre supremo, lo Stato.

Lo Stato che come la Storia, siamo noi! La storia dell'architettura, quella del design, quella della moda e del lusso, quella del bello, quella bellezza che si contrappone al puzzo della miserabile e disgraziata deriva che tenta da anni di deprimere i talenti più giovani che qui ad EXPO, non illudiamoci sono ben pochi, hanno la possibilità di veder di che lingua universale parla il mondo.

Allora, se una cosa potranno lasciarci questi mesi contratti in cui mostriamo il talento ed il gusto al mondo, essa sarà il messaggio che solo la qualità produce il bello e che ogni progetto di rilancio di un territorio difficile è imprescindibilmente legata ancora e per fortuna alle mani di architetti ed ingegneri.

Davanti tanta matura dinamicità di un fare concreto che si salda in maniera ben radicata al concetto di nuovo spirito di Comunità, la notizia della "riapertura fantasma" della Fiera del Mediterraneo a Palermo, appare in tutta la sua comica tragicità, priva di onore e di serietà, appannaggio di un fare volgare politico piccolo piccolo piccolo.

Solo il merito, solo le capacità individuali e collettivizzabili, solo i migliori e le migliori energie al comando e al tavolo da disegno saranno in grado di generare ancora quella bellezza condivisa, quella estetica dinamica ed etica, che produce lavoro, produce se stessa, ma soprattutto felicità.
 

A cura dell'Arch. Danilo Maniscalco
   


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