Baddhe: Interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica di aree degradate o utilizzate in maniera impropria

10/02/2016

In linea con quanto previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio e in attuazione degli indirizzi del Piano Paesaggistico Regionale, la Regione Autonoma della Sardegna - Direzione Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza edilizia - intende promuovere interventi di recupero e riqualificazione dei valori paesaggistici di aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ai sensi dell’art. 134, Parte III del D.lgs 42/2004 e smi, caratterizzate da forme di degrado o usi impropri.

Al fine di invertire lo stato di degrado l’Amministrazione regionale intende finanziare, avvalendosi delle somme riscosse a titolo di sanzione, interventi di riqualificazione paesaggistica dei siti interessati, creando nuove configurazioni spaziali, dialogando con il contesto e complessivamente elevando la qualità del sito.

Attraverso il finanziamento della progettazione e dell’attuazione degli interventi presentati da Unioni di Comuni, dai Comuni, la Regione intende perseguire le seguenti finalità:

  • il ripristino delle qualità paesaggistiche di aree ricadenti nelle zone interne poste fuori o ai margini dei centri urbani e preferibilmente non ricomprese all’interno della fascia costiera, degradate sotto il profilo paesaggistico da usi impropri, al fine di garantirne la tutela, la valorizzazione e la riqualificazione;
  • la conservazione delle caratteristiche, degli elementi costitutivi e delle morfologie del paesaggio, attuata attraverso interventi finalizzati al miglioramento strutturale e funzionale delle componenti paesaggistiche;
  • la trasformazione ambientale, agroforestale, territoriale e architettonica subordinata alla verifica della sua compatibilità e in equilibrio con i valori paesaggistici riconosciuti;
  • il recupero, la ricostruzione e la rinaturalizzazione, volti a reintegrare i valori paesaggistici preesistenti, ovvero ad attuare nuovi valori paesaggistici, compatibili con le finalità del Piano Paesaggistico Regionale (PPR).

Possono presentare le proposte di finanziamento le Unioni dei Comuni, i Comuni in forma singola o in forma associata, con preferenza per le prime.

Non è ammessa la partecipazione, pena l’esclusione dalla gara, di un Comune in forma individuale e, contemporaneamente, quale componente di una Unione dei comuni o di una forma associata;

Gli interventi proposti dovranno avere ad oggetto il recupero e la riqualificazione di aree e immobili, vincolati paesaggisticamente ai sensi dell’art. 134, Parte III del D.lgs 42/2004 e smi, degradati o utilizzati in maniera impropria.

Le aree prescelte dovranno essere situate nelle zone interne extraurbane, ai margini degli insediamenti abitativi, in aree naturali o agricole. Possono essere prese in considerazione anche aree abbandonate o dismesse non più funzionali allo scopo originario.

Le aree, interessate dall’intervento proposto, per ottenere una premialità maggiore non devono essere ricomprese all’interno della fascia costiera così come definita dall’art. 19 delle Norme Tecniche di attuazione (NTA) del PPR. Parimenti, otterranno un punteggio maggiore la aree interessanti in maniera significativa il territorio di più Comuni ovvero, pur essendo limitate al territorio di un solo Comune, aventi rilevanza (in termini di effetti) sovracomunale.

Le aree dovranno esprimere, attraverso un'interpretazione giustificata e corretta dei luoghi, un’importanza strategica, una potenzialità di riuso per fini anche diversi dall’originario, un valore (identitario, culturale, etc.) per la collettività, manifestato anche attraverso forme di partecipazione della popolazione e degli attori locali alla definizione e progettazione delle aree.

Attraverso gli interventi proposti le aree, recuperate e riqualificate, dovranno contribuire all’innalzamento del livello di qualità attraverso uno sviluppo programmato che miri alla cura dei risultati, alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione dei paesaggi, alla qualità estetica e alla sua percezione sociale.

A titolo esemplificativo, sono ammesse aree degradate contrassegnate:

  • dalla dismissione di attività pubbliche con conseguente abbandono dei luoghi;
  • da usi impropri come discariche all’aperto, etc.;
  • da reti infrastrutturali di collegamento non più utilizzate;
  • da disordine formale causato da edifici pubblici in forte stato di deterioramento in aree interne.

Gli interventi proposti non potranno avere ad oggetto il recupero o la riqualificazione di aree degradate in prossimità dei grandi poli industriali e di aree minerarie dismesse, perché esulano dalle finalità del presente bando, in quanto comporterebbero studi, approfondimenti, competenze e lavori che coinvolgerebbero altri organismi istituzionali pubblici e/o privati.

I criteri d’ammissibilità delle proposte sono i seguenti:

  • ciascuna Unione dei comuni, o singolo Comune o forma associata, potrà presentare istanza di finanziamento per una sola proposta progettuale;
  • in caso di Unione o forma associata, la proposta dovrà riguardare il territorio di almeno 2 Comuni;
  • gli interventi proposti devono essere coerenti con i dettati del Piano Paesaggistico Regionale e le opere devono essere conformi con le previsioni degli strumenti urbanistici di riferimento, eventualmente anche a seguito di variante discendente dall’approvazione dei progetti ai sensi della L.R. 32/1996;
  • gli interventi proposti non devono essere stati oggetto, già in precedenza, di finanziamenti pubblici, ovvero non possono sostituirli;
  • gli interventi possono completare o integrare interventi di riqualificazione parziale di aree vincolate paesaggisticamente già finanziati con risorse pubbliche;
  • gli interventi possono prevedere il finanziamento anche attraverso risorse aggiuntive pubbliche e/o private;
  • gli interventi devono ricadere interamente su aree di proprietà pubblica e nella disponibilità del proponente;
  • nel caso in cui il quadro finanziario della candidatura includa un cofinanziamento pubblico, deve essere presente l’impegno a firma del legale rappresentante dell’ente a garantire il cofinanziamento.
  1. Il dossier di candidatura dovrà essere esclusivamente in formato digitale e deve essere composto da:
  2. lettera di candidatura firmata dal legale rappresentante dell’Ente (in caso di partecipazione singola) o dall’Ente capofila in caso di forma associata (ved. Allegato I). In caso di forma associata dovranno essere indicati gli estremi degli atti con i quali la forma è stata costituita.
  3. una scheda identificativa della proposta progettuale (ved. Allegato II);
  4. una relazione illustrativa della proposta, della lunghezza massima di 10 cartelle, che dovrà contenere, oltre all'eventuale descrizione dello stato dei luoghi antecedente l'intervento, anche:
    • la descrizione dell’area d’intervento e l'illustrazione degli obiettivi prefissati;
    • metodologie di coinvolgimento e di concertazione della popolazione locale nella scelta dell’area oggetto dell’intervento;
    • i metodi e le procedure d’intervento previste e strutturate secondo un crono programma, comprensivo di tutte le fasi procedurali e attuative, e un piano finanziario;
    • foto del sito e inquadramento delle aree interessate;
    • elaborati grafici progettuali che evidenzino, oltre alle idee progettuali, le relazioni strutturali del paesaggio circostante e i rapporti con l’eventuale tessuto urbano e/o extraurbano; eventuali esplosi, schizzi e dettagli ritenuti opportuni per illustrare con efficacia la proposta progettuale;
  5. le indicazioni sul costo di realizzazione totale e l’eventuale co-finanziamento delle opere (quali: cofinanziamento comunale con allegata deliberazione del Consiglio Comunale, altre fonti pubbliche, finanziamenti privati), (ved. Allegato III);
  6. una presentazione in Power Point, della lunghezza massima di 7 slides, che sintetizzi e illustri il progetto, che sia concepita per essere stampata, pubblicata e diffusa ai fini della promozione dell’iniziativa.

E’ facoltà del candidato integrare ulteriore documentazione ritenuta utile ad una migliore descrizione della proposta, ma ciò non comporterà punteggi aggiuntivi.

Tutti gli elaborati dovranno essere predisposti secondo i modelli previsti dal presente bando e dovranno essere allegati alla lettera di candidatura in versione digitale (preferibilmente in formato pdf) e tale da garantirne l’immodificabilità (ad es. CD o DVD non riscrivibile).

La documentazione tecnica deve essere sottoscritta da un dirigente o responsabile della struttura amministrativa.

Tutta la documentazione inviata resterà di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna e potrà essere utilizzata per eventuali pubblicazioni.

L’intera documentazione potrà essere trasmessa, alternativamente, a mezzo PEC, posta, mediante corriere o consegna a mano e in ogni caso pervenire, pena esclusione, entro e non oltre le ore 12,00 di mercoledì 09/03/2016.

Si precisa che, in caso di spedizione a mezzo posta o mediante corriere, non fanno fede il timbro postale o la data di spedizione, bensì la sola data e ora di arrivo.

La PEC di invio dovrà riportare il seguente oggetto:
BADDHE. Interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica di aree degradate
e dovrà essere indirizzato a:
“urbanistica@pec.regione.sardegna.it”

In caso di spedizione via posta il plico contenente la documentazione dovrà riportare la seguente dicitura:
BADDHE. Interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica di aree degradate
e dovrà essere indirizzato a:
“Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato Enti locali Finanze ed Urbanistica. Direzione della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia - Viale Trieste 186, 09123 Cagliari”

Non saranno ammesse alla valutazione istanze di finanziamento effettivamente pervenute oltre il termine stabilito e in difformità alle modalità prescritte dal presente articolo.

Le risorse finanziarie disponibili per l’attuazione degli interventi proposti dai Comuni a valere sul presente bando sono pari a euro 2.748.469,74, pari alle somme riscosse e non impegnate nel corso del 2014 e alle entrate accertate nell’anno 2015 fino alla data di redazione del presente bando.

Ciascun intervento potrà essere finanziato fino ad un importo massimo di euro 300.000,00, ogni onere compreso e, comunque, nel limite di stanziamento accertato per ciascun servizio Tutela.

Il contributo è destinato a coprire le spese necessarie per l’esecuzione delle opere e, per un massimo del 10% dell’importo erogato, per le spese generali. Sono esclusi dal finanziamento eventuali costi per acquisizioni ed espropri.



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