DALLA REGIONE 7,8 MLN DI EURO PER ABBATTERE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE

27/09/2007

Oltre 7,8 milioni di euro per abbattere le barriere architettoniche nelle abitazione private. L’intervento - a favore dei cittadini emiliano romagnoli con diversi gradi di invalidità - consente di erogare quasi il 60% dei 13,8 milioni di contribuiti richiesti dalle 3.138 famiglie che ne hanno diritto in base alle legge 13 del 1989. Il provvedimento è stato varato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla programmazione e sviluppo territoriale Luigi Gilli.
"Per i cittadini affetti da invalidità - ha sottolineato Gilli - che vivono in case in cui occorre realizzare lavori per abbattere le barriere architettoniche, gli interventi acquistano una rilevanza sociale non trascurabile. Purtroppo alla rilevanza del fenomeno non corrisponde un adeguato impegno finanziario dello Stato". Infatti la legge finanziaria 2007 non ha previsto alcuno stanziamento e l’ultimo risale al 2004 ma con risorse insufficienti per far fronte alle esigenze. "Per fronteggiare questi interventi la Regione, che ha stanziato negli ultimi cinque anni oltre 10 milioni di euro in aggiunta a quelli stanziati dallo Stato, ha deciso - aggiunge Gilli - di intervenire robustamente con risorse proprie".
In Emilia-Romagna su un totale di 341 Comuni sono ben 264 a concorrere a determinare il fabbisogno per gli interventi. Le richieste di contributo sono: 183 da Piacenza, 332 da Parma, 406 da Reggio Emilia, 555 da Modena, 661 da Bologna, 238 da Ferrara, 308 da Ravenna, 226 da Forlì-Cesena e 228 da Rimini. Dalla provincia di Bologna è pervenuto il 21% delle domande (percentuale che si eleva il 27% se si considera soggetti con invalidità parziale) seguita dalla provincia di Modena che si attesta attorno al 20%.

Le domande, gli interventi e i costi

Ben 2.353 domande sono state presentate da soggetti che presentano un’invalidità totale mentre i restanti 785 hanno un’invalidità parziale e quasi i tre quarti delle domande riguardano soggetti anziani. Infatti, il 71,4% del totale delle domande è volta ad abbattere le barriere architettoniche in abitazioni di persone che hanno più di 60 anni di età, quelli con più di 70 anni costituiscono il 58,2% del totale e gli ultra settantacinquenni ben il 46,8%.
Quasi 64% delle famiglie ha richiesto il contributo per eliminare esclusivamente barriere che impediscono o ostacolano l’accesso all’alloggio: questa percentuale cresce al 72,6% per i soggetti affetti da invalidità parziale e si riduce al 61% per quelli che presentano, invece, un’invalidità totale.
Di fatto nel 2007 circa un terzo del totale delle domande ha riguardato l’installazione di meccanismi di servo scala, mentre oltre 700 richieste riguardavano l’installazione di un elevatore o un ascensore. In particolare, l’installazione di una piattaforma o di un elevatore è stata oggetto di 473 casi, pari al 15% del totale delle domande: questa percentuale supera il 20% per i soggetti con invalidità parziale. Anche l’installazione di ascensori è una tipologia di interventi più ricorrente nelle domande di soggetti con invalidità parziale.
Le domande per superare gli ostacoli interni all’alloggio, costituiscono un quarto del totale: il 27% sono quelle presentate da soggetti con invalidità totale ed il 21% di quelle relative soggetti con invalidità parziale. Gli interventi finalizzati ad adeguare spazi interni riguardano l’allargamento di accesso ai bagni, alle camere da letto o l’adattamento alle esigenze dell’invalido di bagni o altri ambienti dell’appartamento.
Nel 10,6% dell’insieme dei casi, la domanda di contributo riguarda contemporaneamente interventi interni ed esterni all’abitazione.
Gli interventi interni all’alloggio richiedono un investimento medio di 9111 euro, mentre quelli esterni hanno un valore medio di 16377 euro. Gli interventi che comportano la maggiore spesa sono quelli che prevedono l’installazione di nuovi ascensori (circa 40 mila euro) e gli interventi per rendere fruibili gli ascensori esistenti (in media 30 mila euro). A fronte di un importo medio regionale dei lavori per domanda di poco più di 15200 euro, si raggiunge la punta massima di 17741 per le domande provenienti dalla provincia di Bologna e la punta minima di 13270 euro per quelle provenienti dalla provincia di Reggio Emilia.

a cura di www.regione.emilia-romagna.it


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