Dalle Associazioni la richiesta di dare il giusto peso a tutte le fonti rinnovabili

04/07/2012

Non potevano passare inosservate le dichiarazioni del Presidente dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas Guido Bortoni che durante la presentazione alla Camera della Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta ha chiesto il ridimensionamento degli incentivi elettrici per consentire di trasferire risorse allo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche.

''L'Autorità è fermamente convinta e l'ha più volte affermato - ha commentato Bortoni - che l'energia rinnovabile costituisca un pilastro fondamentale per consentire alla nostra economia uno sviluppo ambientalmente sostenibile, oltre che per ridurre, con valenze strategiche ed economiche, la nostra dipendenza energetica dall'estero".

"A riprova di tale convinzione - ha continuato Bortoni - vi è il fatto che questa Autorità ritiene corretto che l'onere degli incentivi sia sostenuto attraverso le bollette di tutti, a patto però di contenerlo entro un livello sostenibile ed efficientemente commisurato alle esternalità energetico-ambientali. Non è ragionevole oltrepassare tale livello per esigenze di politica industriale o occupazionale: per fare ciò, sono altri gli strumenti da utilizzare, che esulano dalle attribuzioni del Regolatore, quale la fiscalità generale o di scopo. Infatti, l'importanza delle fonti rinnovabili non deve portare ad abdicare ai principi di efficienza e di corretta attribuzione delle responsabilità, con la conseguente distorta allocazione di costi indotti sul sistema elettrico, per effetto del loro peculiare sviluppo. E proprio in tal senso, per evitare che i costi connessi agli sbilanciamenti della rete continuino a gravare sui soli consumatori di energia elettrica, l'Autorità ha introdotto le prime misure selettive per una maggiore responsabilizzazione degli stessi produttori da fonti rinnovabili, in relazione alla programmazione dell'energia immessa in rete. ".

Bortoni ha commentato anche la politica energetica ammettendo che nonostante la riduzione degli incentivi avvenuta negli ultimi anni ed in attesa del loro azzeramento conseguibile con il raggiungimento della cosiddetta grid parity, questi si attestano ad un livello ancora superiore a quello di molti altri Paesi europei. "In un contesto di risorse scarse come quello attuale - ha continuato il Presidente dell'AEEG - solo un ridimensionamento dei futuri incentivi elettrici può consentire di trasferire risorse allo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche e all'efficienza energetica, nell'auspicio di poter così cogliere anche i punti di forza dell'industria italiana in tali settori. Non solo: le poche risorse ancora disponibili devono essere allocate proprio là dove maggiori sono le possibilità di resa, secondo criteri di selettività, in ragione dell'efficacia. A titolo di esempio, attraverso il meccanismo dei Titoli di efficienza energetica - i cosiddetti certificati bianchi - sono state risparmiate, dal 2005 ad oggi, oltre 14 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio".

Come anticipato, non sono mancati i commenti alle affermazioni del Presidente Bortoni. ANEV, ANIE-GIFI, APER, ASSOSOLARE e ISES ITALIA, in particolare, quali maggiori rappresentanti del settore delle rinnovabili, hanno richiamato l'attenzione dell'Autorità per l'Energia elettrica e il Gas, invitandola ad una politica energetica che dia il giusto peso a tutte le fonti rinnovabili nell'interesse del Sistema Paese e del Sistema-Impresa.

In un comunicato congiunto, le associazioni non hanno nascosto la loro preoccupazione che è anche quella dell'intero sistema delle fonti rinnovabili elettriche. "Appare evidente che il Presidente Bortoni, in più di un passaggio della relazione annuale presentata il 27 giugno scorso a Montecitorio, sia fortemente convinto di voler mettere in competizione tra loro le diverse fonti rinnovabili e che sia necessario sottrarre risorse alle rinnovabili elettriche per favorire invece le energie rinnovabili termiche e l'efficienza energetica, senza una ben precisa visione strategica del comparto industriale esistente che è tra i più attivi al mondo".

Le associazioni hanno evidenziato che, essendo complementari tra loro, sia le fonti rinnovabili sia l'efficienza energetica devono contribuire con pari dignità al soddisfacimento dei fabbisogni energetici, ambientali e sociali del Paese. I cittadini che hanno in larga maggioranza rifiutato il nucleare un anno fa, oggi alla luce dei risultati raggiunti dalla fonti rinnovabili elettriche, vedranno presto ridurre la propria bolletta, migliorare l'ambiente nel quale vivono, oltre a godere di una maggiore indipendenza energetica dall'estero.

Il comunicato congiunto è terminato con l'augurio che l'atteso nuovo Piano Energetico Nazionale sia ispirato a questi principi.

A cura di Ilenia Cicirello


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