Ddl Concorrenza: la Rete delle Professioni Tecniche denuncia il condono per le società di ingegneria

06/10/2015

Ero certo che la querelle sul Ddl Concorrenza tra Rete delle Professioni Tecniche e OICE non si sarebbe chiusa facilmente. Come ero certo che l'ultima modifica apportata al Ddl n. 3012 recante Legge annuale per il mercato e la concorrenza, non sarebbe stata davvero l'ultima.

Dopo il plauso del Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche (RPT), Armando Zambrano, che aveva accolto positivamente l'inserimento all'interno dell'art. 31 della norma che obbliga le Società di Ingegneria a rispettare le stesse norme delle Società tra professionisti (leggi articolo), ecco che pronta arriva la denuncia della stessa RPT che ha criticato l'annunciata approvazione di una modifica promossa dal Governo al testo dell'articolo 31, con lo scopo di sanare gli illeciti commessi negli ultimi 18 anni da alcune società di ingegneria.

La RPT ha criticato che, nonostante i proclami sul "mai più condoni!" sbandierati dal Governo, l'ultima modifica all'articolo 31 comporterà una vera e propria sanatoria a quelli che sono stati definiti gli illeciti commessi dalle società di ingegneria che, negli ultimi 18 anni, hanno illegittimamente operato nel mercato privato. La Rete delle Professioni Tecniche ha definitivo questo condono ad societatem "visto che questi illeciti sono stati compiuti da un ristrettissimo numero di società, mentre la grandissima maggioranza di esse ha sempre operato unicamente entro l'alveo degli appalti pubblici".

"Ci dispiace molto constatare che su questo tema il Parlamento e l'Esecutivo si pieghino a logiche di interesse particolare - ha affermato il coordinatore nazionale Armando Zambrano - calpestando il lavoro di equilibrio fatto fino ad oggi con la nostra massima apertura, sfociato nell'accettabile formulazione dell'articolo 31 uscita dalle Commissioni".

"Secondo la formulazione approvata dalle Commissioni e da noi caldeggiata - ha continuato Zambrano - l'accesso alla sanatoria era subordinato all'adempimento di alcuni obblighi minimi cui sono sottoposti i professionisti e le loro società, incluso il rispetto di regole deontologiche. D'altra parte, nel corso dell'interlocuzione con le Commissioni, noi professionisti tecnici, per puro spirito di collaborazione con le istituzioni, abbiamo rinunciato ad imporre alle società di ingegneria limiti e vincoli al possesso di quote di capitale da parte dei soci non professionisti, che pure valgono per le società di capitale dei professionisti (STP). Ma è assolutamente inaccettabile che le società di ingegneria non siano sottoposte al controllo deontologico e disciplinare degli Ordini, l'unico che può comminare sanzioni immediate ed efficaci in attesa che la giustizia ordinaria compia il suo lento corso"
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Sul punto appare utile ricordare l'ultimo comunicato stampa dell'OICE (leggi articolo) che, facendo riferimento ad una sentenza emessa dal Tribunale di Bologna (n. 2481 del 7 agosto 2015), ha affermato che i contratti stipulati dalle società di ingegneria con committenti privati sono legittimi in quanto il divieto di svolgimento in forma societaria di attività professionali è stato abrogato nel 1997.

Diverso il pensiero della RPT che con l'emendamento proposto dal Governo aprirebbe "alle società di ingegneria il mercato privato in cambio della previsione improvvisata e parziale di alcuni obblighi, ma senza alcun controllo disciplinare. Creando, come se non bastasse, a spese del contribuente, un incomprensibile registro che andrà ad ingolfare la macchina amministrativa di qualche ministero, in barba ai processi di semplificazione e di spending review".

"Ci appelliamo al Ministro Orlando - ha affermato Leopoldo Freyrie, Consigliere della Rete e Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - perché intervenga ad impedire questo obbrobrio giuridico. Sui pareri delle Commissioni Finanze e Attività produttive, della Commissione Giustizia, della Commissione Ambiente, dello stesso Governo e dell'Antitrust, prevale l'arroganza di chi vuole operare sul mercato senza alcun controllo e di chi nel Governo gli fa da sponda. La stanno dando vinta a quelle società di ingegneria che vogliono essere libere di scaricare le responsabilità disciplinari unicamente sui professionisti che lavorano alle loro dipendenze".

"Il passaggio da una buona proposta di legge ad una semplice sanatoria - ha dichiarato Maurizio Savoncelli, Consigliere della Rete e Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri - a quanto pare, è molto breve. Per noi restano saldi i principi di giusta concorrenza, di rispetto dei codici deontologici e di legalità nello svolgimento dell'attività professionale, principi che al Governo, a quanto pare, sembrano non interessare".

Lascio come sempre a voi ogni commento.

A cura di Ing. Gianluca Oreto
     


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