Decreto Rinnovabili: nuovi incentivi dall'1 giugno 2011 e Quarto Conto Energia

16/03/2011

Si è conclusa con un nulla di fatto e tutti scontenti l'atteso incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, insieme ai ministri dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell'Agricoltura Giancarlo Galan, ed i principali rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell'energia rinnovabile, dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori.

Dopo l'incontro, infatti, il Ministro Romani ha confermato la volontà di non modificare il "Decreto Rinnovabili", ma che entro 2 settimane saranno pronti il decreto attuativo che definirà i nuovi incentivi validi dall'1 giugno 2011 per le rinnovabili e il quarto Conto Energia per il fotovoltaico.
"Uno Stato degno di questo nome garantisce i diritti acquisiti. Per il futuro gli incentivi saranno di misura leggermente inferiore, ma non così inferiore da svilire un settore tanto importante. Gli incentivi del 2011 saranno il più vicino possibile a quelli del 2010. Inoltre i nuovi incentivi saranno applicati con grande gradualità". Queste le prime parole del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan.

In realtà molte associazioni di settore e professionisti hanno già chiesto il significato delle parole del Ministro Galan ammettendo, infatti, che se l'Italia fosse realmente uno Stato degno di questo nome, non avrebbe varato ad Agosto 2010 un decreto (il Terzo Conto Energia) che definiva gli incentivi per il triennio 2011-2013 per poi cambiarli in corsa dopo appena 3 mesi dalla loro prima applicazione.

Pesanti le prime affermazioni di Legambiente che con il suo responsabile energia Edoardo Zanchini si è chiesta se in realtà il Governo non voglia bloccare le rinnovabili solo per non mettere a rischio gli investimenti sul nucleare. "Di fronte a quanto sta accadendo in Giappone e alle conseguenti reazioni di molti altri paesi che hanno prontamente deciso di rivedere i programmi energetici frenando il nucleare, risulta ancor più incomprensibile il comportamento del governo italiano che vuole invece condannare alla chiusura centinaia di imprese delle rinnovabili, floride e produttive, mandando a casa migliaia di occupati specializzati nelle più moderne tecnologie, attraverso un decreto che cancella qualsiasi certezza nel futuro".

"Servono risposte immediate per dare futuro all'industria dell'energia pulita - ha continuato Zanchini - perché sarebbe assurdo schiacciare un settore che nel 2010 ha avuto un vero e proprio boom e che, sostenuto adeguatamente, potrebbe arrivare al 2020 al 35% dei consumi elettrici italiani e, vista la continua riduzione dei costi delle tecnologie, spazzare via qualsiasi ipotesi di investire nei pericolosissimi e costosi impianti nucleari".

Per Legambiente, infine, le dichiarazioni odierne dei ministri Prestigiacomo e Romani dimostrano chiaramente la scelta del governo di voler cancellare le rinnovabili dal futuro dell'Italia proprio perché metterebbero a rischio gli investimenti nel nucleare: "Altro che due scenari che viaggiano in parallelo, come sostenuto finora, per i paladini del nucleare fermare le rinnovabili è oggi una priorità".

Si attendono i prossimi commenti di associazioni, professionisti e privati.

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A cura di Ilenia Cicirello


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