Emergenza COVID-19: nuove proposte a tutela dei liberi professionisti

di Redazione tecnica - 08/04/2020

Mentre negli ultimi giorni sembra stia scoppiando la bomba bonus 600 euro per i professionisti iscritti alle casse di previdenza private (gli stanziamenti allo stato attuale sarebbero sufficienti a coprire il 60% degli aventi diritto), riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata da Asso Ingegneri e Architetti ai Presidenti di CNI, CNAPPC, Inarcassa, Fondazione Inarcassa e ConfProfessioni.

Emergenza COVID-19: la lettera di Asso Ingegneri e Architetti

Illustrissimi Presidenti,

Il Coordinamento Nazionale di Asso Ingegneri e Architetti, rileva che per la prima volta il nostro Governo ha messo in campo iniziative anche a sostegno dei liberi professionisti iscritti alle Casse di Previdenza Private e non solo di quelli iscritti alla gestione separata Inps: certamente questo è il risultato anche e soprattutto dell’attività della Nostra Associazione, che rappresenta a livello nazionale gli Ingegneri e gli Architetti Liberi Professionisti.

L’analisi di tali provvedimenti ha tuttavia evidenziato che ancora molto deve essere fatto perché se, come afferma il Presidente del Consiglio, nessuno deve essere lasciato solo, moltissimi colleghi, anche in situazioni di notevole difficoltà, risultano esclusi dalle misure di solidarietà; pertanto è necessario sollecitare nuovamente le forze politiche per colmare queste lacune.

Anche gli altri Enti di riferimento nazionali come Confprofessioni, gli Ordini Professionali ed Inarcassa, pur con azioni diverse, ognuno per la propria competenza, hanno posto l’attenzione su tali categorie e sulle loro difficoltà. Inarcassa si è attivata prioritariamente con provvedimenti di emergenza, ma queste azioni, se non affiancate da altre iniziative straordinarie e urgenti e coordinate tra gli Enti di riferimento, non saranno sufficienti a contrastare il fermo quasi totale della libera professione ed il conseguente impatto economico sui colleghi.

Apprendiamo con piacere che i Presidenti degli Enti Nazionali si sono confrontati con l’intento di portare avanti un progetto comune a favore delle nostre categorie ed apprezziamo ancora di più “il loro impegno a presentare al Governo ulteriori provvedimenti finanziari per assicurare la sopravvivenza degli studi professionali con azioni straordinarie di sostegno” come si legge nel comunicato promulgato dopo tale incontro.

ASSO INGENERI ED ARCHITETTI, ASSOCIAZIONE SINDACALE DI LIBERI PROFESSIONISTI ISCRITTI AGLI ORDINI PROFESSIONALI (PER POTER ESERCITARE LA PROPRIA ATTIVITA’) E AD INARCASSA (PER LA PREVIDENZA OBBLIGATORIA) RITIENE CHE A TALE GRUPPO DI LAVORO NON POSSA MANCARE LA PROPRIA PARTECIPAZIONE, PER DARE COMPLETEZZA AL TAVOLO DI APPROFONDIMENTO TECNICO,

PERTANTO CHIEDE

DI CONDIVIDERE E DI AVERE SOSTEGNO SULLE ULTERIORI MISURE PROPOSTE PER AGEVOLARE LA SOPRAVVIVENZA ED IL SUCCESSIVO RIAVVIO DELLE NOSTRE LIBERE ATTIVITA’ PROFESSIONALI.

Gli Ingegneri e gli Architetti Liberi Professionisti sono certamente tra le categorie professionali che sono investite più duramente dall’eccezionalità dei giorni che stiamo vivendo, vista l’impossibilità dello svolgimento del normale lavoro quotidiano, che ha portato alla paralisi quasi totale, su tutto il territorio nazionale, soprattutto degli studi più piccoli, che sono la maggioranza, aggravando una situazione lavorativa già compromessa da anni di crisi economica.

Emergenza COVID-19: le proposte per sostenere il reddito dei liberi professionisti

Allo scopo di sostenere il reddito dei Liberi Professionisti impossibilitati a svolgere il proprio lavoro ordinario a causa dell’utile e necessario “#iorestoacasa” e poter “tenere testa” con decoro a questa indiscutibile crisi col minor danno possibile, in attesa che siano riattivati i tempi e le modalità in cui le attività professionali potranno riprendere,

ASSO INGEGNERI ARCHITETTI PROPONE AI SOGGETTI IN INDIRIZZO DI PARTECIPARE ALLE SEGUENTI AZIONI PRESSO IL GOVERNO

  1. eliminare il tetto di reddito al bonus e la relativa dimostrazione del calo del fatturato nel primo trimestre 2019 ( in considerazione che tutto è fermo dai cantieri ai sopralluoghi alle perizie e quant'altro ) e di estendere il bonus mensile esentasse anche ai liberi professionisti che sono titolari di pensioni minime, comprendendo anche pensioni di invalidità e di reversibilità, il cui importo, in assenza quasi totale di lavoro, non consente né il mantenimento personale né dell'attività professionale;
  2. promulgare idonee misure fiscali nazionali atte a compensare i cali di fatturato che interesseranno tutti professionisti per molto tempo secondo la logica del contribuire tutti, ma in misura ridotta;
  3. introdurre agevolazioni finanziarie per i liberi professionisti con figli minori, a causa del prolungarsi della chiusura delle scuole;
  4. disporre di finanziamenti per la riorganizzazione degli studi professionali soprattutto in relazione alle dotazioni necessarie per potere lavorare in smart working da remoto;
  5. cooperare con urgenza, nei propri ambiti di competenza, per mettere in movimento il settore dei lavori pubblici che, con la profonda crisi del sistema privato, sarà il motore fondamentale per la ripresa economica e professionale;
  6. spingere lo Stato e le Amministrazioni Regionali perché procedano alla semplificazione massima ed organica della macchina burocratica, al fine di rendere agevole e snella ogni attività , nel rispetto della legge.

Le professioni tecniche sono disponibili ad assumersi ogni responsabilità per far continuare l'attività del settore e riattivare il sistema paese, ma chiedono di non essere ulteriormente ostacolate, né nella fase di emergenza, né in futuro, come spesso è accaduto in passato.

Venendo da lunghi anni in cui la professione di Ingegnere ed Architetto, in qualunque ambito essa si svolga, ha perso molto della sua importanza sociale, autorevolezza e potere contrattuale, crediamo sia necessario attivarsi in sinergia con tutti le organizzazioni di riferimento delle nostre professioni nella profonda convinzione che, in momento di così grave emergenza sanitaria ma anche economica e sociale, sia nostro dovere effettuare proposte ed azioni per contribuire, con la nostra capacità intellettuale, alla realizzazione di una ripresa il più rapida ed efficace possibile per noi, ma soprattutto per la società nel suo complesso, ed attuare efficacemente quel ruolo di intermediazione sociale di cui il nostro Paese non può fare a meno.

Riteniamo pertanto doveroso che le strutture nazionali delle nostre professioni siano in prima linea per proporre, in sinergia, iniziative straordinarie di supporto e di futura programmazione professionale per i Liberi Professionisti dando esempio di responsabilità e partecipazione alle difficoltà della categoria.

Auspichiamo quindi che le proposte, qui rappresentate, che saranno sottoposte al Governo ed alle forze politiche per il nuovo decreto in uscita, possano ricevere anche il sostegno dei vostri Enti pur nella complessità e nella diversità delle realtà rappresentate.



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