Geometra: una professione solida, multidisciplinare, proiettata al futuro

24/04/2017

Una recente ricerca dell'Università di Genova evidenzia come in un decennio il fatturato medio di un geometra si sia attestato a circa 32.000 euro lordi l'anno, oltre quindici punti percentuali sopra il Pil medio pro capite. Le previsioni degli intervistati dai ricercatori nel 60 per cento dei casi prevedono un reddito "almeno pari" nel 2016, da poco chiuso.

Innovativa, tecnologica, stimolante e remunerativa per le nuove generazioni. Sicuramente non monotona. La professione di Geometra ha resistito alle crisi grazie alla resiliente capacità di adattamento al nuovo contesto economico e all’innovazione delle proprie competenze e dei propri ambiti di intervento. Lo dimostrano due ricerche, quella precedentemente citata condotta dall’Università degli Studi di Genova su dati statistici – forniti dalla Cassa Geometri - relativi all’evoluzione del fatturato e dei redditi dei geometri in un arco temporale compreso fra il 2006 ed il 2016 -  arricchita da 17.857 risposte ad un questionario mirato - e  una sull'identità e sul futuro della professione  realizzata dal Future Concept Lab di Milano, presentate a Roma durante l’evento “Valore Geometra”, organizzato dal Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, dalla Cassa Italiana Previdenza ed Assistenza Geometri liberi professionisti e dalla Fondazione Geometri Italiani.

La ricerca dell’Università di Genova dimostra che la professione del geometra nell'arco degli ultimi 10 anni ha saputo affrontare le difficoltà, in particolare la crisi del settore edilizio, modificando la tipologia di servizi offerti, esaltando la propria figura di professione polifunzionale e molto orientata alla consulenza. Oggi il geometra svolge attività diverse dal passato, non solo pratiche catastali (in media 3 punti percentuali, dal 48,1% al 45,6%), più certificazioni energetiche (in media quattro volte in più nel 2016 rispetto al 2006) ed acustiche, rilievi architettonici, direzione lavori, fino alle dichiarazioni di successione e alle pratiche fiscali e burocratiche.  E l’interlocutore non è più solo la PA, ma i condomìni, le imprese, gli Enti territoriali, privati e l’autorità giudiziaria. La figura del geometra, con la sua formazione multidirezionale, appare quindi particolarmente adatta alla nostra epoca, in cui, più che un “saper fare”, si chiede spesso un “saper imparare”.
UN FATTURATO SOPRA LA MEDIA
Non a caso, il geometra ha conservato mediamente un livello di fatturato superiore al Pil pro capite italiano. Infatti, nei 10 anni, a fronte di un Pil pro capite italiano di circa 27.000 euro lordi all’anno, il fatturato del geometra è stato di quasi 32.000 euro con una differenza media di circa 5.000 euro all’anno  in favore dei geometri.

Per fare un confronto utile, può essere utilizzato l'osservatorio del Cresme. Il centro ricerche del mercato dell'edilizia ha rilevato tra il 2008 e il 2015 una riduzione del reddito annuo degli architetti pari al 41 per cento mentre nello stesso periodo i geometri hanno perso solo il 7 per cento. Di più, nel 2015 il numero degli architetti con reddito inferiore ai 9mila euro è cresciuto a quota 34 per cento mentre quelli che guadagnano più di 30mila euro sono soltanto il 17 per cento. In un paragone più allargato, lo stipendio di un geometra è definito "più alto di quello di un impiegato". Il gap anno per anno è sempre in favore dei geometri con le seguenti differenze:

 
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
media
Fatturato medio annuo geometri italiani
  32.457 
  34.403 
  34.819 
  32.789 
  33.559 
  32.791 
  31.505 
  30.006 
  28.177 
  27.817 
     31.832 
Pil pro capite medio Italia
  28.634 
  28.977 
  28.463 
  26.744 
  27.108 
  27.184 
  26.404 
  25.822 
  25.379 
  25.559 
     27.027 
Differenza
    3.823 
    5.426 
    6.357 
    6.045 
    6.451 
    5.607 
    5.101 
    4.184 
    2.799 
    2.258 
       4.805 

 

Tuttavia questi trend si differenziano in base alle macro aree territoriali, come emerge dal grafico sottostante e dalla ricerca:

UNA PROFESSIONE PER I GIOVANI
E probabilmente è decisiva questa tenuta dei fatturati nell’orientamento alla professione dei giovani. Ai giovani geometri va il primato dell’emancipazione dalla famiglia: la metà del campione degli under 35 analizzati è economicamente indipendente e può permettersi di vivere da solo (10,6%) o con un nuovo nucleo familiare (39%), mentre a livello nazionale, quasi due giovani su tre (il 67,3%) sono ancora a casa.
IL FUTURO
La ricerca condotta da Future Concept Lab si è invece soffermata sugli highlights che delineano in prospettiva futura l’identità dei geometri professionisti. Dall’analisi si è evidenziato come lo scenario dei Paradigmi del futuro – cioè le quattro macro-tendenze socio-culturali, con un focus sulla sostenibilità, l’unicità, la condivisione e la tempestività - potrà diventare una speciale bussola per orientare lo spirito intraprendente delle più giovani generazioni di geometri, verso un maggiore ottimismo. Nel prossimo futuro sarà importante, quindi, continuare nel processo di adattamento al cambiamento a cui i geometri hanno già risposto positivamente in questi anni.  In particolare per gli intervistati, “in futuro fare il geometra vuol dire soprattutto” essere un consulente a 360°, flessibile e polivalente, esperto in molti ambiti, diversi e collegati tra loro (47,4%) e, a seguire, un esperto del proprio territorio, che ne conosce tutti gli aspetti e in grado di fornire anche un servizio alla comunità (27,7%) un problem solver, in grado di trovare soluzioni veloci, efficaci e precise (21,9%) e un esperto delle tematiche della sostenibilità, utile per i privati e per le comunità (3,0%).
Emerge in sintesi, dalla ricerca Future Concept Lab, come in futuro per i geometri sarà importante far convergere e consolidare azioni diverse:

  • essere un Facilitatore dello Sviluppo, accompagnando i cittadini nel dare la giusta importanza alla prevenzione e alla sicurezza dei propri ambienti di vita;
  • essere un Consulente Globale, aprendosi a logiche collaborative, anche intergenerazionali su tematiche di urgenza sociale (monitoraggio e prevenzione rischi sismici, incendio, cantieri temporanei...);
  • godere di un Upgrade Professionale, affermando le capacità acquisite nel trovare “soluzioni” sul campo;
  • raggiungere un profilo Culturalmente Evoluto, ampliando le proprie competenze culturali con le competenze specifiche, per avere un quadro completo del contesto socio-ambientale odierno.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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