Istat e Indici prezzi al consumo ottobre 2017: Frena l’inflazione con un +1,0%

15/11/2017

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Ottobre 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati ha avuto una battuta d’arresto per il mese di ottobre 2017 con la nuova base 2015 attestandosi sul valore di 101,00 con una lieve diminuzione rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del -0,20% e quella annua del +0,90%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Ottobre 2017 ed il 14 Novembre 2017, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2016 del + 1,698654%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di ottobre 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell’1,0% rispetto ad ottobre 2016 (era +1,1% a settembre), confermando la stima preliminare

Il lieve rallentamento dell’inflazione è dovuto quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi vari (-1,1%, da +0,6% di settembre), dovuta al forte calo di quelli dell’Istruzione universitaria a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme sulla contribuzione studentesca introdotte con la Legge di Stabilità 232/2016. Il rallentamento è in parte attenuato dall’accelerazione della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,8% da +2,1%) e degli Energetici regolamentati (+3,9% da +2,9%).

Pertanto, l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta (+0,5% da +0,7% di settembre) così come quella al netto dei soli Beni energetici che si attesta a +0,7% (da +0,8%).

Su base mensile, la diminuzione dei prezzi dei Servizi vari (-1,7%), che si sovrappone ai cali, influenzati da fattori stagionali, di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (-1,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%), fa sì che le tendenze al ribasso prevalgano sulla crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,7%) e degli Energetici, sia regolamentati (+1,0%) sia non regolamentati (+1,2%), determinando così la flessione dell’indice generale.

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l’indice generale e +0,7% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, principalmente a causa degli Alimentari non lavorati, aumentano dello 0,7% su base mensile e dell’1,7% su base annua (da +1,1% di settembre).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) non varia su base mensile e aumenta dell’1,1% su base annua (era +1,3% a settembre), confermando la

stima preliminare.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,750% e l'indice biennale al +0,675%
L'Istat spiega che, nel mese di ottobre 2017, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%)

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Mobili e servizi per la casa, Altri beni e servizi .Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Istruzione (-16,6%), Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,8%),Trasporti (-0,5%), Comunicazioni (-0,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%),

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+2,4%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,1%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,0%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,7%), Altri beni e servizi (+0,6%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli creazione, spettacoli e cultura (+0,4%), Abbigliamento e calzature (+0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi, Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1% per entrambi).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo, Mobili articoli e servizi per la casa.
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Istruzione (-16,1%), Comunicazioni (-1,6%).
Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+1,9%), Genova  e Trento (+1,4% per entrambe), Palermo Venezia e Milano (+1,3% per tutte e tre), Trieste (+1,2%), Roma (+0,9%), Torino Napoli  Perugia Bologna Catanzaro e Firenze (+0,8% per tutte e sei), Bari e Aosta e (+0,6% per tutte e due), Ancona e Cagliari (+0,4% per tutte e due), Potenza e (+0,3%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 14 Dicembre 2017.             

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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