Jobs Act autonomi: il commento dell'Ordine degli Ingegneri di Roma

04/02/2016

Sul disegno di legge contenente "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato" abbiamo chiesto un commento all'Ing. Carla Cappiello Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Roma, che riportiamo di seguito integralmente.

Impianto normativo, deducibilità spese formazione e assicurazione sui mancati pagamenti

In riferimento all'impianto normativo del disegno di legge, l'ing. Cappiello ha dato merito a questo Governo per aver affrontato per la prima volta il problema delle partite IVA. "A mio avviso - afferma il leader degli ingegneri di Roma - il dato positivo da considerare è che il Governo, per la prima volta, dopo la riforma delle collaborazioni coordinate e continuative e il Jobs Act, si stia occupando in maniera unitaria delle Partite IVA, che rappresentano un'ampia fascia di lavoratori in Italia, ponendo così attenzione a quei rapporti di lavoro che si differenziano rispetto al lavoro subordinato. L'obiettivo di garantire ai lavoratori autonomi diritti e welfare simili ai lavoratori dipendenti è molto importante, evidenziando che è arrivato il momento di cambiare le “vecchie regole del gioco”. Dovremo però assistere alla reale attuazione delle norme per poter esprimere un giudizio più perforante"

Per quanto riguarda la deducibilità delle spese di formazione l'ing Cappello ha affermato di ritenere che "sia un dato positivo per chi non segue dei corsi erogati gratuitamente dagli Ordini professionali di appartenenza. La formazione è un ottimo investimento su se stessi per rimanere sul mercato. Garantire la deducibilità significa anche dare più valore al tempo del libero professionista, che ne “sottrae” al suo lavoro per essere continuamente aggiornato".

Diverso il commento legato alla possibilità di dedurre le spese per la stipula di un'assicurazione che garantisca il professionista dai mancati pagamenti. "Se da una parte si garantisce al professionista il saldo di una prestazione in caso di “non noncuranza” da parte del cliente - afferma l'ing. Cappiello - dall'altro si carica il lavoratore autonomo di un'altra spesa accanto a quella della RC professionale. Molto probabilmente sarebbe più appropriato, far stipulare al committente, che si appresta a usufruire di un servizio, una polizza, modello fideiussione, a garanzia del futuro pagamento. L'importante, nel momento in cui è il professionista a sottoscrivere tale nuova forma assicurativa, è che se ne possa, almeno, dedurre integralmente il costo a livello fiscale".

Lavoratori autonomi come piccoli imprenditori per accedere ai PON e ai POR a valere sui fondi strutturali europei

Positivo il commento del Presidente degli Ingegneri di Roma sulla possibilità per i lavoratori autonomi di accedere ai PON e ai POR a valere sui fondi strutturali europei. "Il disegno di legge - afferma l'ing Cappiello - fa un ulteriore passo vanti rispetto al Jobs Act, che già equiparava i professionisti iscritti agli ordini alle PMI per l'acquisizione dei fondi strutturali europei. Infatti, il decreto apre la porta all'accesso ai PON e ai POR. Viene data ai professionisti la possibilità di poter disporre di finanziamenti per l'avvio o il miglioramento di attività. Questo dato potrebbe essere molto importante per il Paese, rappresentando il lavoro autonomi circa il 10% del PIL nazionale. Potrebbero trarre vantaggio da tale situazione soprattutto le fasce più giovani della popolazione, che vogliono realizzarsi e si potrebbe incentivare una maggiore tendenza verso l'innovazione e la formazione. D'altro canto c'è da sottolineare che l'equiparazione dei professionisti alle PMI dovrebbe portare alcuni interventi sulla nozione civilistica di impresa, per non incorrere in lunghi e complessi contenziosi giuridici".

Ringraziamo l'ing. Carla Cappiello per il prezioso contributo.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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