Manovra bis: Approvata ieri dal Senato con voto di fiducia

08/09/2011

Con 165 voti favorevoli, 141 contrari e 3 astenuti, il Senato ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo dell'articolo unico del ddl n. 2887 di conversione in legge del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, su cui il Governo in apertura di seduta ha posto la questione di fiducia.
Tra le novità introdotte dal provvedimento, nella versione finale definita con il naxiemendamento del Governo, ricordiamo le seguenti:
  • abrogazione delle restrizioni all’accesso all'esercizio delle professioni e delle attività economiche
  • accertamento, potenziamento della compartecipazione dei Comuni
  • riduzioni delle agevolazioni alle cooperative
  • allargamento raggio d'azione dell'anagrafe tributaria
  • addizionale comunale Irpef con aliquote differenziate per scaglioni di reddito
  • carcere agli evasori con norme più softrispettoi a quella della prima stesura
  • caserme: sì alla vendita
  • consigli comunali con un minore numero di consiglieri
  • contrattazione aziendale
  • contributo di solidarietà del 3% sui redditi oltre 300mila euro
  • festività, le nuove regole
  • indennità membri organi costituzionali con tagli fino al 2013
  • iva, aumento di un punto dal 20 al 21%
  • pensioni, anticipa al 2014 l'adeguamento per le donne
  • programmazione regionale Fas
  • regioni con deficit sanitario: deroga al blocco del turnover
  • riduzione delle agevolazioni alle cooperative
  • riduzione tariffe elettriche
  • società di comodo
  • soglia antiriciclaggio, applicazione delle sanzioni
  • spesa pubblica, revisione integrale
  • stabilità finanziaria dell'euro, garanzie dello Stato
  • uffici giudiziari, sì al riordino

Nel dettaglio le ultime novità, inserite nel maxiemendamento, prevedono l'aumento dell'Iva al 21 per cento, un prelievo del 3 per cento sui redditi superiori ai 300.000 euro, l'anticipo al 2014 dell'innalzamento graduale da 60 a 65 anni dell'età pensionabile delle donne che lavorano nel settore privato. Altre misure contenute nel maxiemendamento del Governo, che recepisce diverse modifiche approvate in Commissione bilancio ma non la norma sulla certificazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, prevedono tagli alla spesa dei Ministeri per 6 miliardi, un prelievo del 5 e del 10 per cento sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici superiori ai 90.000 e ai 150.000 euro, la revisione della spesa storica e l'accorpamento degli enti previdenziali, la delega per la riforma dell'assistenza, il coinvolgimento dei comuni nella lotta all'evasione fiscale.

Di notevole interesse l'articolo 3 recante "Abrogazione delle restrizioni all'accesso all'esercizio delle professioni e delle attività economiche" ed, in particolare il comma 5 dello stesso in cui viene precisato che gli ordinamenti professionali devono essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto fermo restando che gli stessi devono garantire che l'esercizio dell'attività risponda ai principi di libera concorrenza,alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale ed alla pluralità di offerta.
I nuovi ordinamenti professionali dovranno rispettare una serie di principi tra i quali:
  • la libertà di accesso alla professione
  • l'obbligo per i professionisti di seguire percorsi di formazione continua permanente
  • il tirocinio, con un equo compenso di natura indennitaria, per l'accesso alla professione
  • la pattuizione del compenso con riferimento alle tariffe, pur essendo ammessa la pattuizione anche in deroga alle tariffe
  • l'applicazione delle tariffe professionali nel caso nel caso di mancata determinazione consensuale per incarichi affidati dalle pubbliche amministrazioni o nel caso di liquidazione giudiziale dei compensi stessi

Il provvedimento passa ora alla Camera per la definitiva conversione in legge.

A cura di Ilenia Cicirello


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