PROCEDURA D’INFRAZIONE U.E.
04/01/2006

La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione sulle
regole di applicazione delle tariffe per i servizi tecnici,
regolati dalla legge n.143/1949 e successive modifiche e
integrazioni, poiché incompatibili con il quadro normativo europeo,
che garantisce la libera prestazione dei servizi professionali e il
libero mercato.
Di fatto il regime tariffario vigente, calcolato sulla base dei costi medi, non considererebbe gli aspetti specifici di una singola prestazione, non consentendo al professionista di adeguarsi a particolari situazioni professionali.
Il procedimento d’infrazione delle norme europee è cominciato con la lettera della Commissione Europea di messa in mora inviata nel luglio scorso, un successivo parere motivato che ribadisce l’incompatibilità, già espressa a luglio, delle regole italiane con il quadro normativo europeo. Se il Governo italiano non dovesse provvedere a conformare il quadro normativo all’ordinamento comunitario entro due mesi, la Commissione Europea procederà al deferimento alla Corte di Giustizia.
La procedura imposta la sua ragione giuridica nel principio del libero mercato,per favorire la libera circolazione oltre che delle merci delle professionalità nel territorio dell’Unione, che invece ha riscontrato nell’ordinamento italiano disposizioni restrittive.
La controparte, difende le soglie minime tariffarie, quale forma di tutela per i clienti, garanzia di qualità del servizio professionale. I professionisti sostanzialmente temono che l’assenza di prezzi minimi, e perciò la completa liberalizzazione del mercato possa portare una concorrenza al ribasso a discapito della qualità del servizio.
Pubblichiamo in allegato la risposta del Dipartimento Politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla procedura d’infrazione.
© Riproduzione riservata
Di fatto il regime tariffario vigente, calcolato sulla base dei costi medi, non considererebbe gli aspetti specifici di una singola prestazione, non consentendo al professionista di adeguarsi a particolari situazioni professionali.
Il procedimento d’infrazione delle norme europee è cominciato con la lettera della Commissione Europea di messa in mora inviata nel luglio scorso, un successivo parere motivato che ribadisce l’incompatibilità, già espressa a luglio, delle regole italiane con il quadro normativo europeo. Se il Governo italiano non dovesse provvedere a conformare il quadro normativo all’ordinamento comunitario entro due mesi, la Commissione Europea procederà al deferimento alla Corte di Giustizia.
La procedura imposta la sua ragione giuridica nel principio del libero mercato,per favorire la libera circolazione oltre che delle merci delle professionalità nel territorio dell’Unione, che invece ha riscontrato nell’ordinamento italiano disposizioni restrittive.
La controparte, difende le soglie minime tariffarie, quale forma di tutela per i clienti, garanzia di qualità del servizio professionale. I professionisti sostanzialmente temono che l’assenza di prezzi minimi, e perciò la completa liberalizzazione del mercato possa portare una concorrenza al ribasso a discapito della qualità del servizio.
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