Periti Industriali: dal 2021 obbligo di "mini laurea" e qualifica di "Ingegnere tecnico"

26/07/2017

Dal 2021 occorrerà la “mini laurea” triennale per iscriversi all'albo dei periti industriali con la qualifica di ingegnere tecnico. Ad affermarlo Giampiero Giovannetti, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali (CnPi).

"Un albo, quello dei periti industriali, che oggi conta 42mila iscritti, per un terzo liberi professionisti e due terzi dipendenti. Fino agli anni '80 - spiega Giovannettii periti liberi professionisti si occupavano di  progettazione impiantistica mentre i dipendenti erano capireparto in fabbrica, e in uffici tecnici per l’elaborazione di progetti. Negli anni ’90 poi, con le normative sulla  sicurezza e l’obbligo della certificazione di conformità, il perito industriale libero professionista si è occupato di progettazione di impianti termici ed elettrici e delle relative certificazione, sia per le abitazioni, sia per gli immobili industriali. Nel settore lavoro dipendente, in tempi più recenti i periti industriali iscritti all’Ordine, sono occupati presso Asl ed enti locali, dove come requisito per l’assunzione, è richiesta l’iscrizione all'albo dei periti, per compiti tecnici, di controllo, e adeguamento degli impianti alle norme di si-curezza dei lavoratori e dei prodotti alimentari".

Oggi l’albo professionale dei periti industriali si articola in 37 specializzazioni, che vanno dal perito meccanico al perito informatico, elettrotecnico, edile, fino al tessile e l’agroalimentare, suddivisi secondo i seguenti ambiti:

  • 56% progettazione;
  • 34% direzione lavori;
  • 33% consulenza;
  • 25% collaudi;
  • 21% certificazioni.

secondo i seguenti principali settori di intervento:

  • 42% settore industriale a indirizzo elettrico;
  • 15% settore civile e ambientale;
  • 17% settore industriale a indirizzo meccanico.

Il volume d’affari dei periti industriali iscritti all'albo si attesta sui 45mila euro lordi l’anno, con un netto di 30mila.

"Va detto, però – continua Giovannelli - che secondo i dati fomiti dal CnPi, ogni anno, su 50.000 periti industriali diplomati, solo 1.000 si iscrivono all'albo appena il 2%. Con un trend in calo, visto il numero di iscritti è passati dai 45.400 del 2012 ai 42.389 del 2016". Secondo il presidente del Cnpi, del calo di “vocazione” è dovuto a varie cause che influiscono sul tenore della libera concorrenza, come tra tutti gli altri liberi professionisti, quali:

  • l'eliminazione delle tariffe minime;
  • la stagnazione dei redditi;
  • l’aumentata concorrenza;
  • il peggioramento della prestazione;
  • la mancanza di un meccanismo di equo compenso;
  • la mancanza di adeguate norme tecniche UNI.

"Il DPR n. 328/2001 emanato all’indomani della riforma universitaria – spiega ancora Giovannelli - ha introdotto il modulo universitario 3+2, consentendo anche ai mini laureati di iscriversi all’albo dei periti industriali. DPR che però ha disincentivato l’iscrizione tra i periti industriali rispetto a quello degli ingegneri per i quali non è richiesto praticantato, mentre per iscriversi all’albo dei periti industriali sono necessari sia il praticantato sia un esame di abilitazione, ma valevole solo per una delle 13 specializzazioni incluse nell’Albo".

Con il processo di "licealizzazione" degli istituti tecnici avviato dal ministro dell'istruzione Berlinguer circa 20 anni fa e con la riforma Gelmini di quasi 7 anni fa sono state ridotte le ore di lezioni agli istituti tecnici, con l'eliminazione delle attività di laboratorio. Tutte trasformazioni, nel campo del perito industriale, che hanno reso necessario per potere praticare tale professione il possesso di una laurea, prevista dalla legge n. 89/2016, ma con una fase transitoria fino al 2021. Quindi i periti industriali potranno iscriversi all’Albo professionale dei periti industriali, ma tenendo presente che fino al 28 maggio 2021 sarà sufficiente il diploma di un istituto tecnico industriale, da tale data in poi per l’iscrizione occorrerà essere muniti di laurea triennale in ingegneria o chimica, geologia o design industriale. Alla quale vanno aggiunti un praticantato di sei mesi e un esame di abilitazione in una delle sezioni specialistiche previste dall’Albo.

A cura di Salvatore Sbacchis



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