Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili: le osservazioni dell'APER

01/07/2010

Il testo del Piano di Azione Nazionale per le fonti rinnovabili PAN reso disponibile per la consultazione rappresenta uno passo molto importante verso la costruzione di una strategia in grado di raggiungere gli obiettivi posti all'Italia dalla Direttiva 2009/28/CE.

Il documento, elaborato secondo le specifiche di Bruxelles, costituisce infatti nel suo complesso una fotografia molto ricca delle politiche in materia di fonti rinnovabili e delle misure già esistenti o previste, fornendo una descrizione più completa ed accurata di quanto fatto in passato sia del comparto della produzione elettrica, che di quello del riscaldamento/raffrescamento, e dei trasporti.

Il PAN rappresenta quindi un punto di partenza importante su cui fare convergere le aspettative e le richieste dei vari operatori al fine di individuare le azioni più opportune per supportare una crescita dello sfruttamento delle fonti rinnovabili in linea con gli obiettivi comunitari, ma soprattutto con le potenzialità di un settore che avrà un ruolo sempre più centrale a livello globale, e su cui è fondamentale che l'industria nazionale giochi un ruolo di primo piano.

Fermo restando l'apprezzamento per l'impostazione generale del documento, l'Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili (APER) desidera fornire una serie di suggerimenti e sottolineare alcune lacune del documento, sostanzialmente connesse con la sua natura compilativa e poco critica, che impedisce di mettere in luce a pieno i malfunzionamenti, le lacune o il mancato rispetto dei sistemi descritti, che purtroppo ad oggi costituiscono la prassi consolidata con cui gli operatori sono costretti a confrontarsi.

Strategia
Entro il 2020 in base al PAN previsto dalla direttiva 2009/28/CE dovremo produrre da fonti rinnovabili, solo di energia elettrica, più di 105 miliardi di kWh/anno, quando nel 2005 ne abbiamo prodotta per 56 miliardi. Poi occorre triplicare la produzione di energia termica (caldo/freddo) e moltiplicare per 7 la produzione di biocarburanti. Inoltre dovremo cercare di contenere i nostri consumi di energia primaria ai livelli attuali (131 Milioni di Tep).

È una sfida ambiziosa, ma fattibile e che potremo centrare solo se sapremo costruire una risposta organica, interdisciplinare e di sistema in grado di valorizzare tutta la filiera italiana delle energie rinnovabili ed costruire un sistema di sostegno efficace ed efficiente nei succitati 4 segmenti chiave, che devono essere considerati non uno alternativo all'altro, ma ciascuno complementare all'altro.
Prima però occorre rimuovere realmente ed una volta per tutte gli attuali ostacoli, primi fra tutti quelli di tipo burocratico/autorizzativo e relativi allo sviluppo della rete elettrica che attualmente impediscono la certezza e la stabilità delle prospettive di investimento nel settore.

Da dove partire?
Dalla concretizzazione e dall'attuazione dei provvedimenti in buona parte già stabiliti dal Governo negli ultimi anni:
  • Approvazione delle linee guida nazionali per l'autorizzazione unica degli impianti a fonti rinnovabili in attuazione dell'art. 12 del D-Lgs 387/03.
  • Ripartizione a livello regionale degli obiettivi nazionali del PAN, in modo da co-responsabilizzare in maniera virtuosa e sostanziale le regioni e gli enti locali nel raggiungimento dei medesimi obiettivi, anche col ricorso a meccanismi di scambio delle quote.
  • Intensificazione degli investimenti nella pianificazione e nello sviluppo delle reti elettriche (sia in AAT che in MT), smart grid incluse, per rendere accoglibile la generazione elettrica distribuita e spesso non programmabili dalle nostre infrastrutture di dispacciamento dell'energia.
  • Approvazione del nuovo decreto in conto energia per il settore fotovoltaico per il periodo successivo al 2010.
  • Riforma organica efficace ed efficiente dei sistemi di sostegno delle rinnovabili e dell'efficienza energetica nell'ambito del decreto di recepimento della direttiva 2009/28/CE da completarsi entro dicembre 2010.

Cosa evitare di fare?
  • Emanare provvedimenti in completa contraddizione con gli obiettivi sopra ricordati, come gli articoli 45 e 15 dell'attuale Manovra straordinaria (DL 78/10) che aboliscono il ritiro eccedentario dei certificati verdi da parte del GSE (squilibrando così totalmente il principale strumento di mercato a sostegno delle rinnovabili elettriche) e praticamente raddoppiano il canone idroelettrico. I due provvedimenti, se non ritirati, rischiano di condannare a morte un settore, quello della green economy, che vale già oggi 15 miliardi di euro di giro d'affari, 40.000 addetti diretti e che ha prospettive di crescita fino a 100 miliardi di euro di investimenti e almeno 200.000 addetti al 2020.

Come proseguire?
Data la rilevanza strategica del documento, sebbene non espressamente previsto dalla direttiva 2009/28/CE, la proposta di PAN essenzialmente andrebbe completata con un'analisi di impatto economico/sociale volta a stabilire le condizioni affinché il sistema energetico nazionale possa raggiungere gli obiettivi fissati dalla medesima direttiva perseguendo la duplice finalità dell'accettabilità industriale e dell'accettabilità sociale delle azioni che saranno intraprese al fine del raggiungimento dei predetti obiettivi. A tal fine, il percorso da seguire potrebbe essere quello di partire dalla situazione attuale dello sviluppo del sistema di sfruttamento delle fonti rinnovabili e del suo impatto sui consumatori per arrivare al raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020 secondo una traiettoria di sviluppo che tenga conto delle possibilità di efficientamento dell'industria delle fonti rinnovabili e di una evoluzione controllata dei costi di sistema.

Più precisamente, l'accettabilità dal punto di vista industriale riguarda il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e passa da azioni di efficientamento del sistema di produzione elettrica da fonti rinnovabili tese alla riduzione dei costi di produzione. L'accettabilità sociale riguarda i consumatori finali e passa dal contenimento del costo sostenuto per la promozione dello sfruttamento delle fonti rinnovabili fino all'anno 2020 confrontato, in termini reali, con il costo sostenuto dai consumatori finali per il sostegno di tutte le produzioni elettriche incentivate nel 2009 (incluso quindi l'onere del meccanismo Cip6 anche per le fonti assimilate) che rappresenta l'attuale disponibilità di risorse economiche posta in capo ai medesimi consumatori finali.

A titolo di esempio, nel documento da noi elaborato, presentato alla nostra assemblea annuale in data 15 aprile e già reso disponibile a codesto Ministero, si è dimostrato (in via generale e sulla base dell'elaborazione di informazioni pubbliche) che un obiettivo sensibile di incremento di produzione nazionale di energia elettrica da fonte rinnovabile (circa 45 TWh aggiuntivi rispetto al livello di produzione 2005) potrebbe essere ottenuto senza aggravi reali sui consumatori energetici rispetto agli oneri sostenuti dai medesimi consumatori nell'anno 2009. Quanto detto si verificherebbe condizione che il sistema della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sia in grado di realizzare un efficientamento mediamente pari a circa il 30-35% in 10 anni a partire dal livello di costi attuali. Il predetto efficientamento abbraccia tutte le componenti della filiera dello sviluppo delle fonti rinnovabili tra cui risultano incluse, tra l'altro, oltre ad una riduzione dei costi di produzione, una razionalizzazione delle procedure autorizzative, una razionalizzazione del quadro normativo sottostante alla promozione delle fonti rinnovabili per il quale si auspica l'elaborazione di un testo unico con criteri trasparenti e stabili nel tempo e un'efficace azione di formazione, di informazione e disseminazione.

Alla luce degli scenari indicati nel PAN tali valutazioni andrebbero ulteriormente raffinate: a tal riguardo, APER si rende sin d'ora disponibile ad una confronto tecnico sugli effetti delle traiettorie evolutive prefigurate nell'ottica di trovare un effettivo punto di incontro tra il livello di efficientamento possibile dell'industria delle rinnovabili e la disponibilità dei consumatori finali a sostenere lo sviluppo dello sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Infine, sebbene sia da rilevare che tra le diverse variabili che possono essere oggetto di manovra per il raggiungimento degli obiettivi del PAN la produzione di energia elettrica ha dimostrato un ottimo grado di reazione alle politiche di promozione dello sviluppo delle fonti rinnovabili, a livello strategico è necessario affrontare anche alcuni punti chiave per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili diverso dalla produzione di energia elettrica. Innanzi tutto si rileva che gli incrementi attesi di produzione energetica non elettrica da fonti rinnovabili sono di dimensioni ragguardevoli (soprattutto se confrontati con quelli attesi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) e riguardano forme di produzione fortemente diffusa sul territorio; al fine del raggiungimento di tali incrementi potrebbe essere necessario un forte cambiamento dei modelli di consumo e dei modelli di distribuzione della materia prima (si pensi solo alla conversione a biomasse dei sistemi di riscaldamento alimentai a gas naturale). Inoltre, per quanto riguarda la traiettoria di sviluppo per i settori diversi dalla produzione di energia elettrica, APER rileva l'opportunità di promuovere il medesimo approccio seguito per l'analisi dello sviluppo della componente elettrica circa la ricerca dell'accettabilità industriale e sociale. A tal fine è necessario rilevare l'assoluta necessità che anche per i settori diversi da quello elettrico sia costituito al più presto un meccanismo di contabilità energetica ed economica che consenta di dotare il sistema della necessaria conoscenza delle variabili per il controllo dell'evoluzione dei predetti settori.

In allegato i commenti puntuali al PAN elaborati da APER

Fonte: APER

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