Rapporto OICE-Cer: in aumento i contratti all'estero

17/07/2015

Offrono segnali positivi e di cauto ottimismo i dati principali contenuti nella XXXI edizione della Rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, curata dall'OICE, l'Associazione aderente a Confindustria che raggruppa più di 400 società di ingegneria, con la collaborazione del Cer, Centro Europa Ricerche, che è stata presentata a Roma presso la sede dell'associazione.

Nel 2014 il valore della produzione delle società di ingegneria vira al positivo con un +2% rispetto al 2013 e l'importo totale è pari a 1,26 miliardi, in linea con le stime dell'anno scorso che parlavano di una crescita del 2,3%. Per il 2015 la produzione dovrebbe ancora aumentare ad un tasso del 3,9%.

In netto aumento la produzione estera che registra un incremento del 15%, così come positivi sono i dati relativi ai contratti acquisiti nel 2014 (+10,7%), con una previsione per il 2015 di piccolo aumento (0,6%). I contratti all'estero sono in aumento del 14% nel 2014 e del 17% come stima del 2015%.

Si riduce però il portafoglio ordini (- 9,5% nel 2014 e dell'1,5% nel 2015) per le imprese oltre i 50 addetti, che nel 2014 registrano un -13,9%, mentre quelle al di sotto dei 50 addetti crescono del 3,6%.
Per quel che riguarda la domanda pubblica, il mercato degli appalti pubblici nel 2014 cresce del 17,8% sul 2013, anche se nel 2015 si stima una crescita leggermente inferiore.

Il 2014 sul fronte dell'occupazione, regala un dato positivo con un + 2,6% con stime di crescita analoga nel 2015.
Fra i problemi che affliggono il settore quello dei ritardati pagamenti rimane fra i più rilevanti dal momento che molte società lo percepiscono in peggioramento rispetto all'anno precedente, così come rimane sempre minimo il valore della domanda pubblica rispetto al dato degli altri paesi europei.

"La situazione complessivamente ancora critica all'interno della quale si muovono gli associati OICE comincia a dare segnali di inversione di tendenza - ha commentato Patrizia Lotti, presidente OICE - Siamo moderatamente ottimisti visto che il trend di diminuzione segnato l'anno scorso appare invertito sia con riferimento ai dati sulla crescita del valore della produzione 2014 (+2%), che peraltro confermano le previsioni del rapporto dell'anno scorso, sia con riguardo all'aumento dell'occupazione pari al 2,6%. Il 2015 potrebbe essere ancora meglio dell'anno scorso, considerando anche che il valore dei contratti acquisiti nel 2014 sono in netto rialzo. Non parliamo certo di una ripresa tale da riportare la situazione a quella pre-crisi del 2008, ma è positivo che vi sia una inversione di tendenza, anche se il non positivo dato sul portafoglio ordini (-9,5% nel 2014) ci deve invitare ad una doverosa prudenza. Il report anche quest'anno conferma che le strategie di internazionalizzazione di crescita dimensionale sono quelle che maggiormente possono contribuire al riposizionamento delle nostre società sui diversi mercati, puntando soprattutto sulla diversificazione dei mercati stessi".

Per l'OICE la ricetta è sempre duplice: "Come da anni stiamo facendo con il nostro progetto internazionalizzazione- afferma Patrizia Lotti - occorre fare ancora di più per supportare le società di ingegneria ad andare sui mercati esteri in logiche di networking, di aggregazione e di specializzazione. Sul fronte domestico, è invece necessario che il Governo e il Parlamento facciano il possibile per assicurare un rilancio della domanda di ingegneria e architettura e un chiarimento della normativa. Fondamentale sarà il lavoro che si sta facendo sul ddl delega appalti che appare ben indirizzato verso la valorizzazione del progetto e del progettista. Un momento essenziale di questo percorso dovrebbe essere quello della revisione del ruolo della Pubblica Amministrazione che dovrà essere indirizzata verso le funzioni di programmazione e controllo. Per il resto occorrerà quindi garantire continuità rispetto alle regole attuali concernenti la disciplina delle società di ingegneria e fare il possibile per appaltare i lavori su progetti ben fatti e validati".

Per il Cer - Centro Europa Ricerche, il direttore generale Stefano Fantacone, nel dare conto dei dati della Rilevazione, ha anche evidenziato il contesto di rasserenamento dello scenario macroeconomico: "Se è vero che nel 2014, per il terzo anno consecutivo, il PIL è diminuito, i dati dell'ultimo trimestre danno conto di una inversione del ciclo economico visto che ordini e produzione sono registrati in rialzo e che i risultati sul PIL 2015 segnano un incremento che mancava da tre anni. Nelle nostre stime prevediamo che il prodotto interno lordo aumenti nel 2015 dello 0,9% e che nel 2016 si vada verso una accelerazione dell'1,3%, con un assestamento allo 0,8% nel 2017. La riduzione dei tassi di interesse, il calo del prezzo del petrolio e il deprezzamento nel cambio, tutti elementi che hanno un effetto a breve, non assicureranno un recupero strutturale delle potenzialità di sviluppo; occorreranno altri interventi di politica economica che rendano più fluido il mercato per potere consolidare il miglioramento che si intravede. Tutto questo a condizione che la vicenda della Grecia - che sempre più rappresenta un fattore di rischio concreto - trovi definitiva soluzione così da evitare ulteriori turbolenze finanziarie".

A cura di Ufficio Stampa OICE


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