Reddito di cittadinanza, Confprofessioni: 'Dubbi sul coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni'

07/02/2019

"Le misure di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà possono certamente rappresentare una spinta alla crescita del Paese, ma la loro efficacia dipende essenzialmente dalla capacità di coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni, sulla quale nutriamo forti dubbi".

Queste le parole di Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, che in audizione alla Commissione Lavoro del Senato ha evidenziato le criticità relative al Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 che ha istituito in Italia il reddito di cittadinanza.

Criticità che sono principalmente relative al coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni. "In Italia - sottolinea il Presidente di Confprofessioni - il coordinamento tra i livelli strategici di intervento nella gestione delle politiche attive e delle misure di lotta alla povertà e alla disoccupazione è risultato sempre inefficace. Ancora oggi c'è una oggettiva esigenza di integrazione tra soggetti coinvolti nei vari piani per evitare quella torre di Babele, alla quale il decreto sul reddito di cittadinanza non dà risposte chiare".

"Occorre quindi un ripensamento delle politiche attive e di sostegno al reddito e all’inclusione - conclude Gaetano Stella - coinvolgendo a pieno titolo le parti sociali che sono l’espressione delle realtà produttive che operano nei singoli territori. Basterebbe, per esempio, attivare gli sportelli del lavoro autonomo all’interno dei centri per l’impiego, come previsto dal Jobs act sul lavoro autonomo, la cui gestione può anche essere affidata alle associazioni di categoria, con l’attribuzione di una molteplicità di compiti".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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