Regione siciliana: la CNA costruzioni contro la deregulation a tempo introdotta dal 'Decreto semplificazioni' al Codice dei contratti

di Redazione tecnica - 23/11/2020

Riceviamo e pubblichiamo un accorato comunicato stampa della CNA Costruzioni Sicilia relativo all’attuale sistema dell’aggiudicazione degli appalti pubblici. L’appello alle Istituzioni di CNA Costruzioni iniizia così: “Non servono solo i ristori, che restano importanti seppur insufficienti, inadeguati e non sempre tempestivi, ma chiediamo a gran voce, specie in questa delicata fase d’emergenza economica acuita dalla pandemia, anche una risposta più efficace e moderna rispetto all’aggiudicazione delle pubbliche gare d’appalto”.

Proposte concrete di modifiche al Codice rimaste inascoltate a livello nazionale

Il Presidente Luca Calabrese e il coordinatore Maurizio Merlino continuano, poi, così “A più riprese sono state avanzate proposte concrete, sia a Roma che a Palermo affinché, attraverso l’informatizzazione del sistema che regola i lavori pubblici in Italia, si potessero mettere in campo procedure trasparenti nella scelta del contraente. Il grido d’allarme per la verità è stato accolto dalla Regione Siciliana che, mediante  una stretta collaborazione con  l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Falcone, ha recepito le  richieste avanzate dalle Associazioni di categoria del comparto delle costruzioni mettendo in campo una normativa specifica sui sistemi di aggiudicazione degli appalti pubblici finalizzata a calmierare i ribassi d’asta e gli innumerevoli ricorsi amministrativi generati dal Codice degli Appalti mentre la stessa cosa non si può dire che sia avvenuto a livello Nazionale”.

Critiche al "Decreto semplificazioni"

Hanno, poi, continuato criticando, di fatto, le modifiche a tempo introdotte dal “Decreto semplificazioni” aggiungendo che “Le nostre proposte, sostenute da altre sigle datoriali, destinate alla semplificazione delle procedure pubbliche in modo da non lasciare fuori dal mercato centinaia di piccoli artigiani e PMI, in quanto non più selezionate per procedure negoziate e/o ristrette o altre volte impossibilitate a realizzare lavori con ribassi del 38-40%, sono rimaste incomprensibilmente inascoltate nella Capitale. Ed il nostro più grosso rammarico è rappresentato, tra l’altro, dal fatto che oggi la Sicilia ha un vice Ministro ai Lavori Pubblici, l’onorevole Giancarlo Cancelleri, che potrebbe essere portavoce diretto delle nostre legittime richieste. Ma non lo è.  Lo stesso in più occasioni, l’ultima in ordine di tempo si riferisce alla manifestazione di protesta indetta dalle Associazioni di Categoria all’inaugurazione della riapertura dell’autostrada Palermo-Catania, aveva promesso, in presenza del Ministro Paola De Micheli, di promuovere un incontro e di farsi carico delle istanze presso i Palazzi romani. Ebbene, sono trascorsi ben 4 mesi, senza avere alcun minimo riscontro”.

Il "Decreto semplificazioni" e la deregulation

Il Presidente Calabrese ed il coordinatore Merlino concludono evidenziando che “Il Decreto Semplificazioni non ha fatto altro che amplificare la “deregulation” già attuata dal Codice dei Contratti. Oggi, grazie alle banche dati informatiche, le gare possono essere aperte a tutti i possibili partecipanti ed essere aggiudicate in un’ora. Realizzare procedure negoziate, manifestazioni di interesse e OEPV diventano metodi selettivi discriminatori e  rischiano di per far morire le piccole imprese che sono ancora oggi l’eccellenza e la spina dorsale dell’economia isolana e italiana”.

Invito di Calabrese e Merlino

Per ultimo un invito di Calabrese e Merlino alle forze politiche a convergere sulle richieste avanzate dagli operatori del settore “per creare le condizioni affinché il sistema delle opere pubbliche sia da rilancio per il tessuto produttivo. In questa ottica, l’assessore Falcone convochi un tavolo tecnico delle associazioni di categoria coinvolgendo anche degli enti locali, per definire in maniera vincolante un unico sistema di assegnazione dei lavori pubblici in Sicilia nel segno della rapidità e trasparenza, la L.R. 13/2019”.

 A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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