Riforma Professioni, nel prossimo decreto legge prevista la negoziazione libera delle tariffe

17/01/2012

Ha preso ufficialmente il via il processo di riforma delle professioni, in cui non sarà prevista l'abolizione degli ordini professionali ma, in linea con quanto previsto nelle manovre del 2011, verranno inserite delle disposizioni che comporteranno la liberalizzazione e allo stesso tempo il miglioramento della qualità delle prestazioni.

Questo, in sintesi, il contenuto dell'incontro avuto dal Ministro della Giustizia, Paola Severino, e i rappresentanti degli ordini professionali, durante il quale sono state discusse diverse proposte per la riforma delle professioni. "Non è all'esame alcun provvedimento di abolizione degli ordini, né degli esami di Stato", ha assicurato il ministro, precisando che la riforma "mira a una migliore qualificazione dei professionisti: vogliamo la liberalizzazione delle professioni ma vogliamo professionisti di qualità".

"È stato un incontro costruttivo - ha comunicato il ministro Severino - durante il quale sono state discusse diverse proposte, in linea con il percorso tracciato dalla Manovra di agosto, che ha fissato i principi di riforma e liberalizzazione delle professioni regolamentate. Ho riscontrato un atteggiamento propositivo da parte della quasi totalità dei partecipanti. Le misure che saranno adottate con il prossimo decreto legge saranno in linea con la Manovra di agosto e con la Legge di Stabilità. In questa cornice, sarà ulteriormente chiarito che la negoziazione dei compensi è libera, essendo già stata a sua tempo prevista l'abrogazione delle tariffe".

Nel corso dell'incontro sono state prese in esame anche le altre proposte tra le quali:
  • la possibilità di svolgere il tirocinio in parte durante i corsi universitari;
  • l'ampliamento dei posti da notaio.

In particolare, per quanto riguarda i notai è stata ipotizzata una revisione dei criteri e una riduzione dei tempi per la revisione delle piante organiche. Quanto invece al tema delle tariffe, verrà presa in esame la questione delle liquidazioni giudiziali del compenso per le quali occorrerà individuare parametri di riferimento.

Il Ministro Severino ha ribadito l'intenzione del Governo di non abolire gli ordini professionali, né gli esami di Stato, sottolineando che "la nostra riforma mira ad una migliore qualificazione dei professionisti: vogliamo la liberalizzazione delle professioni ma vogliamo professionisti di qualità".

"Ho fortemente voluto questo incontro - ha concluso il Ministro Severino - per ribadire che il confronto con gli Ordini su cui vigila il Ministero della Giustizia sarà alla base dei lavori per l'attuazione della riforma delle professioni".

Riprendono, dunque, i tavoli tra il Ministero di Giustizia e gli ordini professionali che potranno portare proposte costruttive e aperte al dialogo, nella speranza che da una parte vi sia una capacità di ascoltare e dall'altra la capacità di farsi sentire. Ordini e Consigli Nazionali avranno il compito di portare seriamente avanti gli interessi di milioni di professionisti martoriati negli ultimi anni da disposizioni fortemente lesive nei confronti soprattutto dei piccoli.

Se da una parte il Ministero di Giustizia dovrà seriamente aprire le porte ad un dialogo aperto e costruttivo (cosa senz'altro non fatta dai precedenti Governi), dall'altra parte i rappresentanti delle categorie professionali dovranno principalmente capire i bisogni dei professionisti, magari anche attraverso un referendum ed un serio confronto, portandoli avanti con forza e autorevolezza.

Nella speranza che qualcosa cambi affinché però tutto non resti come prima, attendiamo le proposte serie e costruttive di voi lettori per una riforma condivisa e al passo con i tempi.

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A cura di Ilenia Cicirello


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