Riforma appalti e Direttive UE: Il nuovo testo del ddl delega proposto dai relatori

09/04/2015

L’ottava Commissione del Senato (Lavori Pubblici, comunicazioni), in riferimento al ddl S.1678 recante “Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE” presentato dal Governo il 18 novembre 2014, nella seduta di ieri pomeriggio, dopo ampio dibattito ha convenuto di adottare il testo base presentato dai relatori Stefano Esposito e Lionello Marco Pagnoncelli, fissando per le ore 12 del giorno 15 aprile il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno riferiti al predetto testo.
Il nuovo testo contiene numerose modifiche al ddl S.1678 ed in particolare è opportuno osservare il maggior numero di paletti inseriti nell’articolo 1, comma 1 in cui i princìpi e criteri direttivi specifici che dovranno essere utilizzati dal Governo per predisporre il decreto legislativo di recepimento passano da 14 (lettera dalla a) alla p)) a 31 (lettere dalla a) alla ll)).

E’ possibile osservare come il nuovo testo, allegato alla presente notizia anche a fronte del testo originario del ddl S.1678, sia ampiamente revisionato anche in considerazione del gran numero di audizioni tenutesi da dicembre a marzo.
Segnalo nel dettaglio le seguenti novità:
  • attribuzione all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) di più ampie funzioni di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante (nuova lettera f)).
  • introduzione di un apposto sistema gestito dall’ANAC di qualificazione delle stazioni appaltanti, teso a valutare l’effettiva capacità tecnica-organizzativa sulla base di parametri obiettivi lettera h))
  • centralizzazione delle committenze e riduzione del numero delle stazioni appaltanti con possibilità, a seconda del grado di qualificazione conseguito, di gestire contratti di maggiore complessità e fatto salvo l’obbligo, per i comuni non capoluogo di provincia, di ricorrere a forme di aggregazione o centralizzazione delle committenze di livello almeno regionale per gli affidamenti di importo superiore a un milione di euro (lettera i))
  • utilizzo preferenziale, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e delle concessioni, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, misurata sul “miglior rapporto qualità/prezzo” (nuova lettera m))
  • creazione di un albo nazionale, gestito dall’ANAC, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e concessioni, prevedendo specifici requisiti di moralità, di competenza e di professionalità e la loro assegnazione nelle commissioni giudicatrici mediante pubblico sorteggio (nuova lettera n))
  • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e le concessioni sotto la soglia comunitaria, assicurando, anche nelle forme semplificate di aggiudicazione, la valutazione comparativa tra più offerte (lettera o))
  • rafforzamento della funzione di controllo della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni, con particolare riguardo ai poteri di verifica e intervento del responsabile del procedimento (nuova lettera p))
  • valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, promuovendo la qualità architettonica, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione, limitando il ricorso all’appalto integrato e privilegiando la messa a gara del progetto definitivo o esecutivo (nuova lettera q)
  • revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, nel rispetto dei principi comunitari e dei principi della giurisprudenza amministrativa in materia, rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria (nuova lettera u)
  • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e le concessioni tra enti nell’ambito del settore pubblico (nuova lettera bb))
  • previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera, definiti come quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto (nuova lettera cc))
  • previsione di forme di dibattito pubblico (sul modello del débat public francese) delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali aventi impatto sull’ambiente o sull’assetto del territorio (nuova lettera gg))

Allegati alla presente notizia il nuovo testo presentato dai relatori Esposito e Pagnoncelli unitamente con il testo a fronte del ddl S.1678 e del nuovo testo..
A cura di arch. Paolo Oreto -


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