Rischio sismico: Sbloccati 145 milioni di euro per la prevenzione

22/08/2016

Assegnate alle Regioni le risorse 2015 del Fondo per la prevenzione del rischio sismico, istituito a seguito del terremoto in Abruzzo dall’art. 11 del D.L. 28 aprile 2009, n. 39 e disciplinato, per la stessa annualità, dal Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri 21 giugno 2016.

È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 192 del 18 agosto 2016 il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione civile 21 giugno 2016 recante “Ripartizione relativa all'annualità 2015 dei contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico, disciplinati dall'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 9 maggio 2016, adottata in attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77”.

Ricordiamo, poi, che, precedentemente, era stata pubblicata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione civile 9 maggio 2016, n. 344 recante “Attuazione dell'articolo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77” con le regole per l'utilizzo dei fondi 2015.
Ora spetta alle Regioni utilizzare le somme per interventi su edifici pubblici e privati, secondo le regole fissate dalla Protezione civile (quasi uguali di anno in anno).

Nel dettaglio, dei complessivi 145 milioni di euro resi disponibili, sono stati ripartiti circa 139,3 milioni, destinati alla copertura finanziaria delle seguenti tipologie di intervento:
a) indagini di microzonazione sismica e analisi della Condizione limite per l’emergenza;
b) interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile e degli edifici e delle opere che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un collasso, di proprietà pubblica;
c) interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati.

Occorre precisare che gli edifici scolastici pubblici sono ammessi ai contributi fino ad un massimo del 40% della quota destinata agli interventi di cui alle presenti lettere b) e c), dedotto l'importo destinato dalle regioni agli interventi sugli edifici privati, con priorità per quegli edifici che nei piani di emergenza di protezione civile ospitano funzioni strategiche. È, poi, consentita la delocalizzazione degli edifici oggetto di demolizione e ricostruzione, nei casi in cui sia garantito, ad invarianza di spesa, un maggiore livello di sicurezza sismica, con contestuale divieto di ricostruzione nel sito originario e un miglioramento di efficienza del sistema di gestione dell'emergenza, eventualmente valutato attraverso l'analisi della Condizione limite per l'emergenza di cui all'articolo 18 dell’Ordinanza.

Dalla Tabella 1 allegata al DPCM è possibile rilevare che per la tipologia a), le risorse stanziate per il 2015 ammontano a circa 15,92 milioni di euro mentre per le categorie b) e c), le risorse sono pari a circa 123,38 milioni di euro. La parte restante del Fondo, assegnata ad altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico, è invece gestita a livello centralizzato dal Dipartimento della Protezione Civile.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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