Tariffe Professionali, la RPT propone gli standard prestazionali minimi

14/11/2014

Tra le tante problematiche, quello delle tariffe professionali è penso quello più importante e interessante sotto tanti profili. Non tanto per l'utilizzo di tariffari che, comunque, nel privato non sono mai stati inderogabili, ma soprattutto per il significato che gli stessi potrebbe avere sulla categoria delle professioni tecniche.

Pur conoscendo le mille problematiche che vivono i professionisti, è assolutamente lampante che il primo provvedimento contro le libere professioni sia quello relativo all'abrogazione delle tariffe, compiuta prima da Bersani (2006) con l'abolizione dei minimi tariffari e poi da Monti (2012) con l'eliminazione di qualsiasi riferimento alla tariffa e addirittura alla dignità del professionista.

Per tale motivo, ho ritenuto doveroso attivare un sondaggio d'opinione (clicca qui) chiedendo se si ritenesse indispensabile il ripristino dei minimi tariffari. A parte il risultato che sta conducendo a percentuali quasi vicine al 100% (quasi tutti verso il "SI, è indispensabile per ridare dignità alla professione"), la qualità dei commenti è stata così interessante che ho deciso girare il sondaggio direttamente al Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche Armando Zambrano, che ha risposto prontamente alla mia domanda in cui chiedevo cosa stessero facendo i vertici per affrontare una delle problematiche maggiormente sentite dalla base.

Riporto di seguito la risposta integrale del Coordinatore Zambrano e lascio come sempre a voi ogni riflessione, pregandovi di partecipare attivamente alla discussione mantenendo atteggiamenti propositivi e consoni alla vostra professione.

Risposta di Armando Zambrano
"La ringrazio per l'informativa ed anche per l'idea del sondaggio. Non tanto per il risultato di condivisione delle mie affermazioni (che in realtà sono proposte ufficialmente presentate al ministero Giustizia), che toccano infatti un tema fortemente sentito e condiviso, (il risultato favorevole era ampiamente scontato), ma per i commenti, veramente interessanti ed in alcuni casi originali. Anche perché esprimono considerazioni basate su differenti punti di vista, che però coincidono nel ritenere necessari (anche se in modo diverso) i"minimi tariffari".
Devo, però, precisare che la mia proposta è un po' più complessa, perché si muove, oggi, (o cerca di muoversi) all'interno del complesso e penalizzante quadro normativo attuale, che addirittura impedisce la pubblicazione o diffusione di qualunque tariffa, nemmeno quella giudiziale che va, paradossalmente, utilizzata dai giudici per dirimere i contenziosi"
.

"Ed allora l'idea è di invertire il processo.
Individuare, per garantire l'utente, standard prestazionali minimi (possibilmente stabiliti da un ente terzo, rispetto al CNI) legati alle diverse prestazioni professionali tecniche alle quali corrispondono per forza costi fissi e variabili medi di gestione e tempi minimi di lavoro all'interno ed all'esterno dello studio e ( sempre mediamente) di viaggio etc.( di qui anche l'accordo stipulato dal CNI con UNI ad aprile che prevede che questi fornisca tali standard nel costo complessivo di fornitura delle utenze di consultazione delle norme).
Da qui al passaggio ad una tariffa minima di riferimento, che serva a definire il costo minimo possibile per svolgere una prestazione dignitosa e di qualità, il passo è breve e probabilmente non confliggerebbe con il quadro normativo attuale"
.

"Certo, mi piacerebbe molto ripristinare, anche se su basi diverse e più moderne rispetto al passato, compensi minimi, ma, le assicuro, non vi sono oggi le condizioni per superare diffidenze e posizioni ideologiche contrarie alle professioni che ancora oggi trovo frequentemente (unite ad una ancora radicata ignoranza della vita degli Ordini e dei professionisti iscritti, ancora adesso additati come " privilegiati") nei rapporti con la politica e le istituzioni.
Se ha seguito le comunicazioni del CNI, avrà sicuramente visto le difficoltà che ci hanno frapposto alcune pubbliche amministrazioni nell'approvazione dei parametri per i servizi d'ingegneria ed architettura nelle Oo.pp., e come ancora oggi siano spesso disattesi.
Nei commenti, ci sono tante proposte interessanti, ad es. sulla pubblicizzazione/registrazione dei preventivi e sulle semplificazioni per la riscossione del credito, alcune delle quali sono oggetto di studio dal Consiglio, sulle quali bisogna muoversi attualmente con attenzione, perché il livello di "attenzione" sugli Ordini sta aumentando. Fermo restando che stiamo lavorando a norme che evitino alcuni paradossi della recente riforma, esposti al ministro della giustizia che ci ha dato disponibilità"
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A cura di Gianluca Oreto - @lucaoreto


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