Verifica impianti elettrici e banca dati: l’AGCM sulle tariffe ISPSEL

di Redazione tecnica - 01/02/2021

Si parla di comunicazioni all'Inail e tariffe, in particolare di quelle relative al controllo degli impianti elettrici nella lettera, firmata da Roberto Rustichelli, presidente di Agcm, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, indirizzata al presidente del Senato, al presidente della Camera e al ministero dello Sviluppo Economico.

La banca dati dell'Inail e il tariffario

Il Dpr n.426 del 2001 ha istituto una banca dati, gestita dall'Inail, per potenziare i controlli sulla corretta verifica, da parte dei datori di lavoro, dei propri impianti elettrici. All'interno del Dpr, è contenuto un tariffario dell'Ispsel, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, dedicato ai tecnici "verificatori" sia degli impianti elettrici che dei dispositivi di protezione contro le scariche elettriche. Il tariffario è stato introdotto per "privilegiare la professionalità e l competenza nell'interessa della sicurezza degli utenti e dei lavoratori".

Tariffe e contributi

Spiega il presidente Rustichelli che queste tariffe vengono anche utilizzate come parametro per il calcolo dei contributo che i tecnici "verificatori" devono versare all'Inail per finanziare la gestione della banca dati in misura del 5 per cento della tariffa Ispsel applicata. Ma una tariffa standardizzata, spiega il numero uno di Agcm, ha come risvolto il fatto che gli operatori economici non possano utilizzare la leva di un prezzo più basso quale strumento per differenziare la propria offerta avendo come ripercussione effetti negativi sulla concorrenza. Ma c'è di più. Perché i prezzi minimi o fissi impediscono, secondo l'Agcm, agli operatori di ampliare la propria quota di mercato. Anche nel caso in cui le tariffe non siano obbligatorie, vengono comunque utilizzate come parametri di riferimento e possono determinare l'allineamento dei prezzi praticati dagli operatori di mercato.

I principi concorrenziali

Secondo il presidente Rustichelli, l'applicazione di un tariffario nella verifica periodica degli impianti elettrici, è una disposizione contraria ai principi concorrenziali, "in quanto idonea ad eliminare la competizione tra operatori nella determinazione di una variabile fondamentale quale il prezzo del servizio erogato". Un tariffario che, nel settore analizzato, non sembra giustificato dalla necessità di assicurare uniformità della contribuzione in favore dell'Inail, "né di favorire professionalità e competenza nell'interesse degli utenti e dei lavoratori", dice Rustichello. Tra l'altro, aggiunge il numero uno di Agcm, "non appare necessario parametrare il contributo dovuto per la gestione della banca dati dell'Inail alla tariffa Ispsel, atteso che l'uniformità della contribuzione in favore dell'Inail potrebbe essere garantita diversamente, a esempio prevedendo un'unica contribuzione a quota fissa differenziata per scaglioni". E la tariffa fissa non serve nemmeno,  aggiunge Rustichelli, per garantire la professionalità dei servizi erogati. Tra l'altro in un settore, spiega il presidente, in cui la qualità dei servizi erogati è già garantita da numerose normative.

Tariffe professionali e Suprema Corte

Sulla questione delle tariffe professionali si è espressa anche la Suprema Corte che ha affermato che "la tariffa non è di per sé garanzia della qualità della prestazione, così come la deroga alla tariffa con la pattuizione di un compenso più basso rispetto alla stessa non equivale in alcun modo a prestazione scadente". Ma il problema, per Agcm, è anche il fatto che, in questo settore specifico di mercato, "gli equilibri competitivi risultano già alterati a causa del duplice ruolo rivestito dagli organismi pubblici che operano al contempo quali controllori dell'obbligo di sottoporre a verifica gli impianti elettrici e quali operatori che svolgono in concorrenza con altri soggetti i servizi di verifica degli impianti stessi". Una situazione di incompatibilità che la stessa Autorità aveva segnalato e che adesso diventa urgente eliminare: "Non si può - dice Rustichelli - da un lato consentire lo svolgimento delle attività di verifica alle Asl e dall'altro, sempre alle stesse, riservargli le funzioni di vigilanza e controllo circa l'ottemperanza all'obbligo di esecuzione delle verifiche stesse". Insomma il controllore non può essere il controllato, "per il pericolo che ciò conferisca allo stesso soggetto un ingiustificato vantaggio". Per questo l'Agcm chiede che venga rimodulata la normativa e che sia adeguata ai principi posti a tutela della concorrenza.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it



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