Verifica varianti in corso d'opera e centralità del progetto: la ricetta Cantone piace all'OICE

20/06/2014

"In Italia i problemi si nascondono nei dettagli. E uno dei principali problemi sono le varianti al massimo ribasso, molto elevato". Questo è uno dei punti prioritari della ricetta presentata dal Presidente dell'Autorità Anti Corruzione (ANC) e neo commissario dell'Authority sui Lavori Pubblici, nel corso dell'Audizione alla Camera, VIII Commissione Legislativa (ambiente, territorio e lavori pubblici).

Ma non solo, il Commissario Cantone ha anche ammesso che le sistematiche deroghe a tutti i grandi appalti italiani conducono solo ad una verità assoluta: "la legge non funziona". Qui mi aspetto qualche minuto di applauso, finalmente qualcuno che siede sui banchi della politica Italiana ha riconosciuto una verità certamente conosciuta a chi i lavori pubblici li conosce perché li vive. I professionisti italiani hanno, infatti, da sempre (almeno dalla prima edizione del Codice dei contratti pubblici, 2006) lamentato la scarsa funzionalità della normativa italiana sui lavori pubblici.

"Nel decreto sulla pubblica amministrazione è contenuta una norma che prevede per lo Stato il divieto di transazioni con società con sede nei paradisi fiscali", ha continuato il presidente Cantone, auspicando che la norma resti nella versione definitiva del decreto.

Patti di integrità
Il Presidente Cantone ha previsto la possibilità di inserire nei contratti di appalto dei veri e propri patti di integrità per i quali chi corrompe e paga tangenti viene escluso dagli appalti. "Si potrebbero inserire nei contratti di appalti patti di integrità anche con meccanismi sanzionatori, se fosse stabilito nel contratto che chi paga tangenti perde l'appalto, problemi non ci sarebbero. Questa legislazione iperdettagliata ha fallito, siamo infatti tutti qui a gran voce a chiedere un cambiamento".

No alle SOA
Pesante il commento di Cantone sulle SOA (Società Organismo di Attestazione) "sono state una scelta sbagliatissima. Visto che sono poche e fanno solo controlli formali non vedo perché questi controlli non possano essere fatti in modo oggettivo e automatico direttamente dalla banca dati sui contratti pubblici, riducendo anche i costi a carico delle imprese. Ciò sarà oggetto di una mia precisa proposta di modifica normativa".

Il commento dell'OICE
Positivo il commento dell'OICE, Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, soprattutto in merito alla proposta di Cantone, inserita nel decreto-legge P.A., di invio all'ANAC delle varianti in corso d'opera. Per il presidente, Ing. Patrizia Lotti "le affermazione del presidente Cantone sono da sottoscrivere integralmente perché è proprio la prassi delle varianti in corso d'opera, spesso al limite delle fattispecie previste dal codice dei contratti pubblici, a rappresentare uno dei fattori di mancato controllo della spesa pubblica in costruzioni e, anche, di attivazione di fenomeni illeciti. Siamo quindi favorevoli a che siano controllate tutte le varianti, comprese quelle per errore o omissione della progettazione".

Occorre anche impedire che a monte si determino le condizioni perché si arrivi alla variante: "Siamo dell'avviso che soltanto tornando ad un sistema fondato sulla centralità del progetto e del progettista si possano ridurre alla radice i problemi di lievitazione dei costi e di scarsa trasparenza in sede di esecuzione del contratto; per fare ciò occorre rilanciare la separazione fra fase progettuale ed esecutiva, possibilmente riducendo i casi di appalto integrato a quelli realmente utili, nonché destinare adeguate risorse per le indagini e rilievi propedeutici alla progettazione, qualificare efficacemente i progettisti e verificare con attenzione le progettazioni da porre a base di gara per i lavori".

Saranno quindi la riforma del codice degli appalti e il recepimento delle direttive europee le sedi giuste per intervenire: "L'apprezzato lavoro del Ministero delle infrastrutture e del Vice Ministro Nencini, che sta con determinazione portando avanti la norma di delega per il recepimento delle direttive e la contestuale riforma del codice, ci auguriamo che possa essere l'occasione per ridare alla fase progettuale quella dignità e centralità funzionale a tutto il settore e per arrivare alla ridefinizione delle funzioni della Pubblica Amministrazione che, come ha detto il Ministro Lupi, non deve più progettare, ma programmare e controllare".

A cura di Ilenia Cicirello


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