Il futuro del governo del territorio: l'INU rilancia Agenda Urbana e legge quadro

di Redazione tecnica - 28/06/2026

Definire un'Agenda Urbana nazionale e i principi di una futura legge quadro sul governo del territorio. È questo il progetto avviato dall'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), che coinvolgerà forze politiche, istituzioni, università, rappresentanze professionali e sociali per arrivare alla redazione di un Libro bianco sulla questione urbana in Italia e di un documento di sintesi contenente proposte rivolte alla politica.

L'iniziativa è stata annunciata dal presidente dell'INU, Michele Talia, che ha così introdotto gli obiettivi del progetto: «Avviamo una call indirizzata alle forze politiche, alle istituzioni, all'Università, alle rappresentanze sociali e professionali. L'approdo è un libro bianco sulla questione urbana in Italia, che sarà affiancato da un documento di sintesi e proposte».

Il Libro bianco e il documento conclusivo saranno presentati in autunno e, nelle intenzioni dell'Istituto, dovranno contribuire a riportare il tema del governo del territorio al centro del confronto politico nazionale.

Agenda Urbana nazionale: l'INU chiede una riforma del governo del territorio

Per l'INU, le dinamiche che stanno interessando le città richiedono una riflessione che va oltre il semplice aggiornamento degli strumenti urbanistici. L'obiettivo dell'iniziativa è costruire una proposta condivisa, coinvolgendo il mondo istituzionale, accademico e professionale nella definizione delle priorità delle future politiche urbane.

Come ha evidenziato Talia, occorre riportare al centro del dibattito pubblico temi che negli ultimi anni hanno progressivamente perso spazio nell'agenda politica, a partire dalla riforma del governo del territorio e dalla costruzione di una Agenda Urbana capace di individuare i principali problemi delle città e le strategie necessarie per affrontarli.

Il confronto si svilupperà tra luglio e ottobre attraverso tavoli tematici e gruppi di lavoro dedicati ai principali temi della pianificazione urbana. Da questa attività prenderanno forma sia i contenuti dell'Agenda Urbana nazionale sia i principi di una possibile legge quadro sul governo del territorio.

Il governo del territorio come questione politica

Nella visione dell'INU, la pianificazione non può più essere considerata esclusivamente uno strumento tecnico. Le trasformazioni economiche, sociali e ambientali impongono infatti scelte che riguardano direttamente le politiche pubbliche e la capacità delle istituzioni di governare i processi di sviluppo urbano.

Su questo punto il presidente Talia ha rimarcato come il governo della città sia una grande questione politica, «perché non dipende più dal ricorso a meccanismi spontanei: si avverte l'esigenza di ricorrere a scelte collettive consapevoli ed è evidente la necessità di affrontare conflitti redistributivi legati a casa, rendita, energia e opportunità di lavoro. Senza una politica per la città, e senza un ordinamento chiaro e responsabile, il governo del territorio è destinato a ridursi a gestione dell'emergenza. Per questo le due proposte, la compilazione di un'Agenda Urbana e una legge quadro per il governo del territorio, rappresentano una priorità strategica per la qualità delle politiche pubbliche e per il futuro del Paese».

L'iniziativa rilancia così il dibattito sul ruolo delle politiche territoriali, chiamate oggi a confrontarsi con questioni che spaziano dall'accesso alla casa alla rendita immobiliare, dalla transizione energetica fino allo sviluppo economico delle città.

Le nuove trasformazioni urbane che rendono necessaria una riforma

Tra le ragioni che hanno spinto l'INU ad avviare questa iniziativa vi sono i profondi cambiamenti che stanno interessando le città italiane e, più in generale, i modelli di sviluppo urbano.

Su questo aspetto Talia osserva: «Si comincia ad affermare la fine dell'automatismo tra crescita urbana e sviluppo economico, a causa di fattori come l'intelligenza artificiale e il declino demografico: ci saranno cambiamenti eclatanti nelle trasformazioni urbane e nel modo in cui dovranno essere governate. Si osserva la finanziarizzazione dello spazio urbano, le città diventano contenitori di valore finanziario che prescindono dall'utilità degli spazi: la rendita immobiliare sostituisce gli investimenti produttivi, la casa diventa bene finanziario, si accentuano i fenomeni di gentrificazione».

Le città rischiano di diventare un luogo problematico, in cui la stagnazione economica si manifesta e si riproduce, deputate a ospitare infrastrutture digitali come i data center e la logistica: si tratta di cambiamenti che produrranno conseguenze nell'uso del suolo e nell'occupazione. «Da questo processo l'Italia è investita come un caso particolarmente critico. La pianificazione urbanistica classica entra in crisi, e deve trasformarsi da semplice attore della regolazione edilizia e strumento di governo dello sviluppo», conclude Talia.

Fenomeni che impongono un ripensamento degli strumenti della pianificazione urbanistica, chiamati a governare trasformazioni che incidono sull'economia, sull'abitare e sull'organizzazione stessa delle città.



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