ANACI: decreto Antifrode è una polveriera

di Redazione tecnica - 30/11/2021

L'entrata in vigore del Decreto Antifrode non ha determinato aggravi di costi e lavoro solo per i progettisti: ad essere coinvolta è l'intera filiera, che comprende anche committenti come i condomini e, soprattutto gli amministratori di condominio, su cui ricadono numerose responsabilità sul merito.

Decreto Antifrode: il commento di ANACI

Un aumento di criticità di cui ha parlato anche l'Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali e Immobiliari (ANACI), con un duro comunicato stampa a firma del Presidente Nazionale, Ing. Francesco Burrelli, che definisce il D.L. n. 157/2021 come un punto di non ritorno: “una delle categorie professionali più colpite e disagiate è sicuramente quella degli amministratori di condominio professionisti, che ha visto attribuirsi una nuova serie di ulteriori adempimenti e paletti operativi sul proprio già complesso lavoro quotidiano, a ridosso di importanti scadenze, teso ad intercettare i bonus fiscali edilizi nell’interesse del proprio cliente, condomino, cittadino, utente, che vanno a sommarsi alle già complicate  procedure fiscali/tecniche e assembleari, contrattuali e dei correlati adempimenti procedurali per una corretta ristrutturazione dei condomini amministrati”.

ANACI: il Decreto Antifrode non considera il ruolo degli Amministratori

Secondo ANACI, il decreto Antifrode rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso e mancherebbe attenzione verso il ruolo degli Amministratori di Condominio, anello fondamentale per la realizzazione dei bonus e il perseguimento del miglioramento della sicurezza ed efficientamento dei condomini.
Il D.L. n. 157/2021 è infatti intervenuto su una serie di bonus fiscali, tra cui il Bonus Facciate 90%, a ridosso della scadenza del 31 dicembre 2021 e “sta dispiegando il proprio effetto molto pesante proprio in coda all’ultimo periodo di pieno beneficio, con un evidente e violento contraccolpo gestionale per gli addetti ai lavori, in riferimento ai cantieri da poco conclusi, ancora in corso di svolgimento e a quelli in procinto di essere avviati”.


ANACI parla dunque di “intempestività temporale del decreto 157/2021”, che si aggiunge alla mancanza di riconoscimento del ruolo dell'Amministratore nell'approvazione di interventi trainanti e interventi trainati, dato che il compenso extra dell’amministratore riconosciuto contrattualmente dal Condominio per la compendiosa attività contabile e gestionale degli appalti per i lavori straordinari, non rientra nella fascia di detraibilità fiscale.

Il tutto ribadendo invece la disponibilità e l'attenzione costante di ANACI nell'applicazione di:

  • normative di sicurezza dell’edificio in condominio quale luogo di lavoro;
  • normative di sicurezza degli impianti all’interno degli edifici;
  • normative di sicurezza statica degli edifici e di quelle antisismiche;
  • interventi di necessaria riqualificazione energetica degli edifici;
  • miglioramenti dell'edilizia, ancor di più oggi con i bonus e i super bonus.

Le richieste di ANACI

L'Associazione quindi chiede un confronto, finalizzato a chiarire questi temi:

  • l'applicazione di un rigoroso e doveroso sistema di controlli disciplinato da norme chiare che vadano a individuare e colpire gli operatori disonesti, senza colpire tutti ingiustamente ed indiscriminatamente;
  • il riconoscimento della detraibilità del compenso degli amministratori di condominio;
  • maggiori tutele per la categoria, a fronte anche di un'utenza sempre più esasperata dai continui cambiamenti in corsa e che riversa sugli Amministratori la propria frustrazione dopo aver letto la possibilità dei bonus edilizi come un “Tutto subito, tutto gratis”.


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